di Veronica Godano 18 Gennaio 2020
Patatine fritte

C’era una volta Michelle Obama, le verdure e lo sport all’aria aperta. Bene, dimenticate quei tempi perché l’amministrazione di Donald Trump ha deciso di inserire più pizza e, in generale, più junk food nei menù degli studenti americani. In fumo, quindi, il programma dell’ex first lady che mirava a stabilire standard nutrizionali più salutari per merende e pranzi a scuola.

Il vice sottosegretario dell’Usda (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti), Brandon Lipps, ha delineato i menù dei ragazzi consentendo alle scuole, addirittura, “di ridurre la quantità di frutta e verdura a pranzo e merenda, autorizzando una maggior offerta di pizza, hamburger e patatine agli studenti”.

Con Michelle, i programmi alimentari erano volti a osteggiare l’epidemia di obesità infantile grazie a pranzi rimpiguati di frutta e verdura, latte esclusivamente scremato e riduzione del sale. L’amministrazione Trump è nota alle cronache per avere, nel tempo, continuato a fomentare l’immagine dell’americano obeso, perché già l’anno scorso un’altra strategia era stata messa in atto al fine di garantire cibi più gustosi.

A tal proposito, uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine mostra che entro il 2030 saranno molti gli Stati che avranno una prevalenza di americani obesi vicino al 60% mentre pochi stati sfioreranno il 40 %. Le categorie più a rischio saranno quella delle donne, quella degli adulti neri non ispanici e quella dei soggetti con un reddito inferiore ai 50mila dollari, un dato, quest’ultimo, che fa allarmare gli studiosi in quanto l’alta prevalenza di obesità grave in persone a basso reddito implica ingenti costi per l’assistenza sociale.

Fonte: The Washington Post