di Elisa Erriu 6 Dicembre 2020
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Gli ispettori del Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Torino stanno indagando sul caso che ha colpito tre famiglie intossicate: padre, madre e figli si sono sentiti tutti male e la colpa potrebbe essere per alcuni salumi artigianali acquistati via chat.

Venerdì scorso una famiglia di via Massena ha telefonato il proprio medico di base. Tutti avevano mangiato un insaccato, comprato attraverso conoscenti via Whatsapp e dopo hanno accusato fortissimi dolori intestinali. Il medico ha ipotizzato, attraverso la descrizione dei sintomi, che si potesse trattare di intossicazione e seguendo le direttive del medico, i componenti della famiglia si sono sentiti meglio.

Ma non è stato un caso isolato: sul tavolo del dipartimento dell’Asl sono stati confermati poi altri due casi, tutte famiglie residenti sempre a Torino, ma in zone diverse, senza legami diretti. Fatta eccezione per i salami artigianali comprati attraverso la chat sul telefonino da un’azienda agricola del pinerolese.

Al momento non è possibile escludere che quella partita di salumi sia stata ceduta anche ad altri clienti, quasi sicuramente dopo passaggi secondari e non direttamente dal produttore o un suo diretto dipendente. Non si può neppure escludere la possibilità che la qualità dei salumi possa essere stata alterata dal metodo di conservazione o durante il trasporto. I tecnici del Dipartimento dell’Asl devono ancora passare al vaglio i diversi aspetti della vicenda e far esaminare il salame incriminato dagli esperti dell’istituto zooprofilattico, a caccia degli elementi patogeni che hanno provato l’intossicazione.

Le indagini sono soltanto all’inizio.

[ Fonte: La Stampa ]