di Veronica Godano 1 Ottobre 2019
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Il 2019 si conferma un anno redditizio per il nostro vino all’estero. Aumenta l’export del made in Italy (ma diminuisce la raccolta), tanto da additare il vino come la principale voce nella lista delle esportazioni agroalimentari. Calici in alto, dunque, non solo per il Bel Paese, ma per il resto del mondo che continua a scegliere le cantine nostrane, a vantaggio dell’economia nazionale.

Il rapporto Coldiretti sul comparto del vino mostra che, nei primi 5 mesi del 2019, l’export ha raggiunto quota +5,4% superando il precedente valore di 6,2 miliardi di euro.  I cospicui investimenti in promozione stanno dando i risultati sperati.

L’Italia è, inoltre, al primo posto nella classifica dei paesi produttori, ma si registra un calo notevole nell’anno in corso. Si stima -16% in termini di produzioni. Lungi dagli allarmismi, bisogna dire che è un crollo giustificato da 2 fattori: una raccolta record nel 2018, e in secundis, una primavera piovosa che ha avuto un impatto negativo sulle coltivazioni. Eccezione fatta per la Toscana, regione ricchissima di risorse e l’unica a riportare il segno + nella produzione di vino.

In questo caso, le previsioni parlano di un + 10% a fine anno. Non sono, però, percentuali che devono incantare, considerando che la Toscana detiene etichette di grande qualità, che oggi si possono trovare anche online.

Fonte: La voce del Trentino