di Elisa Erriu 28 Ottobre 2020

Siamo a terra“. Letteralmente. A Torino è stato organizzato un flesh mob dai ristoratori, che si sono riuniti realizzando una protesta apparecchiata per terra.

Tovaglie a terra perché la ristorazione è a terra. Questo è il messaggio lanciato dal flash mob organizzato questa mattina da Epat e Ascom Confcommercio in piazza Carignano per “rivendicare il nostro sacrosanto diritto al lavoro, perché non vogliamo vivere di assistenzialismo“.

Infatti molti titolari di ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, catering si sono riuniti per protestare il disagio causato dal nuovo Dpcm, obbligati a chiudere dopo le 18 per via delle nuove restrizioni. Durante il flash mob, tutti loro hanno apparecchiato tovaglie bianche e il servizio, sedendosi in piazza, vestiti di nero, per dimostrare appunta la condizione del proprio settore.

«Abbiamo rispettato dieci minuti di silenzio perché dalle 18 le nostre città sono in silenzio», ha commentato la presidente di Ascom Confcommercio, Maria Luisa Coppa, che ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine «perché ci tutelano e con noi hanno subito attacchi».

Il presidente dell’Epat, Alessandro Mautino, ha ribadito: «Ci dicono che non siamo essenziali e invece andatelo a dire alle nostre famiglie. Ci sentiamo a terra. Gli aiuti in arrivo dal governo non sono benevolenza ma un atto dovuto», ha spiegato Mautino, ricordando che serve un abbattimento dei costi, delle imposte locali, degli affitti.

«Siamo a terra – ha concluso Mil presidente dell’Epat – ma sono sicuro ci rialzeremo. È nella nostra natura. A spaventare è soprattutto un lockdown a ridosso del Natale: se ciò avvenisse, sarebbe davvero il colpo di grazia».

[ Fonte: La Stampa ]