di Veronica Godano 12 Giugno 2020
Ambradan pizza, milano

Il cibo che rende più felici gli italiani è la pizza che da piatto povero, nel tempo, si è trasformato in un alimento ricercato e pronto ad accogliere ingredienti di qualità. La tonda nostrana compie 131 anni, ma si tratta di un compleanno amaro, giacchè le vendite si sono dimezzate a causa del Coronavirus.

“Gli effetti – rileva un’analisi Coldiretti nel giorno in cui si celebra la nascita di uno dei simboli della cucina italiana nel mondo – si fanno sentire anche in questa prima fase di riapertura, mettendo a rischio il futuro di 63 mila pizzerie e circa 200 mila addetti”.

L’organizzazione agricola ricorda che “proprio al giugno del 1889 risale una lettera del capo dei servizi di tavola della Real Casa Camillo Galli che convocava il cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze”. La convocazione, sottolinea Coldiretti, diede vita “così alla più nota delle pizze napoletane, condita con pomodoro, mozzarella di latte vaccino, basilico fresco, sale ed olio”.

Secondo l’analisi “da allora il fatturato della pizza nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro confermandosi un tesoro del Made in Italy e un simbolo del successo della dieta mediterranea nel mondo, tanto che l’Unesco ha proclamato nel 2017 l’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità”.

[Fonte: Agenzia di stampa Ansa]