di Veronica Godano 10 Aprile 2020
uova-di-cioccolato

Pasqua 2020 non passerà alla storia di sicuro per le gite fuori porta e i pranzi in venticinque a casa. Il Coronavirus ha oscurato una festa che è un po’ simbolo della primavera e delle prime reunion all’aria aperta. Ahimè, non basta l’emergenza sanitaria ora, a compromettere il buon umore degli italiani ci sono le speculazioni sugli acquisti online. Due giorni fa avevamo segnalato un aumento del prezzo dei limoni. Ora, il rincaro più evidente è quello delle uova di cioccolato che fanno registrare online un +168%.

L’analisi è dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ha monitorato i costi relativi ai prodotti tipici delle feste, posando soprattutto lo sguardo sui prezzi applicati al food delivery, visto che al momento è l’unica forma di acquisto concessa.

Nello studio si evidenzia un andamento abbastanza differenziato a seconda dei prodotti e del canale di vendita. Complessivamente, nei negozi fisici e nei supermercati i prezzi risultano aumentare mediamente del +0,6%. I settori che segnano gli aumenti maggiori sono quello delle colombe (+4%) e degli stampi per uova di cioccolata fatte in casa (+12%), nella cui preparazione si cimenteranno molti quest’anno.

Ma è sul web che si rivelano gli aumenti più forti e le speculazioni più spinte: una colomba normale online costa 19,90 Euro, a fronte dei 9,69 Euro di una buona colomba classica presso un negozio o un supermercato (con un aggravio del +105%). Ma, sempre online, si trovano colombe pasquali vendute anche a 29,99 Euro. Molti cittadini hanno segnalato anche una crescita esorbitante del prezzo del lievito di birra e dei lieviti in generale.

“Gli aumenti descritti appaiono inaccettabili da ogni punto di vista.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Non solo le famiglie si troveranno ad affrontare una Pasqua sottotono e, spesso, piena di angoscia e sofferenza, ma dovranno fare i conti anche con le ripercussioni economiche che questa emergenza sta già determinando, che rendono ancora più gravi i rincari dei prodotti alimentari, dei prodotti tipici, nonché gli atteggiamenti speculativi di alcuni venditori online.”