di Prisca Sacchetti 3 Dicembre 2015
panettone iginio massari

Sapete quelle volte in cui il Corriere (per dirne uno, eh, poteva essere La Repubblica) spara titoloni che di solito includono l’espressione “bufera sui social”?

Ecco, poteva esimersi dal farlo stavolta che Iginio Massari ha inopinatamente chiuso il suo negozio online perché incapace di soddisfare le richieste dei clienti?

A Natale volevano tutti il panettone del maestro pasticcere bresciano (vero vincitore della seconda edizione de Il Più Grande Pasticcere, benché ieri sera nel baking talent di RaiDue abbia primeggiato Sebastiano Caridi, “stile hipster e baffetto da sparviero”), ma il grande ciambellano (hem…) della Pasticceria Veneto di Brescia ha opposto un fiero rifiuto:

“Non siamo un’industria, non è stato possibile organizzarsi in tempo per soddisfare tutte le richieste”.

E dire che, nonostante le code al carrello dello shop online, il dolce di Iginio Massari non viene via gratis.

Vero, è uno spettacolo decadente, favoloso, quasi pornografico, anzi per essere precisi abbiamo definito il panettone “esuberante, voluttuoso, colorato di giallo da sembrare dipinto, con una glassa all’amaretto che è pura avanguardia e la frutta frutta, non quella conservata con l’anidride solforosa”, ma 32/33 euro sono tutt’altro che uno scherzo.

E però, i peccatori di gola disposti a spenderli pur di gustare il famoso panettone non hanno preso bene la notizia che la bottega virtuale di Iginio Massari tornerà a Gennaio, mentre la vendita dei dolci di Natale proseguirà nella sola pasticceria di via Salvo D’Acquisto 8 a Brescia.

Almeno a giudicare dai poco zuccherosi commenti lasciati al laconico messaggio del maestro sulla pagina Facebook:

Mi spiace molto dovervi dare questo annuncio ma non siamo più in grado di soddisfare la domanda . Lo shop online tornerà a gennaio. Troverete tutta l’offerta dei dolci natalizi nel nostro punto vendita – Pasticceria Veneto – a Brescia. Grazie“.

Iginio Massari panettone

Il tenore delle risposte è stato questo:

«Sinceramente speravo in un’organizzazione differente».

«Con tanti giovani bravi a spasso, assumere qualcuno in più per questo periodo no? Non ci vuole certo un genio a capire che a dicembre ci sarebbero state più richieste».

«Ottimo negozio chiuso nel mese più importante!!! Una grande organizzazione!».

La risposta di Massari non si è fatta attendere:

«Avete una vaga idea delle quantità? Pensa che non sarei più contento se riuscissi a soddisfare tutti? Come potremmo gestire X ordini? Il magazzino per stoccarli non è grande, ogni giorno viene liberato per far posto agli altri. Le ricordo che produciamo tutti i giorni».

Capito adesso? Sarete anche disposti a sborsare 32 euro per un panettone ma per favore, non pretendete per questo che un laboratorio o una pasticceria, per quanto sopraffina e organizzata, si trasformi automaticamente in un’industria.

Ecco. 

[Crediti | Link: Corriere, Tv Blog, Facebook]