Ristoranti: le aperture più interessanti del 2021 da mettere in agenda per il 2022

Le nuove aperture del 2021 da segnarsi per il 2022: 30 ristoranti freschi freschi da provare nell'anno venturo.

Ristoranti: le aperture più interessanti del 2021 da mettere in agenda per il 2022

Con i ristoranti agognanti, non sono i tempi migliori per parlare di nuove aperture, ma è esattamente per questo che è doveroso parlarne. Mettiamo caso che uno abbia messo da parte risorse economiche, tempo e lavoro per dare vita a un posto nuovo, con una pandemia in corso, non gli faremmo torto a non offrirgli un qualche spazio? La pecca, siamo onesti, è più da questo lato del tavolo. Che visti i tempi, con grande rammarico, viaggiamo molto meno e abbiamo l’occasione di vedere un numero estremamente più ridotto di posti.

Nonostante questo, ne abbiamo raccolti alcuni meritevoli sparsi per l’Italia – in una lista sicuramente incompleta di nuovi ristoranti da provare – che poniamo alla vostra attenzione. Sia mai che sia un programma un viaggio nel 2022.

Bloom

Bloom Bari

Siamo a Bari, per una nuova apertura che unisce, coraggiosamente, cucina e mixology. In cucina c’è la chef Angela D’Errico, con un menu ricco di prodotti della Puglia e materie prime fatta in casa. Sembra banale a dirsi ma la tradizione gastronomica locale viene recuperata e gestita con un occhio molto fresco sul futuro.

Basta

Basta Pizzeria

Dopo anni di lavoro a Caserta, il pizzaiolo Enzo Bastelli ha deciso di tornare a casa, aprendo la pizzeria Basta in Via Foria a Napoli. La proposta è quella di una pizza napoletana che segue nei condimenti le stagioni, con un’ampia scelta di combinazioni. E poi i fritti, che da queste parti non possono mancare, in un ambiente semplice dal tono famigliare.

Jus

Jus Enoteca Naturale

Questa enoteca con ampia offerta di vini naturali è arrivata da pochissimo sugli schermi di Napoli (Via Bausan, 59/60). Vicino alle bottiglie, anche vinili, piatti e tapas pensati dallo chef Salvatore Santoro.

Celestina Pasticceria

Celestina Pasticceria

La storia dietro questa recente insegna in un paesino alle falde del Vesuvio non troppo distante da Napoli è molto interessante, addirittura romantica. Celestina è infatti la pasticceria di Nancy Sannino, professionista di 24 anni che dopo diverse esperienza tra l’Italia e l’estero decide di tornare “a casa” per lanciarsi in una sfida tutta sua. Lieviti, torte, monoporzioni, cioccolatini, gelati raccontano di un’esperienza promettente.

Cinquanta Spirito Italiano

Cinquanta Spirito Italiano

Aperto a Maggio nel 2021 nella provincia di Salerno, più nello specifico a Pagani, Cinquanta Spirito Italiano nasce con l’intento di rappresentare una formula contemporanea del classico “bar all’italiana”. Nella squadra ci sono i giovani Alfonso Califano e Natale Palmieri, con la bar manager Marianna Di Leo, che hanno deciso di scommettere sul loro territorio. Nella drink list si gioca con i classici della mixology italiana accoppiandoli con una proposta gastronomica piuttosto accessibile.

Più Tosto

Più Tosto abruzzo

Dopo 7 anni Gianni Dezio ha chiuso Tosto ad Atri per aprire una bottega gastronomica, una “gastrobottega” come scrivono, di una manciata di metri quadri nella piazza centrale della bellissima cittadina dell’Abruzzo. Un posto dove trovare cibo e prodotti insomma, tra formaggi, salumi, vino e piatti molto trasversali, come fritti, panini e focacce.

Førma

Forma Restaurant L'Aquila

Unica, piccola, deroga (ma è proprio per un soffio) per un ristorante aperto a L’Aquila nel 2020. Si chiama Førma e per questo contesto rappresenta davvero una novità. In cucina c’è lo chef Simone Ciuffetelli che dà forma all’attività insieme alla compagna Roberta Milone. Nel menu e nello stile c’è un po’ di Danimarca, un’esperienza che i due condividono nel curriculum, ma senza cattive imitazioni. Ingredienti del territorio, birre artigianali e qualche cocktail completano il cerchio.

Dopo Lavoro Ricreativo

Dopo Lavoro Ricreativo Frascati

Viene da numerose esperienze gastronomiche lo chef Jacopo Ricci, che ha deciso proprio in quest’anno di dedicarsi a un’apertura tutta sua, tornando a casa, sui Castelli Romani, precisamente a Frascati. Ne esce fuori DLR, che sta per Dopo Lavoro Ricreativo, dove assaggiare una cucina di sostanza ma molto aggraziata, realizzata con ingredienti e ricette di questa zona. Ottimi anche i dolci e la scelta alla mano dei vini.

Ercoli 1928

Ercoli 1928 Trastevere

La nuova apertura del gruppo arriva in zona Trastevere ed è, dal punto di vista architettonico, la più spettacolare. Lo spazio si snoda all’infinito tra scaffali di bottiglie e banchi di gastronomia. Bottega, ristorante, cocktail bar, caffetteria: Ercoli a Trastevere riassume tutte queste identità in un luogo storico ma piuttosto contemporaneo.

Circoletto

Circoletto Roma

È la nuova apertura, se possibile ancora più informale, dei fratelli Trecastelli, che hanno creato con Trecca un’osteria di grande successo per il pubblico di Roma. Qui la formula è ancora più easy e va goduta stando praticamente ai bordi del Circo Massimo. Piattini semplici ma veraci da abbinare a calici di vino e belle bottiglie da dividere.

Romanè

Romanè Via Cipro

È l’apertura di Via Cipro a Roma dove la cucina è firmata da Stefano Callegari, per la prima volta in questa sede nella veste di chef e non di pizzaiolo. La proposta di questa osteria con un vezzo contemporaneo rimane comunque coerente con lo stile di Callegari, che pesca dalla tradizione puntando dritto alla gola. In un menu che non celebra in modo esclusivo la romanità, comunque molto presente, ma prende anche da altre tradizioni italiane.

Ficu

Ficu Sassari

Dopo diverse esperienze in Italia e all’estero, Giovanni Calvia ha deciso di tornare in Sardegna per aprire il suo ristorante nel cuore di Sassari. Si chiama Ficu e propone un menu che arricchisce gli ingredienti del territorio con le lezioni e le tecniche apprese in tutta Europa, nonché in Italia. Il risultato sono piatti non scontati, che esaltano la materia prima che viene soprattutto dal mare.

Largo9

Largo9 Firenze

Ha aperto a Febbraio del 2021 il locale di Firenze che voleva unire i puntini tra due mondi: quello della pizza e quello della mixology. La pizzeria è curata d Gabriele Dani, che propone degustazioni, assaggi e condimenti fantasiosi, secondo la scuola contemporanea della “pizza gourmet”. Al bar c’è invece la bartender Veronica Costantino che affianca abbinamenti studiati tra pizza e miscelazione.

Ditta Artigianale

Ditta Artigianale Firenze

Non che i precedenti locali di Ditta Artigianale fossero brutti, ma questo in Via Carducci a Firenze li batte tutti. È il terzo della “famiglia” e si sviluppa in un palazzo del 1300 arrivando a cingere un antico refettorio. Per questo gli ambienti sono tutti da scoprire, dallo spazio esterno che si affaccia sulla bellissima piazzetta, poi la prima sala con la caffetteria, la cucina parzialmente a vista, una sala più raccolta, quella dove si svolgono incontri ed appuntamenti, e la sala che dà sul cortile interno. Per caffè, dolci, piatti, cocktail da mattina a sera.

Jeffer

Jeffer Pisa

Nel centro di Pisa, tre ragazzi hanno aperto un cocktail bar dove rilassarsi e divertirsi. Lo si capisce dai colori accesi e dalla drink list, con prezzi estremamente accessibili, che gioca con i classici della miscelazione e con la personalità dei clienti in una veste molto scanzonata e in un ambiente piacione.

Une

Une Ristorante

Giulio Gigli è tornato dalla Spagna dopo aver lasciato la cucina di Disfrutar per aprire il “suo” ristorante in terra natia, a Foligno. Si chiama Une, la parola con cui nell’antico dialetto umbro si indica l’acqua. Gigli arriva con l’idea di fare una cucina umbra alla sua maniera, basandosi su una forte rete di relazioni sul territorio, materie prime locali, tra cui prodotti antichi e scarsamente utilizzati, e le sue tecniche, apprese nelle cucine più chiacchierate d’Europa.

Locanda Petreja

Locanda Petreja

Ha trovato sede a Borgo Petroro, alle porte di Todi, la cucina dello chef Oliver Glowig. In questo contesto di natura e ospitalità, lo chef porta la sua esperienza gastronomica fondendola con gli ingredienti del territorio scelti da produttori rigorosamente locali, anche quelli meno conosciuti, per un risultato di sicuro effetto. Da assaggiare anche nei percorsi degustazione.

Brododigò

Brododigò Ferrara

Si tratta di un’apertura recentissima a Ferrara che punta tutto sul pesce, in particolare sul pesce povero. Gli ingredienti arrivano dai mercati ittici di Goro, Chioggia, Porto Garibaldi o Venezia, e il menu viene dunque costruito in base alle disponibilità del pescato e in base ai prezzi del mercato del pesce giornaliero. Dietro c’è lo staff di Apelle, noto cocktail bar della città, che ha deciso di lanciarsi nell’avventura di una trattoria di pesce.

Posto Ristoro

Posto Ristoro Bologna

Posto Ristoro è la Casa del Rispetto: per il cibo che offriamo, le bottiglie che stappiamo. Per le persone che lavorano e per quelle che si divertono” scrivono sul loro sito. E già queste parole basterebbero a tratteggiare la forte identità di questo locale, di cui vi abbiamo già parlato, alle porte di Bologna. Nello staff ci sono tutte donne e così anche le pareti celebrano le icone femminili con quadri ad hoc. Venendo al menu, tre sezioni con qualche piatto ciascuna: selvaggina, pesce e veggy (vegetariano, vegano su richiesta). C’è anche la possibilità di scegliersi la degustazione. Non si può andare via senza qualche buon calice sul conto.

Osteria del Viandante

Osteria del Viandante

Siamo a Rubiera, in provincia Reggio Emilia. Qui il Ceo di Gucci, Marco Bizzarri ha deciso di affidare la cucina a Jacopo Malpeli per creare un menu con una forte vocazione territoriale e ottimi prodotti, in un contesto unico, quello di un forte ristrutturato con un lavoro certosino. A completare il quadro, di cui vi avevamo anticipato qui, c’è una cantina con oltre 7000 bottiglie da cui pescare.

FataFadiga

FataFadiga

Aperto a Ottobre 2021 in quel di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, FataFadiga è molte cose. Un posto divertente prima di tutto, che riunisce lo spirito dell’osteria, dell’enoteca e della bottega. Qui si viene per un menu alla mano ma ben curato, per salumi, formaggi prodotti selezionati. Ma si viene anche per la colazione, dal pranzo alla cena passando per l’aperitivo e un buon calice di vino.

Casa Mazzucchelli

Casa Mazzucchelli

Cambia quasi tutto nel “nuovo” ristorante Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi che rivede la proposta ristorativa della location storica, il ristorante Marconi, per virare sui lievitati in una nuova concezione gastronomica. Un percorso nuovo è quello disegnato da Aurora Mazzucchelli, con l’idea di stare bene a tavola e di sperimentare attraverso gli spicchi, potendo contare anche su una cantina formidabile. Diventa così anche parte integrante del nuovo progetto “Mollica” il forno nato nel 2016 come spalla del ristorante.

Fòla

Fola Milano

È il posto che vorrei avere sotto casa e continuo, senza un perché, a non avere. Dietro ci sono tre ragazze piuttosto sprint: Luna, Tine e Claudia si occupano della pasticceria, della cucina, della sala e di molto altro, in questo bel posticino a Nolo. Aperto con orari umani dalla mattina al tardo pomeriggio, è il posto per il caffè, il pranzo con la gastronomia vegetale, la fetta di torta e la merenda.

Serra di quartiere

Serra di quartiere Milano

Se sei in piena pandemia, imparerai a riscoprire il tuo quartiere. Che è un po’ quello che fa questo indirizzo nella frequentata via Melzo. Con una proposta di caffetteria, dolci e cucina per tutto il giorno. Prezzi altamente sotto controllo, per essere a Milano.

Contrada Govinda

Contrada Govinda Milano

Dalla combo tra più identità, è nato questo luogo per fortuna abbastanza difficile da definire. Dico per fortuna perché siamo oltre la banalità e nel campo della scoperta. Il panificatore Davide Longoni prende in carico un luogo storicamente Hare Krishna di Milano e offre una cucina a Tommaso Melilli e Nata Qatibashvili, da cui nascono piatti vegetariani, senza cipolla, aglio, e bevande alcoliche. Proprio come piace a Krishna.

Between

Between Rivoli

Aperto a Rivoli nel Maggio del 2021, da una coppia di giovani di belle speranze, Between è una formula che sintetizza bene l’incrocio tra estro e concretezza. C’è una carta da cui scegliere singoli piatti o orientarsi nei menu a degustazione, da 28, 40 o 50 euro. Quindi a prezzi molto avvicinabili. Va di pari passo una bella carta dei vini che si connota ugualmente per l’ampia scelta tra tutte le possibili sfumature di prezzo.

Giù da Guido

Giù da Guido Torino

“Stappare e Mangiare” riporta l’onnipresente scritta al neon. E però qui è vero, nel nuovo bistrot firmato dalla famiglia Alciati, che ha ceduto i piatti della sua storia a una formula particolarmente trasversale. Da bere c’è solamente tutta l’offerta enologica della cantina di Eataly Torino, un panorama sconfinato di bottiglie vendute a prezzo di scaffale, senza ricarichi. Con l’uovo al padellino, la tartare di fassona e i leggendari plin di Lidia Alciati.

La Bottiglia Volante

La Bottiglia Volante

Potrebbe cascare il mondo, eppure rimarrebbero in piedi solamente i wine bar, l’unico formato gastronomico che, se fatto bene e in modo autentico, non conosce stagioni. E in questo novero si colloca anche la Bottiglia Volante a Trieste, frutto del lavoro di Emanuela Tortora e Luca Formenti che hanno pensato a un locale in cui mettere al centro il vino. Produttori italiani ma anche francesi, tanti vini da comprare o da bere sul momento, accompagnati anche da cicchetti e cibi “da mangiare con le mani”. Si organizzano anche incontri con i produttori.

La Sete

La Sete Venezia

A Venezia è nato un figlio eccellente dell’osteria Da Rioba. Si chiama La Sete e, come lascia intendere il nome, propone ottimi vini frutto di una selezione di etichette nazionali e internazionali da accompagnare con cicchetti e piatti di tradizione locale. Finirà che a Venezia sarà più difficile bere vinacci che vini buoni, il sogno insomma. Bellissimo anche il locale, ristrutturato egregiamente, nel quartiere Cannaregio.

Mogano

Ristorante Mogano

Il fine dining di Matteo Faenza nato in seno a Ritual Lab, il birrificio di famiglia, vale quantomeno una gita fuori porta dei nostri lettori romani, posto che se siete appassionati di birra artigianale vi trovate di fronte a una tappa obbligata. Aperto nella primavera del 2021, Mogano è un elegante luogo di contaminazioni gastronomiche dove le fermentazioni la fanno da padrona, non caso; i sottoprodotti della produzione brassicola diventano protagonisti.