di Elisa Erriu 11 Novembre 2020
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Il Piemonte è zona rossa da circa una settimana, ma a Torino un ristorante ha comunque trovato un modo (secondo il titolare) di evitare la chiusura a pranzo, così come stabilito dall’ultimo Dpcm. Come? “Fingendosi” una mensa.

Secondo le disposizioni del Governo, le nuove restrizioni in vigore dal 6 Novembre prevedevano che venissero chiusi tutti i ristoranti e i servizi di ristorazione, fatta eccezione per la consegna a domicilio, l’asporto e il servizio di mense (oltre a quello del catering continuativo). Pertanto perché non trasformare il proprio ristorante in una mensa?

E così ieri, all’ora di pranzo, si sono recati in un ristorante posto all’interno di un impianto sportivo nella Circoscrizione 8 gli agenti del Reparto della Polizia Commerciale della Polizia Municipale, per verificare se fosse vera la segnalazione ricevuta: qualcuno aveva ben pensato di eludere le restrizioni, proprio trasformandosi in mensa. Così i poliziotti hanno trovato nel ristorante comodamente sedute ai tavoli circa 20 persone, tutti operai che lavorano nei vicini cantieri edili.

Il titolare del ristorante si è giustificato dicendo di non sapere che il servizio di mensa non si potesse fare. Tuttavia, così come hanno appurato anche le forze dell’Ordine, sul sito internet dello stesso ristorante ci sarebbe scritto un messaggio che farebbe credere il contrario: infatti il titolare avvisava i clienti, scrivendo sul sito: ‘Nel rispetto del DPCM del 3 Novembre, da Giovedì 5 novembre è sospesa la consumazione all’interno del ristorante, ma è possibile ordinare i nostri piatti e le nostre pizze da asporto, a pranzo e a cena’. Avrebbe anche dedicato un’intera pagina dello stesso sito all’asporto e alla modalità di prenotazione dei menù.

I gestori del locale sono stati pertanto multati e il ristorante è stato chiuso per 5 giorni, in attesa delle decisioni della Prefettura sul da farsi.

Il Comandante Emiliano Bezzon ha già espresso che non ha apprezzato il gesto dei ristoratori, soprattutto perché: “Oltre a mettere in difficoltà il sistema, manca di rispetto ai colleghi che, adeguandosi ai divieti, hanno dovuto compiere sacrifici e rinunce”.

[ Fonte: Torinonews24 ]