Colori sgargianti e profumi inebrianti si mescolano a specialità tipiche e alle voci dei commercianti, le”abbanniate”. Il Mercato del Capo di Palermo è un luogo imprescindibile, e vi spieghiamo perché, raccontandovi cosa non perdere.
Incastonato tra chiese barocche e street food iconici, è il luogo perfetto anche per trovare souvenir culinari, piuttosto che il solito ciarpame destinato a raccogliere polvere e poco altro; in molti banchi vendono prodotti tipici sotto vuoto come pomodori secchi, lupini e anche capperi e cucunci (che sono il frutto del cappero), spezie e alici sott’olio, sarde sotto sale.
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Il mercato si trova ancora oggi nella parte superiore dell’antico quartiere arabo degli Schiavoni, chiamato solo in età normanna Seralcadi, perché sorgeva proprio all’incrocio tra via Sant’Agostino, via Beati Paoli e Porta Carini, dove si formò un piccolo slargo detto piazza Capo.
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L’ingresso principale al mercato è dato dalla trecentesca Porta Carini, tra i tre mercati di Palermo (ci sono anche Ballarò e Vucciria); quello del Capo meno popolare, è considerato il mercato del pesce per eccellenza. Tante le bancarelle di pesce pregiato: in linea di massima nessuna meglio di un’altra, il pesce al Capo è tutto buono, fresco di mattinata e dai colori (naturalmente) vivaci.
Lo street food del Mercato del Capo
Uno dei capisaldi di questo mercato è il cibo di strada, tanto che diverse guide turistiche organizzano veri e propri tour gastronomici a tema: coppi di pesce fritto, verdure in pastella, calamari arrostiti, panelle, crocché, “rascatura”, melanzane, insomma è il tripudio del fritto e dei trigliceridi.
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Dainotti l’Apericapo è una delle location storiche dove una sosta è d’obbligo. Consigliatissima è l’arancina (a Palermo è femmina, e ci teniamo molto), ma tutto il resto è altrettanto buono. Sebbene “Il Capo” sia diventato molto appetibile per i turisti, conserva anche un’anima popolare, sono tanti i palermitani che fanno la spesa lungo il mercato o che ci pranzano dato che il Capo si trova vicino al Teatro Massimo e al Tribunale di Palermo. Per adesso che è estate trovate dai fruttivendoli anche le pollanche (pannocchie) bollite a un euro.
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Se siete amanti dei formaggi c’è una sola salumeria in mezzo al Mercato che si chiama “Da Andrea“: non titubate per l’ambiente da bar-tabaccheria-alimentari di paese, lì potrete provare i formaggi tipici siciliani come il Caciocavallo o il primosale e/o metterli sotto vuoto per affrontare il viaggio.
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Alla fine del mercato, arrivati a piazza Beati Paoli, ci sono altre due chicche che non dovreste perdervi: il banchetto della Frittola, innanzitutto, se siete devoti alle interiora e vi piacciono in ogni loro declinazione (frattaglie di vitello che vengono prima bollite quindi rosolate, spesso con lo strutto). Uscendo dal mercato, sulla destra.
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Sulla sinistra invece troverete uno degli ultimi chioschi di Palermo che fa l’Autista. una bevanda nota perché capace di far digerire chiunque: l’Autista.
Tra gli anni ’70 e la fine degli anni ’80 era una meta obbligatoria, per i giovani di allora, il bar Pinguino era la sosta del pre-rientro a casa. Purtroppo il bar a causa della crisi economica, chiuse i battenti nel 2014.
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L’autista fu messa a punto dai uno dei baristi del Pinguino che, per dar sollievo ad un autista di taxi che non riusciva a digerire, mescolò insieme sciroppo di arancia, sciroppo di limone, selz e un pizzico di bicarbonato. Dopo aver versato il selz e un pizzico di bicarbonato bisogna essere veloci, anzi velocissimi a buttarla giù: l’effetto digestivo immediato è assicurato.
Il pesce al Mercato del Capo
Per chi volesse mangiare pesce consiglio caldamente la trattoria “Supra i mura”, adiacente le vecchie mura che costeggiavano il quartiere ancora esistente: propone cucina locale e di pesce fresco che espone ogni giorno in una vetrina. Frequentato dagli abitanti della zona e dai venditori del mercato, un garanzia.
Se amate i ricci di mare non perdetevi “Spanò“, in via Gesù e Maria 2. È una trattoria a conduzione familiare molto spartana (non certo nei prezzi, ma se si mangia pesce fresco): punto di forza è la pasta con i ricci, per l’appunto, che in molti chiamano “ricci con la pasta”..è tutto detto. Altra delizia del posto, i crostini di pane di Monreale con i ricci.
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Bicchieri di frutta fresca, spremute e grattatella
Se passate dal Capo una spremuta d’arancia a un euro o di melograno a due euro è un toccasana; sono diversi i punti in cui potrete trovare dei chioschetti (più o meno improvvisati) dove acquistate la vostra spremuta fresca e fatta al momento.
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In estate troverete anche la grattatella, antesignana della granita, tipica e super tradizionale a Palermo: altro non è che ghiaccio grattato, arricchito da sciroppo in vari gusti. Diversi commercianti di frutta da qualche tempo, vendono anche la frutta sbucciata in comodi bicchieri o in piatti, la frutta varia in base all’estro creativo del venditore, ma è difficile che manchi l’anguria (almeno in estate).
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Prezzi
Quando decidere di fare un acquisto dentro il mercato prestate particolare attenzione ai prezzi esposti, perché a volte nascondono escamotage per trarvi in inganno: i nostri commercianti fanno i furbetti. Spesso gli zeri sono in realtà dei nove, quindi se vi sembra che una cosa costi un euro in realtà è a 1,99. Come se non bastasse, il prezzo indicato molte volte non è per un kg di merce, ma per mezzo chilo. Fate bene i conti, chiedete prima di comprare qualcosa il prezzo e tutto andrà liscio come l’olio.
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Orari: aperto tutti i giorni dalle 7 alle 20; la domenica e il mercoledì dalle 7 alle 13