di Veronica Godano 11 Gennaio 2020
tartufo bianco

Il tartufo chiude la stagione in corso barcamenandosi tra frequenti cambiamenti climatici. Colpa del tempo, dunque, che sempre di più influenza le produzioni agricole.

A fare il bilancio, Mauro Carbone, Direttore del Centro Nazionale Studi del Tartufo, che traccia un bilancio finale dell’annata del tartufo in Piemonte, avviata tra settembre e ottobre e che si conclude in questi giorni, con la consueta celebrazione del Raduno Nazionale dei Trifolau e dei Cani da tartufo (domenica 19 gennaio a Canale, in provincia di Cuneo). Protagonisti della giornata saranno coloro che si adoperano per trovare l’oro bianco: i cani da tartufo e i loro addestratori.

Per Carbone “quest’anno il mercato del tartufo è stato un po’ una montagna russa. Ci sono state settimane ottime alternate a momenti più difficili. L’andamento climatico anomalo di questo autunno di certo non ha aiutato: si è partiti bene, poi c’è stato un ottobre piuttosto caldo e la stagione è peggiorata, per poi rialzarsi sul finale”.

E ha aggiunto: “Facendo un bilancio, si può dire che non è di certo stata un’annata pessima, ma di sicuro ci saremmo aspettati qualcosina in più”. Un anno oscillante, quindi, che comunque è riuscita a soddisfare abbastanza gli addetti ai lavori, anche se è rimasta al di sotto delle loro aspettative.