di Veronica Godano 27 Aprile 2020
ristorante

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato ieri sera il programma dettagliato per l’inizio della fase 2: via libera all’asporto dal 4 maggio e “possibile” riapertura dei ristoranti dall’1 giugno. “Il consumo non deve avvenire all’interno del locale, né al suo esterno devono formarsi assembramenti in cui non si rispetta la distanza fra le persone. Si dovrà entrare uno alla volta – ha spiegato Conte -, rispettando la fila, le distanze, con i dispositivi di protezione”. Roma, intanto, fa la conta dei danni. 1 ristorante su 5 non riaprirà dopo il Coronavirus e dovremmo dire addio a 390 gelaterie. I dati arrivano dalla Cna di Roma e tracciano i contorni di uno scenario sconfortante ahimè. Sarà una Capitale diversa, non animata dai classici flussi turistici intenti ad acquistare nelle piccole botteghe.

Secondo la Cna chiuderanno 2500 ristoranti e 2300 bar. Per i restanti, crollo del fatturato del 70 per cento. In chiusura anche 430 tra rosticcerie e paninoteche da asporto.

La Confesercenti ha stimato un crollo di due miliardi di euro degli incassi di ristoranti e bar per quest’anno. Per non parlare degli hotel, 450 hotel stanno per fallire e crisi nei centri storici che rischiano di svuotarsi. Reggeranno meglio le periferie densamente popolate.

[Fonte: Il Messaggero]