Ucraina, niente cibo e bevande al tavolo dei negoziati per pericolo avvelenamento

Niente cibo e bevande al tavolo dei colloqui, da evitare anche ogni contatto con le superfici: è il monito del ministro degli Esteri ucraino ai negoziatori per scongiurare il pericolo di avvelenamento.

Ucraina, niente cibo e bevande al tavolo dei negoziati per pericolo avvelenamento

Le guerre si sa, in parte si combattono anche a tavola, fra una stretta di mano e un boccone avvelenato. La storia è piena di episodi di avvelenamento, un pericolo concreto anche al tavolo dei negoziati fra Russia e Ucraina. Non stupisce infatti il videomessaggio del ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba che suggerisce caldamente ai propri negoziatori di non assumere cibo e bevande durante i colloqui, e di evitare di toccare le superfici.

Il tema è tornato alla ribalta in questi giorni  dopo la notizia (fra conferme e smentite) che il magnate Roman Abramovich avrebbe presentato segni di avvelenamento dopo un incontro in Ucraina tenutosi a inizio marzo. Occhi rossi, lacrimazione, desquamazione della pelle, sarebbero questi i sintomi avvertiti dall’ex patron del Chelsea assieme ad altri due negoziatori dopo aver «bevuto acqua e mangiato cioccolata».

Dmytro-Kuleba

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba

Stando ad alcuni esperti interpellati dal Wall Steet Jounal, che per primo ha diffuso la notizia di Abramovich, si tratterebbe di sintomi riconducibili ad un avvelenamento da «varianti di porfirina, organofosfati o sostanze bicicliche». La questione tuttavia rimane fumosa, con funzionari Usa che parlano di «fattori ambientali» e i russi che smentiscono accusando una campagna d’informazione diffamatoria nei loro confronti.

Anche al Cremlino si teme l’avvelenamento. Nei giorni scorsi pare che Putin abbia fatto piazza pulita di buona parte del proprio staff per poi assoldare una schiera di assaggiatori che passano in rassegna ogni piatto o bicchiere prima che sia sottoposto allo zar.