di Cataldo Latorre 3 Maggio 2016
trattoria gallo brillo

Alcuni pensano che la “milanesizzazione” di Roma sia soltanto supposta, una formula che ritorna ciclicamente quando i cliché ascritti alla capitale non reggono più.

Altri dicono che non è vero, basta guardare al Pigneto, quartiere-simbolo della gentrification romana e ormai luna park gastronomico e acritico, tanto per stare nel nostro (Dissapore, niente di sacro tranne il cibo).

Definizione valida anche per un quartiere come Prati, dove le aperture si moltiplicano da anni (con relative chiusure), la lista dei brunch si allunga pericolosamente al pari delle finte osterie, turistiche fin nel midollo.

Eppure, specie a ridosso del Vaticano, resistono alcune trattorie di quartiere, autentiche o riviste, che ridanno lustro alla tradizione romana e restano affrontabili da ogni tasca.

Oggi ve ne presentiamo 5 che se siete a Prati non dovete perdere.

1) HOSTARIA DINO & TONI

via Leone IV, 60

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Non formalizzatevi per i modi inizialmente un po’ bruschi dei gestori. Dino e Toni, da sempre amici per la pelle, sono come un diesel, carburano poco alla volta, all’uscita avrete guadagnato due amici. A meno che non siate tifosi della Lazio (in questo caso meglio tenere un profilo basso).

Non andate via senza aver affrontato il trittico della cucina romanesca: la gricia, sapida e legata con i rigatoni come capita di rado, i carciofi alla Giudia, leggeri e musicali nel croc quando si mangiano le foglie più esterne, il tiramisù.

Prezzo medio: 25 €

2) TRATTORIA GALLO BRILLO

viale delle Milizie, 116

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Atmosfera gagliarda e cordiale con un pizzico di sano cinismo capitolino in questa trattoria che ho scoperto di recente. Restiamo nel solco della tradizione romanesca più autentica con tanto di menu del giorno raccontato a voce spostando tra i tavoli la famigerata lavagnetta quasi fosse una sacra icona.

Porzioni generose come ci si aspetta, date una chance ai rigatoni all’amatriciana, il sugo ristretto che porta il sapore del guanciale in primo piano è una goduria che ricorderete a lungo.

Prezzo medio: 25 €

3) OSTERIA DELL’ANGELO

via G. Bettolo, 24

Osteria dell'AngeloOsteria dell'AngeloOsteria dell'AngeloOsteria dell'AngeloOsteria dell'Angelo

Più o meno tutti a Prati sanno dove si trova. Se chiedete a qualcuno che non la conosce parlategli delle pareti tappezzate di cimeli del rugby, la passione del patron Angelo Croce, capirà subito.

La filosofia del locale sta tutta nel menù-tovaglietta che recita cosi “a cena se magna o nun se magna, 25 sò l’€uro”.

Per scaldarsi consigliamo fagioli al pomodoro e le bibliche pizzette calde con la “mortazza”. Scegliere una pastasciutta soltanto è un vero dilemma, alla fine preferite la Carbonara. Controindicazione: alla prossima dieta verrete tormentati dal ricordo.

Non mollate e andate sull’involtino alla Picchiapò (classico condimento romanesco il cui nome arriverebbe da una poesia di Trilussa). Suggerimento contro corrente: chiudete con le polpette al forno dal sapore agrodolce, somo meglio di qualunque dessert.

Prezzo medio: 25 €

4) VELAVEVODETTO AI QUIRITI

Piazza dei Quiriti, 4

Flavio al velavevodetto quiriniVelavevodetto quiritiVelavevodetto quiritiVelavevodetto quiritiVelavevodetto quiriti

Chi riesce a scarpinare fino da Flavio al Velavevodetto e conquistare un tavolo in veranda si merita la cascata di formaggio, vino e chiacchiere che spetta agli avventori del locale di Testaccio.

Ma da qualche tempo Flavio ci ha riprovato a Prati, nello scenario di piazza dei Quiriti, a due passi da Castel Sant’Angelo e San Pietro. La missione di spostare una delle cucine romanesche più solide della città è pienamente compiuta.

Ambiente curato, servizio affidabile e tanta sostanza. Tra i buongustai capitolini i tonnarelli cacio e pepe sono ormai un culto vero. Ma credeteci, si cade in piedi scegliendo qualunque piatto preparato dalla cuoca Loredana Santarelli. c’è anche una bella scelta di vini di locali.

Prezzo medio: 30€

5) IL CIOCIARO

via Barletta, 21

Il ciociaroIl ciociaroIl ciociaroIl ciociaro

Adiacente la fermata della metro Ottaviano, questa trattoria per la ristorazione del quartiere è una specie di simbolo. A cominciare dalla forma scavata di pecorino romano del Lazio (più saporito del pecorino romano che contiene anche latte non laziale) che funge da mantecatore naturale per i notevoli maccheroni all’Amatriciana (vorreste che non finissero mai).

A parte il déhors che affaccia su via Barletta, l’interno del locale si distingue per le alte volte in tufo e il buffet di pesce a vista.

Molto più di una semplice trattoria di quartiere.

Prezzo medio: 30 €

[Link: Dissapore, immagini: Cataldo Latorre]