di Veronica Godano 6 Aprile 2020
panifici artigianali milano

Le pasticcerie italiane soffrono perché, a differenza dei panifici, devono rimanere chiuse secondo l’ultimo decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in materia di contenimento dell’emergenza Covid-19. Sarà una Pasqua 2020 amara, dunque, per questi esercizi commerciali che sono stati costretti a buttare colombe e uova artigianali, per un danno che si aggira attorno ai 652 milioni di euro.

“Avevamo già confezionato le uova di Pasqua e acquistato tutti gli ingredienti per preparare le colombe, quando ci siamo visti arrivare la sberla dal Governo, che di fatti ci ha costretti ad abbassare le saracinesche dal 12 marzo”.  Secondo Confartigianato, lo stop alla produzione e vendita delle pasticcerie rappresenta una discriminazione rispetto a negozi simili della grande distribuzione, ai quali è, invece, permessa la commercializzazione di prodotti dolciari.

La Confederazione si è rivolta al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, invitandolo a un intervento tempestivo che faccia chiarezza sulle interpretazioni governative, “stabilisca omogeneità di applicazione delle norme in tutto il territorio ed eviti incomprensibili disparità di trattamento tra attività con codici Ateco diversi, ma produzioni simili”. La lettera inviata al dicastero è datata primo aprile, ma ad oggi non c’è stata alcuna risposta, né rettifica al decreto.

“Siamo i primi – afferma Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato Alimentazione – a rispettare le regole per difendere la salute dei cittadini. Ma non accettiamo un’interpretazione della norma che si traduce in una palese e assurda penalizzazione delle nostre produzioni a vantaggio di altre tipologie di prodotti di pasticceria. Così si colpiscono le nostre aziende e si nega libertà di scelta ai consumatori”.