
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Maurizio: Chi fosse interessato può chia
Questo è il post che avrei voluto scrivere da sempre, e che, sono sicuro di non sbagliarmi, avreste voluto scrivere anche voi. Un po’ per riderci su, un po’ per vendicarci di tutta la spazzatura che le compagnie aeree ci hanno rifilato in questi anni anni. Non l’ho scritto io, ma è come se: ecco i 5 pasti aerei peggiori di tutti i tempi. E voi, qual è la cosa peggiore che avete mangiato a bordo di un aereo?

Estonian Air. DOVE: servito su un volo da Tallin a Copenhagen. PASTO. Cosa c’era dentro? Bella domanda! Primo piatto: riso freddo con pochi ceci e la pelle molliccia di qualche oliva. Secondo: credo fossero aringhe del Baltico (i tre pezzi grigi e visicidi sulla sinistra), insalata di patate (riciclate, suppongo) lattuga (immangiabile), pezzi di pomodoro (per dare colore), un panino (caldo quando è arrivato ma scaldato al microonde, quindi duro nel giro di pochi minuti). Dolce: anche spezzando il tortino non ho sentito odori, quindi non ho assolutamente idea di cosa fosse.

Air Botswana. DOVE: da Johannesburg a Gaborone. PASTO: Qualcosa di simile alla carne con qualcosa di simile alla verdura. Una descrizione vaga, mi rendo conto, al pari dei sapori. La bevanda è una soda di colore verde fluorescente, no, dico, ma voi l’avreste bevuta?

Aeroflot. DOVE. Da Mosca a Malta. PASTO. Il peggiore fatto con Aeroflot. Il salmone aveva la stessa età della mia povera nonna… il pranzo era povero e tutto meno che fresco. Orribile.

Alitalia. DOVE. Da Düsseldorf a Milano. PASTO. Credo fossero melanzane. Il caffè veniva da una macchinetta, imbevibile.

Ukraine International. DOVE. Da Kiev a Londra. La cosa impressionante di questo pasto era il lurido colore giallo dell’omelet. Decisamente innaturale, forse la compagnia voleva supportare la rivoluzione arancione di Kiev. Il wurstel? Pura plastica.
[Fonti: Huffington Post, immagini: Huffington Post]
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scusate sono ot lo so, ma da qualche parte c’era un post che parlava della classifica dei ristoranti, di vizzari, della san pellegrino e di marchette varie….
mi chiedo come mai non si parli della nestlè e di quello che fa in generale…
http://www.youtube.com/watch?v=v7SZyidY7mQ&feature=player_embedded
Il peggior pasto è stato in un volo Continental da San Jose (Costarica) a Newark (USA). Specifico che si trattava del volo di rientro dal nostro viaggio di matrimonio e che si parla di un pasto Kasher.
In pratica il pasto era un panino con la cotoletta. Al di la del fatto che le regole per i pasti kasher non erano state rispettate (ma il discorso sarebbe lungo), la cotoletta – fredda – faceva coppia con il pane nel rimbalzare.
Controllando la confezione (in pellicola d’alluminio che notoriamente lascia scaldare il contenuto nei fondi a microonde….) mi sono accorto che il panino aveva la bellezza di 10 (DIECI) mesi.
Il resto del pasto era composto da una vaschetta stitica di verdurine immangiabili.
Tanto per condire, il volo ha fatto 2 ore e mezzo di ritardo
Il bello (si fa per dire) dei pasti sugli aerei è che non si capisce mai, dico mai, cosa si mangi.
Sembrano vagamente verdure, sembra vagamente pane, forse formaggio. Dolci, forse.
Nel migliore dei casi non te li ricordi, nel peggiore si fanno ricordare almeno fino al giorno dopo.
Una pena e costosa, pure.
Mai mai?
io sul Roma-Copenhagen in Vip/Top della KLM ho mangiato un salmone fresco al vapore delizioso.
Per gli interessati alla questione “pasti serviti al (in) volo” c’è un sito che trovo molto “didattico”, anche perchè ti permette di farsi un’idea di tanti piatti che si possono incontrare viaggiando. Magari serve anche a decidere cosa “non ordinare” nei ristoranti locali ..
http://www.airlinemeals.net/index.php
Comunque, sulla questione pasti in aereo, ricordo la vecchia barzelletta della madre che rimproverava i figli che non volevano mangiare in aereo
“Vergogna ! Non bisogna sprecare il cibo ! Pensate ai bambini poveri che volano con l’Air Uganda !!!”
il peggiore una lasagna che neanche alla mensa di quando si andava all’asilo, su un volo Alitalia di ritorno da New York… i pasti migliori invece li ho mangiati a bordo di Swiss Air
Non per niente è fallita …
)
sul volo Milano Malpensa – Milano Linate, odio il tvaffico in tangenziale, mi hanno sevito delle cvepes suzette flambate al cavvello.
Io se non hanno la cucina a vista, non volo neanche.
i peggiori non li ricordo, ma porto nel cuore un filoncino con un semplice spicchio di brie che mi ha offerto AirFrance mentre volavamo fra Parigi e Damasco. Ho fatto anche il bis!!
In aereo sono ben contento di digiunare.
E sui voli nazionali bevo solo acqua, fedele al mio principio “mai bevande colorate in aereo”. Principio elaborato vedendo un vicino di volo distruggersi l’abito sartoriale con una tazza di caffè bollente in occasione di un vuoto d’aria.
Beh, bisogna che anche i vicini di posto condividano questo spirito. Senza contare gli improvvisi malessere, con “eiezioni” da mal d’aria. E’ difficile restare indenni se il vicino “maldestro” schizza o erutta …
Correva l’anno 2000, volo londra-città del messico. Dopo aver messo piede a terra ho vomitato anche l’anima del miserrimo (è un complimento) pasto a bordo.
Ho imparato la lezione: da allora mi faccio portare solo bread & butter!!!!
Non ci sono più le compagnie di una volta..
la Qantas, orgoglio australiano, costretta al riciclo delle posate (di plastica !)
http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_18/poste-riciclate-aerei-quantas_f3ad5b42-6273-11df-92fd-00144f02aabe.shtml
perché non ci piace mangiare in aereo
Milano, 19 ott – Rumori sgradevoli o ad alta intensità condizionano a tal punto i piaceri della tavola che gli alimenti sembrano privi di gusto: è il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Food quality and Preference [...] con l’aumentare del rumore le papille gustative fan più fatica a riconoscere il carattere dolce o salato dei cibi, mentre viene maggiormente apprezzata la croccantezza. [...] In volo non è quindi soltanto una questione di qualità dei cibi, peraltro a volte non particolarmente esaltante: la cosa dipende in larga misura dal fastidioso rumore di fondo che caratterizza gli spostamenti ad alta quota.
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cool/27.gif[/img]
Daniele Magni, completo sul corsera.it più il pdf open source dello studio
mah…
[...] Personalmente penso piuttosto che se c’è una disabilità gustativa in aereo sia olfattiva e non gustativa, e che dipenda dal ricircolo dell’aria abbastanza scarso da seccare le narici, tanto è vero che con percentuali alte di ricircolo gli aerei consumano più kerosene e le compagnie guadagnano meno dollari [fu una delle ragioni del divieto di fumare].
Aldo Fiordelli, completo su consumazioneobbligatoria.it
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