di Elisa Erriu 14 Marzo 2021
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Unregular pizza“, come “irregolare” è il mondo che spera di costruire. Un giovane romano a New York ha avuto quest’idea fuori dalle regole, un semplice scambio: in giro per le strade della Grande Mela chiede del cibo in cambio di una sua pizza fatta a mano.

Si chiama Gabriele Lamonaca, è un 30enne romano che in queste settimana è finito persino sotto i riflettori delle grandi testate di New York: eppure la sua “unregular pizza” è tanto banale quanto geniale. Si basa sul baratto, offrire cibo in cambio… di altro cibo. “Da un po’ di tempo avevo questo sogno di aprire la mia pizzeria a New York e un anno fa le restrizioni del Covid, per me come per tutti, hanno bloccato il percorso – ha spiegato Gabriele – Non volevo rinunciare però a portare avanti la mia idea e mi sono chiesto come potevo lavorare al prodotto, facendolo provare ad amici e conoscenti, provati anche loro dalla pandemia. Perché non offrire dunque la mia pizza, in cambio di altro cibo?”.

Gabriele vive a New York da più di 10 anni, è arrivato per studiare inglese e chimica, ma adesso sta realizzando il suo sogno di sfornare pizze. Riceve una decina di proposte alla settimana e cucinando a casa sua, riesce a completare tre o quattro ordini alla settimana. “La pizza che preparo è sempre una sorpresa per chi la riceve”, continua Gabriele. “Tutto è cominciato per scherzo. Ed è stato proprio complice il lockdown: tra l’assalto ai supermercati e le razzie di lievito, siamo diventati tutti fornai. E così, chiuso in casa a New York, ho iniziato a preparare pizze: la farina non si trovava, ho dovuto acquistarne 25 kg su Amazon a 130 dollari. Pazzesco”.

Dopo che Gabriele ha cominciato a mettere le foto delle sue pizze sui social, è iniziata la sua idea “irregolare”: un suo amico gliene ha ordinata una, ma Gabriele non ha voluto soldi; gli ha chiesto in cambio un piatto fatto in casa. Ha confermato che non ci guadagna niente, anzi, spesso ci perde. “Sulla pizza metto ingredienti italiani di qualità: mi costa dai 15 ai 20 dollari, quindi nella maggior parte dei casi ci rimetto. Ma mi sto facendo conoscere”.

[ Fonte: la Repubblica ]

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