di Veronica Godano 9 Maggio 2020
supermercato

I sindacati – Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil su proposta di Unionfoood, Assobirra e Ancir (Itticoltori) – hanno sottoscritto un accordo collettivo nazionale per il rinnovo del Ccnl industria alimentare. L’accordo riconosce il ruolo straordinario dei lavoratori durante la pandemia i quali non hanno mai smesso di garantire agli italiani i prodotti della filiera, anche se, al momento della firma, non sono mancate le discussioni da parte degli industriali (Federalimentare). Tra i big hanno firmato Ferrero e Barilla aderenti a Unione Italiana Food.

C’è da dire che il Ccnl alimentare contrappone grandi multinazionali a piccole imprese che rappresentano il 60% del settore. In questo caso, siamo di fronte a una divisione all’interno degli imprenditori che ha portato a un accordo “separato”. Per le altre realtà si apre uno scenario contrattuale da discutere.

I contratti sono il frutto non solo del potere contrattuale dei lavoratori, ma anche della condizione delle aziende che li firmano. In tale contesto, sebbene fosse consapevole di aprire un contenzioso con le imprese che ne rimangono escluse, il sindacato ha firmato nell’interesse dei dipendenti che ne trarranno beneficio.

Cosa è previsto? Un incremento pari a 21,43 euro a decorrere dal primo dicembre 2019 e per tutto il 2020, con pagamento degli arretrati scaglionati in 3 tranche, tra maggio e agosto. In virtù dell’intesa raggiunta e in attesa di un’adesione più ampia degli altri settori associati a Federalimentare, Fai-Flai-Uila hanno deciso di revocare le proteste a partire dal 9 maggio.

[Fonte: Sky Tg24]