di Veronica Godano 22 Gennaio 2020
pizza-margherita cotta col forno a gas

Il rapporto della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi (Fipe) 2019 ha fotografato lo stato della ristorazione in Italia, tenendo conto dei dati Istat relativi a ottobre 2019. Nelle pizzerie e nei ristoranti c’è stato un aumento medio dell’1,6%. Macerata risulta essere la città con i prezzi più alti. Qui, un sabato sera davanti a una pizza può costare in media quasi 13 euro (12,67, s’intende pizza + bibita); mentre a “casa sua” ossia a Napoli la media di un pasto in pizzeria è di 7,13 euro: il prezzo più economico. Il rapporto di quest’anno conferma, seppur con delle maggiorazioni, le città dell’anno precedente. In quello 2018, difatti, il costo a Macerata era 12,05 euro, mentre a Napoli  6,86 euro.

Si spende poco anche a Cagliari (8,25), Ascoli Piceno (8,21), Lucca e Reggio Calabria (8,07), Livorno (8,09). Sul podio delle più care, dopo Macerata, Cosenza (12,00) e Varese (11,67). Quello che emerge è che i prezzi delle pizze sono abbastanza allineati in tutte le città d’Italia. Di poco più bassi gli aumenti dei prezzi rilevati per la ristorazione veloce e la gastronomia, rispettivamente +1,3% e +1,2% su base tendenziale.

“Il mondo della ristorazione – ha dichiarato il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani – è un grande asset della nostra economia e un patrimonio, anche culturale, del Paese. I dati parlano chiaro: con 46 miliardi di euro siamo la prima componente del valore aggiunto della filiera agroalimentare, continuiamo a far crescere l’occupazione e contribuiamo alla tenuta dei consumi alimentari: negli ultimi 10 anni, nonostante la crisi, gli italiani hanno speso sempre di più per mangiare fuori casa, riducendo al contrario la spesa in casa. Merito di un’offerta che cresce in segmentazione dei formati commerciali, in qualità dell’offerta gastronomica e in professionalità. I milioni di turisti che arrivano in Italia mettono proprio bar e ristoranti tra le cose che maggiormente apprezzano del nostro Paese.”