di Veronica Godano 25 Gennaio 2020
Cibo a domicilio: rider

Decisione storica per i rider, quella della Cassazione che finalmente gli riconosce le stesse tutele del lavoro subordinato: ferie, malattia, infortunio, maternità. Soddisfazione anche della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che commenta: “Siamo andati nella giusta direzione con il decreto-salva imprese. La nostra norma, così come stabilito dalla Cassazione, garantisce tutte le tutele del lavoratore dipendente”.

La Cassazione pone fine a una vicenda che era iniziata due anni e mezzo fa. Ha torto, quindi, Foodinho, l’azienda che rilevato Foodora e hanno ragione i 5 ciclo-fattorini di Torino che rivendicavano un trattamento da lavoratori subordinati. Nella sentenza si spiega che c’è un confine oltre il quale le cose cambiano e che si oltrepassa quando l’etero-organizzazione del lavoro “è marcata al punto da rendere il collaboratore comparabile a un lavoratore dipendente”. A questo punto “si impone una protezione equivalente e, quindi, il rimedio dell’applicazione integrale della disciplina del lavoro subordinato”.

Per la Cassazione, non è necessario trovare una terza via tra autonomia e subordinazione, ma semplicemente riconoscere le tutele che hanno i dipendenti, quando nella collaborazione continuativa è il committente a stabilire luogo e tempi, e c’è un rapporto “one ton one”. Il decreto prevede, inoltre, per tutti i ciclo-fattorini il superamento del cottimo, una paga agganciata ai contratti collettivi e tutele sanitarie e previdenziali. In sostanza, per i rider di professione, vale questo tipo di trattamento. Da febbraio 2020 partirà anche la copertura Inail.

Felici e contenti anche i sindacati che ora desiderano l’applicazione al settore del contratto collettivo della logistica. Secondo la Cgil: “Il sistema delle multinazionali del Food Delivery non può più nascondersi dietro il falso mito del ‘nuovo’ lavoro e della completa autonomia delle prestazioni”.

Fonte: Rai News