di Elisa Erriu 9 Ottobre 2020
WWF nostra alimentazione causa perdita 70% biodiversità

Ci restano soltanto 9 anni per rivedere tutto il sistema di produzione alimentare a livello globale: ce lo dice il WWF,  sottolineando che già adesso abbiamo causato danni al Pianeta, con la perdita del 70% di biodiversità.

Il modo con cui ci alimentiamo ha per il momento causato la perdita del 70% di biodiversità terrestre e del 50% di quella d’acqua dolce. Secondo quanto riportato da un nuovo rapporto del Wwf, lanciato in vista della Giornata mondiale dell’alimentazione che sarà il 16 Ottobre, noi stiamo divorando il Pianeta, senza capire quanto la nostra salute sia profondamente connessa con quella dell’ambiente in cui viviamo.

Il dossier in questione si intitola ‘Invertire la rotta: il potere riparatore delle diete amiche del Pianeta‘ ed è una ricerca scientifica condotta sulle diete di 147 Paesi di tutto il mondo, che mostra gli impatti che i diversi regimi alimentari e scelte di consumo causano su ambiente, biodiversità, suolo e clima e anche sulla nostra salute.

Se scegliessimo un ‘modello alimentare amico del Pianeta‘, il WWF ci dimostra come garantiremmo a livello globale aria più salubre e temperature più basse, con una riduzione di circa il 30% delle emissioni di gas serra. Non solo, disporremmo anche di maggiore biodiversità sul Pianeta, più spazio per la natura e le specie che la abitano, poiché si ridurrebbe di almeno il 40% il bisogno di terreni agricoli, riflettendo anche sulla nostra salute questi effetti positivi: infatti avremmo una popolazione più in salute e con un’aspettativa di vita più lunga, poiché il tasso di mortalità prematura si ridurrebbe di almeno il 20%.

“È più che mai urgente muoversi verso un cambiamento collettivo delle nostre abitudini di produzione e consumo degli alimenti, per poter garantire il benessere futuro ad una popolazione globale in continua crescita” – afferma Isabella Pratesi, Direttore Conservazione di WWF Italia – “Con questo report istituzioni e cittadini hanno a disposizione uno strumento scientifico fondamentale per valutare l’avvio di programmi nazionali di transizione delle diete in una direzione che sia rispettosa della salute globale, del clima, della biodiversità e degli obiettivi di sostenibilità ambientali. In sostanza la dieta che il WWF raccomanda di fare comporta scelte non solo sul tipo di alimenti, ma anche sui metodi di produzione e soprattutto sulla loro provenienza”.

Ai consumatori del Bel Paese, il WWF suggerisce 7 parole chiave, per rendere il proprio regime alimentare più a favore del Pianeta: locale, ovvero privilegiare prodotti locali e di stagione, vegetale, mangiando più cereali, legumi, ortaggi e frutta che carne, BIO, quindi prediligere prodotti provenienti da agricoltura biologica, responsabile, scegliendo il pesce giusto, consumando pesce adulto e specie meno conosciute, e infine sano, vario e antispreco, mangiando cibi sani e nutrienti, riducendo gli sprechi e diversificando la dieta.

Il WWF ha anche messo a disposizione un calcolatore come strumento di verifica della sostenibilità della dieta individuale, che consente di identificare i comportamenti che possiamo mettere in atto a tavola.

“In breve, mangiando prodotti più sani e sostenibili, il nostro sistema alimentare richiederà un minor sfruttamento di terra e lo spazio che prima veniva utilizzato per l’agricoltura, potrà essere impiegato per altri scopi come ad esempio stoccare il carbonio e recuperare spazio per la biodiversità” – spiega Eva Alessi, Responsabile consumi sostenibili e risorse naturali di WWF Italia – “Per fare questo, abbiamo bisogno di trasformare l’intero sistema dell’alimentazione dalla produzione al consumo fino alla gestione delle perdite e degli sprechi. Adottare una dieta sostenibile significa consumare in maniera responsabile e spostare la domanda del mercato per accelerare altre azioni e dare il proprio contributo al raggiungimento di un sistema alimentare sostenibile per tutti”.

[ Fonte: WWF ]