di Veronica Godano 30 Settembre 2019
ristorante la cuncia a torino

I pasti nei ristoranti potrebbero costarci il 12% in più: un aumento dell’Iva, dall’attuale 10% al 22% è al vaglio del ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, che ieri ne ha parlato ai microfoni di  Lucia Annunziata.

Per il dicastero dell’economia l’obiettivo è quello di riuscire a reperire 4 – 5 miliardi di euro (per colmare il buco di 7) che occorrono in vista della manovra da oltre trenta miliardi alla quale il Governo sta lavorando.

La tassazione su cene e pranzi nei ristoranti, così, potrebbe raddoppiare. Un trasferimento che permetterebbe, secondo i calcoli, un introito di un paio di miliardi per lo Stato. Beni considerati di prima necessità, invece, potrebbero essere relegati allo scaglione più basso, quello del 4%.

Per evitare il timore dei rincari, il Governo promette di inserire nel decreto fiscale, sui tavoli la prossima settimana, il c.d. cashback, ossia la restituzione fiscale del 3% su ogni acquisto tassato ad aliquota maggiorata per chi paga utilizzando uno strumento come la carta di credito o il bancomat. In sostanza non si tratterebbe di una restituzione dell’Iva, ma di uno sconto fiscale differente. Si parla di detrazione Irpef simile a quella che si adotta per le ristrutturazioni edilizie o energetiche. Come funzionerà? L’idea è quella di restituire ogni mese l’importo dello sconto. Per farlo, però, servirà un collegamento attraverso il codice fiscale, tra le spese effettuate e il sistema operativo dell’Agenzia delle Entrate.

Fonte: Il Messaggero