di Elisa Erriu 28 Ottobre 2020
ristorante-italiano-australia

Mentre in Italia le serrande dei ristoranti rischiano di chiudere per sempre, dall’altra parte del mondo un ristorante italiano si sta preparando più entusiasta che mai a riaprire. È quanto accade in Australia, dove un ristoratore di origini modenesi ha raccontato come il governo abbia aiutato l’intera categoria.

In Australia il lockdown è durato ben 7 mesi, un periodo lunghissimo in cui, esattamente come qua, non si sapeva come sarebbe potuta andare a finire per moltissime attività. Ma Francesco Rota, originario di Modena che a Melbourne gestisce da cinque anni la Trattoria Emilia, ha raccontato recentemente come il governo abbia fornito consistenti aiuti economici ai cittadini in questo lasso di tempo.

Qui – dice Rota – ci hanno sostenuto: ed è anche per questo che tutti abbiamo rispettato rigorosamente le regole. Chi doveva restare a casa in attesa dell’esito del tampone per due giorni, veniva risarcito con 450 dollari, per ricompensarlo delle perdite lavorative e evitare che avesse la tentazione di uscire comunque per guadagnare. Chi doveva stare 14 giorni in isolamento, e dimostrava di non avere più ferie o giorni di malattia da usare, ne aveva 1500. Così – continua Rota – nessuno stava in giro col rischio di contagiare gli altri”.

Per tutto il periodo del lockdown, il governo australiano ha fatto sospendere tutti gli affitti: il governo ha deciso che i padroni delle mura non potevano pretendere niente. Per le attività, come la nostra, il 50% dell’affitto è completamente cancellato, l’altro 50% lo pagheremo rateizzandolo nei mesi successivi, dopo la riapertura, per tutta la durata del contratto di affitto. I mutui anche sono stati sospesi, ma con la possibilità di pagare solo la quota interessi in modo da non vederla moltiplicata dopo mesi di non pagamento, ma sospendiamo gli affitti e vi rimborsiamo adeguatamente.”

In Australia, dove adesso i casi giornalieri di Coronavirus si contano sulle dita di una mano, non è stato soltanto questo l’unico aiuto fornito dall’esecutivo, che ha infatti “elargito a tutti i cittadini australiani che lavoravano da almeno un anno un job seeker, un sostegno economico, che ci ha permesso di vivere bene”. Non solo, Rota spiega che “Purtroppo su 30 dipendenti solo 8 lo hanno potuto percepire, gli altri sono dovuti tornare a casa, chi in Italia, chi in Francia, chi in Pakistan… Ma questo contributo continueremo a prenderlo fino a marzo 2021, se l’attività non riesce a recuperare almeno il 60% del fatturato”.

Ora, conclude Rota, si rende conto che oggi può lamentarsi ben poco della sua situazione con i suoi amici italiani visto che: “devo ammettere che hanno fatto di tutto per compensare le piccole e medie imprese come la mia. Quando hanno deciso, a Settembre, di prorogare il lockdown, immediatamente hanno annunciato nuovi incentivi: diecimila dollari (circa 6 mila euro) per chi aveva meno di 100 posti a sedere, 30 mila per chi ne aveva di più. Hanno cercato con gli incentivi di placare le insofferenze di chi non ce la faceva più e chiedeva la riapertura, e qui ci sono riusciti.”

[ Fonte: Il Corriere della Sera ]