di Elisa Erriu 5 Dicembre 2020
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Costrette a togliersi gli abiti sfavillanti per diventare ristoranti e supermarket: a Torino il Covid-19 ha cambiato uso e costumi (letteralmente) della città e molte discoteche che sono state chiuse per colpa della crisi, hanno dovuto “reinventarsi”.

Con le restrizioni imposte dal coprifuoco e dalle misure contenitive per il contagio, la movida serale non esisteva più, così molti esercenti torinesi sono stati costretti a chiudere i propri locali e  cedere le proprie attività del settore. Tra i più noti locali serali chiusi in questo periodo troviamo il Big Club di Corso Brescia, che verrà convertito in un ristorante di sushi.

I gestori del Big Club, inoltre, posseggono anche il locale Pick Up di via Barge e hanno spiegato che era diventato impossibile mantenere due attività, poiché i costi di gestioni erano troppo alti senza introiti. Così i loro due locali sono stati acquistati da imprenditori cinesi, che apriranno dei locali che offriranno la ormai nota formula dell’all you can eat ispirata alla cucina giapponese.

Tra gli altri locali costretti a cambiare forma, ci sono anche il Fluido, locale notturno, ha ceduto alla crisi ed è stato venduto ad alcuni imprenditori cinesi, che anche loro intenderanno aprire un ristorante etnico.

Il Different Club, invece diverrà un supermercato e sarà realizzato in tempi brevissimi grazie agli investimenti dei suoi nuovi titolari: altri acquirenti asiatici.

Altri due locali, il Life di Corso Massimo d’Azeglio e il Club 84, sono in bilico per via della pandemia e delle concessioni scadute. Il Life, inoltre, vive la delicata situazione di ripartire senza il suo storico proprietario, di recente scomparso.

Ci sono anche locali ancora in vendita e al momento senza proposte d’acquisto: il Blah Blah di Via Po e il Magazzino di Gilgamesh in Piazza Moncenisio, che è stato per anni il riferimento per gli amanti del jazz torinese.

[ Fonte: La Stampa ]