di Veronica Godano 24 Gennaio 2020

La chiamano la “triade miracolosa”, il mix di cannella, zenzero e curcuma che contiene sostanze benefiche per l’organismo. Oramai ci si affida a spezie e piante officinali per curarsi, tant’è che la produzione è triplicata in 20 anni e il business ammonta a 6 miliardi di euro.

La Fao riconosce 50mila piante utilizzate o utili per l’uomo per le proprietà biologiche delle sostanze contenute, una nicchia che si sta espandendo perché i consumatori vogliono ricorrere, sempre di più, a soluzioni naturali per fini estetici e salutari.

L’Italia è il primo utilizzatore mondiale di erbe officinali per il settore della cosmetica e dal 2000, oltre a essere aumentata la produzione, è raddoppiato l’import. Il mondo delle spezie e delle piante officinali debutterà durante il primo Salone dedicato a Rimini (dal 5 al 7 maggio), durante Macfrut, la fiera internazionale della filiera ortofrutticola. In occasione dell’evento sarà lanciato anche l’Osservatorio Ismea (l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare del Mipaaf) che vuole offrire analisi aggiornate sul settore, sia a livello nazionale che internazionale.

Per Fabio Del Bravo di Ismea, “parliamo di un settore particolarmente dinamico, con una crescita superiore al 10% l’anno. L’Osservatorio avrà 4 punti di monitoraggio: l’evoluzione delle superfici e delle produzioni a livello internazionale e nazionale di piante officinali; le aziende agricole presenti in Italia e in ambito europeo; i flussi di interscambio mondiali ed europei; gli scambi con l’estero dell’Italia con focus annuali su tematiche che emergono come rilevanti”.

“Il Salone Spice & Herbs Global Expo che sarà ospitato all’interno della 37esima edizione di Macrfrut è il primo e unico evento del genere nel panorama espositivo europeo, con produttori che arrivano da Africa, Asia, Sud America. E’ un settore di cui poco si parla ma con grandi aspettative di crescita”, dichiara Renzo Piraccini, presidente Macfrut.

Fonte: Il Sole 24 Ore