di Veronica Godano 25 Giugno 2020
prosecco

E’ chiaro che ai francesi lo champagne non basti più di fronte alla decisione d’iniziare a produrre nel 2017 uno sparkling senza alcol dal nome “Nosecco” e destinato al mercato britannico. Il prodotto si trova nelle catene Asda, Tesco, Morrisons e Co-Op e non è passato inosservato agli occhi del Consorzio del Prosecco che agli inizi del 2018 ha iniziato una battaglia legale rivolgendosi all’Intellectual property office britannico.

La registrazione del nome, secondo il Consorzio, è troppo facilmente collegabile al marchio Prosecco. Da parte sua, Les Grand Chais de France ha sempre sostenuto di aver scelto tale denominazione a partire dalla parola secco e per sottolineare la mancanza di alcol. Ma si tratta di una tesi che non ha convinto l’Alta corte inglese che ha dato ragione al Consorzio italiano interrompendo di fatto la produzione e la commercializzazione del Nosecco. Secondo il giudice “non c’è bisogno che il tribunale dimostri la somiglianza tra Prosecco e Nosecco, le migliaia di post sui social dimostrano che i consumatori stanno già facendo questa associazione fuorviante”.

Non è la prima volta che il termine è usato impropriamente. Lo scorso ottobre la polizia ha sequestrato centinaia di Pringles al Prosecco in un supermercato veneto ed è in corso una diatriba con l’Australia che vorrebbe esportare un prodotto simile a quello made in Italy.

Fonte: [Thedrinkbusiness.com]