di Elisa Erriu 27 Ottobre 2020
sicilia-pronto-decreto

Se lo ha fatto Bolzano, non capisco perché non farlo per la Sicilia“: così il presidente della Regione Sicilia ha presentato la bozza del decreto con cui richiederà al Governo misure meno restrittive per bar e ristoranti.

Il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha proposto un disegno di legge con misure ad hoc per la sua Regione, dopo aver partecipato all’Assemblea regionale siciliana sulla situazione epidemiologica dell’Isola. L’esito di questa proposta sarà deciso dalla Giunta questa sera, ma intanto il presidente ha spiegato che: “Questa sera il governo regionale si riunirà per adottare un disegno di legge che richiami nella forma e nella sostanza la legge già approvata dal governo centrale. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del parlamento“.

Il Dpcm – ha aggiunto Musumeci – è stato molto restrittivo e noi abbiamo evidenziato come alcune norme di quel provvedimento, come in particolare la chiusura degli esercizi commerciali alle 18 costituisse un serio problema per alcune regioni, cioè per quelle dove il dato epidemiologico non presenta una condizione di grave emergenza e dove il tessuto imprenditoriale ancora può organizzarsi nel rispetto delle linee guide della conferenza stato regioni“.

L’intervento sarà dunque principalmente nei confronti dei locali, bar e ristoranti, che secondo la proposta potrebbero rimanere aperti fino alle 20 per i bar e i per i ristoranti fino alle 22. Ma il presidente ha chiarito che la proposta di legge toccherà “su alcune materie del nuovo Dpcm, non su tutte. Penso ai bbcc e alcune attività legate al turismo“.

“Siamo tra le regioni italiane che si sono dotate per prime di tamponi e test sierologici che si muovono in linea di coerenza rispetto a un quadro nazionale, ma con una minore incidenza tra contagiati e popolazione. L’andamento epidemiologico è il faro di riferimento delle scelte politiche”, ha proseguito Musumeci. “Questa esperienza è iniziata senza che fossero noti i protocolli medici, mancavano tamponi e dispositivi di sicurezza, non c’era accesso a test diagnostici rapidi. Oggi il contesto è diverso“.

[ Fonte: Giornale di Sicilia ]