di Veronica Godano 5 Aprile 2020
supermercato

Il personale impiegato nei supermercati inizia a temere a causa di 19 dipendenti contagiati a Lucca sul posto di lavoro. Inevitabile, visto che questa categoria rientra tra le attività indispensabili previste dall’ultimo Dpcm del premier, Giuseppe Conte. In tal senso, intervengono i sindacati che chiedono maggiori tutele, “non può essere il tempo delle attese per chi lavora in prima linea” è il grido di  allarme di Giovanni Bernicchi ,segretario generale Fisascat Cisl.

Servono più dispositivi di protezione: mascherine, file contingentate, barriere di plexiglass alle casse, oltre a un’osservanza delle distanze di sicurezza interne e all’orario dei negozi ridotto. Dovrebbe essere prevista anche la misurazione della temperatura ai clienti e imposto il divieto totale di spostamento del lavoratore da un punto vendita all’altro. In caso di contagio, poi, verificare quanti effettivamente sono stati a contatto con il soggetto positivo per l’assunzione delle necessarie misure di quarantena.

“Chiediamo alle  istituzioni locali che attuino maggiori controlli a supporto di chi in questo momento sta rischiando molto e, in particolare, al Comune di Lucca di distribuire le mascherine ai cittadini come hanno fatto altri Comuni della nostra provincia, alcuni anche  prevedendo  sanzioni per chi non le indossa. E’ interessante – riferisce il referente Fisascat – anche la formula adottata dal Comune di Gallicano che ha acquistato mascherine per tutti e gli utenti sguarniti  possono trovarle anche all’ingresso del negozio di alimentari“.

Bernicchi invoca più sicurezza  in particolare “per i lavoratori e lavoratrici della Sanità, per le addette delle pulizie negli ospedali, chi opera nelle mense ospedaliere, nelle case di riposo, le assistenti domiciliari, oppure nel commercio come e servizi  i commessi dei supermercati e gli operatori della vigilanza privata, le guardie giurate, lavoratori che spesso svolgono un lavoro poco visibile ma non per questo meno importante, sempre a contatto con le persone”.

Altra vexata quaestio è quella dei lavoratori stagionali assunti dopo il 23 febbraio: “Sono ingiustamente esclusi da ogni forma di sostegno al reddito – sottolinea il segretario generale Fisascat Cisl -,  sarebbe opportuno uno sforzo da parte del Governo nella direzione di un ripensamento”.

Fonte: [Luccaindiretta]