di Elisa Erriu 19 Marzo 2021
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La situazione è catastrofica per i proprietari di ristoranti: le perdite superano l’80% e gli esercenti sono stufi, stanchi e arrabbiati. Chiedono così al Governo “rispetto della categoria”.

Sono mesi che i pizzaioli, gli chef, i ristoratori e molti appartenenti alla categoria lo gridano a gran voce: “lo Stato ci ha abbandonati”. Lo dicano tanto a Nord, quanto al Sud e nel Centro, (per una volta) l’Italia è d’accordo su chiedere “ora un tavolo di confronto con Governo e istituzioni per salvaguardare la ristorazione, ormai diventata una vera e propria impresa, con tutti i costi di gestione annessi, e che rappresenta un Pil importante per l’Italia“.

Lo Stato ci ha abbandonati – sostiene Giuseppe Santoro, presidente della Federazione Italiana Pizzaioli – ma noi non ci arrendiamo. Oggi le nostre perdite superano il 75-80% in alcuni casi e nelle piccole città dell’entroterra anche il 95%. Si rimane aperti solo per avere un po’ di moneta per continuare a vivere. La situazione che stiamo vivendo è catastrofica“.

Molte voci hanno lamentato le perdite rispetto al 2019, tra cui Pietro Zito, chef del ristorante “Antichi Sapori” di Montegrosso, che ha dichiarato quanto sia necessario, in questa fase, “il blocco delle cartelle esattoriali, i pagamenti vanno rimandati, i fitti dovrebbero andare in totale credito d’imposta e si dovrebbero annullare le tasse sui rifiuti, perché non abbiamo lavorato e siamo stati chiusi“.

Alessandro Circiello (Federazione Italiana Cuochi) si dice “fiducioso nel nuovo Esecutivo”, auspicando che “a breve si passi dalle parole ai fatti, perché in questo momento le spese continuano a correre mentre siamo fermi. I centri storici italiani, da Roma a Firenze, con Bologna, Napoli, Venezia, Bari e Milano, sono quelli che soffrono di più: un ristorante su tre ha chiuso per sempre“.

[ Fonte: ANSA ]

 

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