di Elisa Erriu 28 Novembre 2020
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Ancora una volta si torna a parlare di glifosato nella pasta: il Salvagente ha pubblicato i test da laboratorio effettuati che hanno dimostrato come 7 marchi italiani su 20 contengano il noto erbicida cancerogeno.

Nel nuovo numero della rivista de il Salvagente, sono stati pubblicati i risultati delle analisi da laboratorio effettuate su 20 marche di spaghetti italiani e sono tutt’altro che incoraggianti. Infatti i dati parlano chiaro, gran parte del grano duro che finisce nei nostri piatti proviene dall’estero ed è stato condito perbene con sostanze nocive, tra cui appunto il glifosato, l’erbicida probabile cancerogeno per la Iarc: su 7 prodotti, oltre alle tracce di glifosato, 6 marchi usavano grano proveniente da paesi extraeuropei.

La normativa sull’etichettatura consente alle aziende di poter genericamente indicare la provenienza “Ue” e/o “non Ue”, pertanto non è ancora stato dimostrato se il grano duro provenga dal Canada, come suggeriva sempre la rivista tramite una ricerca pubblicata a Settembre, ma per alcuni campioni di pasta il sospetto è forte. Di certo il glifosato non viene solo dall’estero: seppur contenuta e al di sotto dei limiti di legge come per gli altri campioni, ne è stata riscontrata una concentrazione anche negli spaghetti Agnesi con grano 100% italiano.

Le marche in cui è stata trovata traccia dell’erbicida nei loro spaghetti, composti da grano non italiano, sono Divella, Esselunga, Eurospin, Garofalo, Lidl e Rummo.

Sulla pericolosità del glifosato si è ampiamente discusso e anche quest’anno ha fatto parlare di sè, eppure i pareri in merito sono molto discostanti, anche se ci sono numerose ricerche che evidenziano come il glifosato influenzi il nostro sistema endocrino. Secondo quanto riportato dalla stessa rivista de Il Salvagente, “in un articolo pubblicato sulla rivista Chemosphere intitolato “Glyphosate and the key features of an endocrine disruptor: A review“, un trio di scienziati ha concluso che il glifosato sembra avere otto caratteristiche chiave su dieci associate a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino. Non solo, sempre la stessa ricerca ha concluso che l’esposizione cronica a basse dosi dell’erbicida può avere un impatto sulla funzione ovarica. Ancora prima era stato l’istituto Ramazzini ad arrivare alle stesse conclusioni.

Oltre al glifosato e altri pesticidi, sono stati fatti i test per trovare anche la micotossina Deossinivalenolo, nota come Don, la “vomitossina” particolarmente pericolosa per i bambini: tutti i campioni sono al di sotto del limite di legge previsto per gli adulti (750 mcg/kg) anche se in tre casi – Garofalo, Agnesi e Lidl – le concentrazioni sono superiori al limite previsto per i bambini sotto i tre anni (200 mcg/kg).

[ Fonte : il Salvagente ]