di Elisa Erriu 13 Marzo 2021
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Era il grande classico del lockdown: la ressa e conseguentemente le code ai supermercati. Ma perché anche in zona rossa? Eppure è quanto è successo a Roma, dove i supermercati sono stati presi d’assalto.

Si può parlare di “psicosi da lockdown” ed è quel fenomeno che (purtroppo) si è radicato in alcuni di noi che, appena percepiscono la minaccia della chiusura dei negozi, si precipitano nei supermercati e fanno vere e proprie razzie. Appena si sono diffuse le notizie che il Lazio sarebbe entrato in zona rossa, è scattata la corsa agli acquisti.

Ieri sera in tanti hanno riempito i carrelli, razziati gli scaffali di cibi in scatola, pasta, farina e ovviamente lui, il lievito. Terminato proprio come succedeva durante il lockdown. Ma i negozi di alimentari (ricordiamo…) saranno tra i pochi servizi a restare aperti sempre, ovunque.

Queste resse sono incomprensibili perché i negozi alimentari non chiudono” dice Francesco Iacovone, sindacalista dei Cobas. “E poi espongono i lavoratori a un rischio immotivato e aumentano la possibilità di contagio“.

Ma non sono stati preso d’assalto soltanto i supermercati a Roma, anche parchi, piazze, ristoranti, centri commerciali, parrucchieri ed estetisti. È stata l’ultima corsa prima della (ennesima) sospensione delle attività. E forse anche domani si ripeterà, proprio come si ripete ormai ogni volta, prima della chiusura causata dalle restrizioni anti-Covid.

[ Fonte: La Repubblica ]

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