uomini veri

Avete mai ucciso la vostra cena?

Non so se esiste un periodo della vita in cui uccidere ciò che mangi è più importante, posso dire che imparare come si uccide un maiale non è stato piacevole, anche se dopo mi ha reso orgoglioso, difficilmente un ragazzino si ritrova sull’orlo del baratro esistenziale per colpa di un porco. Una cosa tuttavia non ho mai dimenticato, i discorsi di quegli uomini: “uccidi un animale se vuoi veramente mangiare, poi ringrazialo guardandolo in faccia”. Come dire: concedi al nemico l’onore delle armi ma non umanizzare gli animali, tipo come facciamo oggi. Più tardi è stata la volta di un pesce che avevo pescato, un dentice credo, non ricordo. Ho amici fieri di aver apportato migliorie alle loro esistenze rosicchiando gli ortolani arrosto, uccelletti da mangiare in un boccone ossa e becco compresi. Anche se ucciderli è illegale. Altri favoleggiano di maxi-aragoste cucinate a latitudini inconsuete con un coltellaccio ancora infilato nella testa.

E’ bizzarro, dall’anonima vongola al manzo che quasi chiamiamo per nome, tendiamo a non associare le cose che mangiamo con la loro provenienza.

E voi… voi avete mai ucciso la vostra cena?

[Crediti | Link: Guardian, Wikipedia, Yelp. Immagine: 2gourmaniacs]

Login with Facebook:
Login

 

44 commenti a Avete mai ucciso la vostra cena?

  1. capita spesso…e mi avvalgo del contributo dei due minori di casa per trattare le spoglie…
    Vuoi l’arrosto? Il brasato? Sappi che qualcuno ci ha lasciato le penne…
    Lo chiamo consumo consapevole, troppo facile andare dal macellaio e nascondere la testa (del cadavere).
    Vi garantisco che il consumo di carne si è ridotto.

  2. Anche io non faccio una piega per ammazzare vongole e cozze , ma nel caso di aragosta e astice non ce la faccio…so di essere ipocrita ..ma l’ultima volta mi sono fatto tagliare un astice dal tizio della pescheria direttamente dentro ad una grande vaschetta in alluminio domopak per non perderci succhi e polpa…. mi vergogno ma non riesco ad ammazzarlo da solo …

    pero’ non riuscirei mai ad ammazzare bestie a sangue caldo anche se le mangio…è ridicolo lo so ..ma che ci devo fa’ ???

  3. Il mio nonno cittadino (quello contadino non si è mai posto il problema) mi garantisce che la sua esperienza in tempo di guerra gli ha insegnato che non è difficile uccidere la propria cena. Basta essere abbastanza affamati.

    Sono felice di comprare la carne dal macellaio.

  4. è da diverso tempo che faccio questa riflessione,
    da quando ho cominciato a coltivarmi le mie erbe,
    e i miei alberelli di frutta,
    se io semino un piccolo seme,
    questo vive, si nutre delle sostanze nel terreno,
    diventa germoglio, e da li comincia a respirare,
    cresce nutrendosi di luce solare,
    tramutandola in clorofilla per fotosintesi,
    molte piante respirano anidride carbonica in alcune fasi,
    ed espirano ossigeno…
    ora se valuto che a parte un “stronzo mi stai uccidendo”,
    non possono dirmelo quando le sradico per farmi da mangiare,
    però in teoria sono esseri viventi anche loro,
    quindi sempre in teoria sto uccidendo la mia cena anche mangiando verdura no?…
    Comunque anche io ho ucciso la mia cena, ittica, suina e molto altro,
    amo l’idea de,
    “se non conosci ciò che stai usando,
    non potrai mai usarlo al meglio”

  5. Non ho mai ucciso nulla perché quando vivevo nel paesello, dove se vuoi comprarti un pollo e sgozzarlo da te lo puoi fare, ero piccola e poi sono andata via e in città l’ultima cosa che mi verrebbe da fare è sgozzare un pollo. A meno che non mi dia al voodoo. E poi nel mio bucolocale ci entro a stento io, figuriamoci un pollo intero.
    Comunque mi farei pochi problemi a uccidere la mia cena.
    Non mangio pesce, ma quando a casa, nel paesello, si cucina l’astice non ho problemi ad assistere a quella morte atroce.
    Ma comunque di che parliamo? Di animali. E a che servono? A sfamarci.
    E’ atroce il modo con cui li uccidiamo? Eh, c’è un modo meno atroce di morire?
    Facendoli soffrire o no li uccidiamo comunque. E molti non fanno una bella vita prima del macello.
    E comunque mangio con gusto gli “gnumireddi” involtini di interiora di vitelli da latte. DA LATTE. Sono veramente cattiva, nemmeno do il tempo di vivere.
    E quanti di voi impazziscono per il foie gras?
    Quindi, per ricapitolare, io mangio tutto, tranne il pesce ma solo perché sono allergica, e ucciderei tranquillamente il mio cibo.
    A tutto si fa il callo. I medici e i poliziotti a volte mangiano sulla scena di incidenti stradali disastrosi. La morte è una cosa con cui dobbiamo confrontarci in maniera differente da quella imposta dalla cultura cattolica.
    Forse sto divagando. Comunque, non l’ho mai fatto perché mangio solo carne e difficilmente tornerò a casa con un vitello vivo, ma lo farei e credo fortemente che lo fareste anche voi, se solo foste più abituati a frequentare mattatoi.

  6. Da cuoco mi e’ capitato spesso di uccidere i pranzi e cene.
    Ma posso dire che quando uccidi un astice (ora non lo faccio piu) quella e la parte dove soffre di meno.
    Allevati in America o Canada, conservati in scatole con ghiaccio secco o in gel, poi toccati a piu riprese da vari acquirenti e chef, oppure messi in un acquario a rallentare la loro sofferenza, dove per ovvi motivo proseguono un digiuno da parecchie ore e giorni, poi messo in una frigorifero aspettando che qualcuno lo desideri per cena, Credo che la morte a questo punto se la sia augurata da un pezzo.

    • Ecco, queste sono le considerazioni che mi fanno riflettere su come dietro alla nostra apparente evoluzione c’è in fondo uno stravolgimento della natura che ci circonda e che noi esseri umani crediamo di poter dominare da signori e padroni. La concezione dell’allevamento intensivo, con relativo spreco di carne che spesso viene riclicata per cibare animali che dovrebbero essere erbivori (v. mucca pazza), oppure la coltivazione di frutta ed ortaggi, con uso di pesticidi ed ormoni, magari fuori stagione, che per leggi di mercato vanno poi al macero…beh, tutto questo i nostri trogloditi antenati non l’avrebbero mai concepito. Siamo onnivori ma il nostro intestino sembrerebbe per conformazione più simile a quello degli erbivori. Anche a me piace mangiare carne e pesce, ma pur evitando dei facili moralismi, non posso non riconoscere che le condizioni in cui vengono allevati mediamente gli animali e i modi di concepire la coltivazione di frutta e verdura sono veramente “disumane”. C’è una dignità umana che ci dovrebbe imporre di trattare tutto ciò che poi diverrà nostro cibo secondo un’etica di rispetto almeno della qualità vita degli altri esseri viventi. Allevare animali allo stato brado, mangiare comunque poca carne, metodi di uccisione non cruenti, non far soffrire spesso inutilmente gli altri esseri (ci sarebbe di aprire un capitolo a parte sulla vivisezione),coltivare e mangiare solo verdure di stagione e biologiche: attenendoci a questi “comandamenti”, vivremmo senz’altro meglio, rispettando la natura e salvaguardando il nostro equilibrio psico-fisico…e comunque no, non ho mai ucciso la mia cena e non so se sarei in grado di farlo…però parlo da consumatrice consapevole ma con la pancia sempre piena!

  7. Essere coerenti è una gran bella cosa, ma bisogna esserlo fino in fondo. Tanto di cappello quindi ai vegetariani/vegani. Ma se non si riesce ad esserlo, sarebbe meglio evitare facili ipocrisie.

  8. Provate a giocare con un polpo -sono animali curiosissimi- o anche solo a osservarlo nel suo ambiente e non solo diventerà impossibile ucciderlo in quel modo barbaro (rovesciargli la testa e poi sbatterlo sugli scogli o massaggiarlo con la sabbia per ammorbidirlo), ma anche mangiarlo darà i suoi bei problemi… :-(

  9. Dai commenti giunti finora si evince un dato: il numero di animalisti che legge Dissapore è assai ridotto. Se ve ne fossero, infatti, sarebbe partito un bel flame di n-mila post di sole lettere maiuscole.
    Se ho mai ucciso la mia cena? Si, da piccolo tenevo le zampe dei conigli mentre i miei nonni tiravano via la pelle. Mi piaceva? Non tanto, ma spero mi abbia insegnato a rispettare quello che sto mangiando.

  10. Quando avevo 6 anni mio padre ricevette tre astici vivi come regalo di compleanno. Io li misi nella vasca da bagno, da dove mio padre li pescò dopo un giorno spiegandomi che era una sofferenza per loro stare digiuni e in acqua non salata.

    Ora non ho problemi a bollire aragoste o granchi, vedere uccidere polli o maiali. L’unico blocco che non riesco a superare è il coniglio, solo perchè ne possiedo uno come animale domestico: ha 5 anni, la mattina mi sveglia pretendendo una carota e quando vuole fare un riposino si fa coccolare come un neonato.

  11. Se parliamo di cozze o vongole sì, per il resto faccio fare ad altri. E non vedo perchè ci si debba frustare per non avere il coraggio di farlo.

  12. quando avevo 6 anni, a Menorca, finii in una fattoria dove si misero a cucinare aragoste bollite…

    ho in mente una scena tipo silenzio degli innocenti, con le urla delle povere aragoste (anche se tutti dicono che non soffrono e i rumori sono solo suoni derivanti dal passaggio dell’aria)

    due anni fa ci ho provato io, a mettere in pentola un bell’astice blu; lanciato di testa come da istruzioni, si è vivacemente attaccato al bordo della pentola, senza entrare

    sono scappata dalla cucina, dove è stato spinto a forza in pentola, con l’aiuto di una posata lunga

    però che strazio…..
    da allora compro solo cose morte

  13. Comunque l’unica cibaria che abbia mai ucciso sono le ostriche. Mangiate vive, com’è giusto che sia.
    E ricordando una massima sacra di Veronelli: “I barbari le inghiottono senza masticarle. Va da sé, non sono da prendere sul serio”.

      • Ma che dici? L’insalata è recisa o estirpata e la carota estirpata. La tua tecnica è molto soggettiva.
        Niente di male.
        LAMAX61°

        • Boh. Se prendi una pianta (carota o insalata -- non la rughetta o l’insalatina da taglio) e la metti “a dimora” in acqua continua a vivere a lungo (come i fiori recisi). Anzi, le carote iniziano a sviluppare nuove radici. Mai fatto il “giochino” con le patate americane o il “ciuffo” d’ananas in bottiglia ?? Cosa che non avviene col vitello di cui sopra …

          • Sull’insalata recisa non c’è più nulla da fare, anche mettendola nel bicchiere.
            Le carore e le patate hanno sempre bisogno di un supporto. Il nostro è il sangue il loro è il terreno, l’acqua e la luce ancora di più. Se tu li ritieni vivi come vitelli e ostriche, padronissimo, ma siamo nel regno vegetale, non in quello animale. Allora anche i sassi son vivi. Se ci picchi la testa contro ti fanno male. Ciao.
            LAMAX61°

          • Il commento è (ovviamente) ironico, ma non troppo. Da un lato abbiamo vegani e similia che aborrono l’idea di nutrirsi di cadaveri o peggio di esseri ancora vivi …
            Dall’altro c’era la vecchia battuta sul fatto che se uno amava le mucche e non poteva mangiarle, perchè poi finiva per farle morire di fame privandole del cibo (le verdure, estensione dell’erba ..) ??? :-)

          • Troppe complicazioni. Ognuno faccia come meglio crede senza rompere gli altrui maroni. Vorrei essere vegetariano e, probabilmente, se dovessi ammazzare la gallina per farmi il brodino, finirei per farmelo con le povere ululanti carote, cipolle, il sedano dolente e tutto il resto che si lamenta. Anche all’acqua gli giran le balle di essere portata a 100°: nella pentola sbuffava e borbottava fino a scalzare il coverchio.
            Ciao, ironia per ironia.
            LAMAX61°AUC

            P.S. Hai provato a verificare la questione “vitale” coi sassi?

  14. a me, culinarialmente parlando, da più fastidio l’animale vivo che la sua uccisione.
    nel senso, mi da più fastidio comprare un astice vivo -- trasportarlo vivo -- estrarlo dal sacchetto ancora vivo -- prenderlo in mano ancora vivo -- ecc….piuttosto che l’atto di buttarlo nell’acqua bollente

  15. beh sono passati trenta e passa anni ma mi ricordo da bambina le ore passate ad aspettare gli uccelletti nelle trappole per la polenta domenicale (CHE BUONI),oppure i conigli allevati per mesi e poi abbattuti con un colpo dietro le orecchie e sgozzati velocemente,i maiali, ogni tipo di pennuto da cortile….,ma sono cresciuta in una cascina,era assolutamente naturale,era semplicemente cibo,allevato per essere cibo,risorsa preziosa e irrinunciabile,trattata con rispetto ma da abbattere . certo ora vivo in città e da secoli non vedo più abbattimenti, una volta ho portato a casa un papero da spennare,il mio compagno per poco non ha vomitato,(ma cotto gli è piaciuto),ma vedo tanta tanta ipocrisia su questo argomento,piuttosto compriamo solo il necessario e non sprechiamolo

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a dissapore