di Veronica Godano 23 Dicembre 2019
Tesco

Voleva allegare la cartolina di Natale a un regalo per la sua amica, ma aprendola si è resa conto di un messaggio già scritto. La scoperta è stata fatta da una bambina di 6 anni che ha acquistato il biglietto in uno dei supermercati della catena Tesco a Londra. La frase recitava: “Siamo prigionieri nel carcere di Qingpu a Shangai. Siamo costretti a lavorare contro la nostra volontà, per favore aiutateci e denunciate il nostro caso a un’organizzazione che difende i diritti umani”. Inoltre, il mittente faceva riferimento a Peter Humphrey.

A quel punto, il padre della piccola si è messo a cercare su Google il nome e ha scoperto che si trattava di un giornalista britannico arrestato in Cina e incarcerato per alcuni mesi nella prigione menzionata nell’appello del prigioniero. E’ stato lo stesso Humphrey poi, contattato dalla famiglia della bambina, a raccontare la storia sul Sunday Times. Il giornalista ha rivelato alla Bbc di aver riconosciuto la grafia del detenuto, ma che non rivelerà mai il nome. “Quando ero in carcere il lavoro manifatturiero era volontario, serviva per acquistare sapone e dentifricio. Adesso so che è diventato obbligatorio”, ha spiegato, dichiarando di essere ancora in contatto con alcuni prigionieri.

Da parte sua, Tesco ha interrotto i rapporti con i suoi fornitori cinesi e ha aperto un’inchiesta. “Siamo scioccati. Non permetteremmo mai che le aziende che lavorano con noi usino campi di lavoro”, fa sapere il portavoce del gruppo. Non è la prima volta che messaggi del genere appaiono in Gran Bretagna. E’ chiaro, dunque, che nel Regno Unito esiste un problema di monitoraggio dei fornitori dalla Cina i quali, spesso, sono preferiti per i prezzi irrisori dei loro prodotti.

Fonte: Sky Tg 24