Libera nos a tetrabrick
Mi sveglio alle sei, da vent’anni. Non mi pesa granchè, ma pur’io ho la mia mezz’ora di dita rattrappite e occhi pieni di limatura di ferro. Scendo a prepararmi il tè, una varietà molto forte dell’India del Nord di Bransworth e Flannaghan of London. Con il latte. E siccome il latte del Bancolat dura un giorno, nelle fredde e buie mattine invernali non ho cuore di uscire a prelevare e lascio correre la mano al frigor. Il latte UHT è nel tetrabrick. Lo apro sol da un lato, e il bianco liquido gloglotta in aperto conflitto con l’aria che vuole entrare. Tul tul tul dice il latte fluendo dall’angusto pertugio, e gli inevitabili spruzzi cercano con puntigliosa precisione i disegnini cachemire della cravatta E.Marinella, Napoli. Allora apro anche l’altro bordo per favorire la mescita: premendo i lati della confezione il latte tracima, sozzando la tovaglietta. Dico alcune parolacce assortite e prendo un bricco di succo di frutta, di quelli con il tappo di plastica a vite. Tento di versarlo nel bicchiere e il plàplàplà si conclude inevitabilmente con una o più macchioline sul reverse del gessato, ma proprio sulla riga bianca.
Ma dico io, siamo sicuri che il mondo abbia bisogno del tetrabrick? Dateci fiaschi, pistoni, bottiglie. In vetro, in cristallo ed anche in materie plastiche. Damigiane, otri, orci, ampolle, anfore, caraffe. Dateci quasiasi contenitore che ci possa liberare dal tetrabrick, la seconda più inutile invenzione della storia dell’uomo*.
*la prima più inutile invenzione della storia dell’uomo, come ognun sa, sono i dossi dissuasori di velocità.
[immagine: compradiccion]








Non ho parole, anzi ne ho una sola: UHT!!!!
Da te non me lo sarei mai aspettato.
http://www.youtube.com/watch?v=o1LdUMQiC5c
Il “tetra” ha un suo perché, comodo, igienico e si apre benissimo (quello della foto), l’unico appunto che gli faccio è che non è riciclabile se non ben lavato (cosa che molti non sanno e non fanno)
Caffarri dicci qualcosa di tetro!
Scusa, ma perche’ parli di UHT? A me sembra un normale cartone di latte fresco pastorizzato.
Comunque quoto daniela: il cartone e’ comodo e igienico e c’e’ pure un risparmio di inquinamento ambientale
@daniela: io lo sciacquo e lo metto nel riciclo della carta.
@dario, non ne dubitavo che tu lo sapessi/facessi
ti assicuro che sono davvero in pochi a saperlo, come molti non sanno che i cartoni della pizza sporchi di cibo NON si devono mettere con la carta.
daniela: in realta’ e’ proprio il mio comune ad averci vietato, inizialmente, di mettere i cartoni del latte nel riciclo. Poi ad un certo punto e’ arrivato il contrordine. Non so se hanno cambiato modo di trattare la carta nel frattempo
ciao Dario. ma è così in tutti i comuni? io l’ho sempre buttato nella raccolta indifferenziata perchè alluminio con la carta pensavo che non si dovesse mettere…….
scusate ma anche i cartoni dei succhi di frutta sono dello stesso materiale, giusto?
Dipende dai materiali prima di tutto e dai comuni, alla fine chi detta legge è il comune, per cui informati presso il tuo.
ok grazie daniela
Da me, alla Spezia, il tetrapack sciacquato dopo l’uso, va nel “multimateriale” cioè insieme a plastica e vetro. No, non va nella “carta”, che, tra l’altro, deve essere pulita: per esempio un tovagliolo di carta sporco di sugo va nell’”organico”.
chiederò ai miei colleghi che se ne occupano e farò sapere.
L’elenco completo dei comuni dove è possibile riciclare il tetrapack dovrebbe essere qui http://www.tiriciclo.it/Hpm00.asp?IdCanale=3
una collega di daniela… anche se lei non mi conosce : )
Il Latte fresco, cioè senza trattamento UHT dura anche due giorni, anzi secondo me migliora, e lo vendono in bottiglie di plastica riciclabili. La CEE dice che bisogna bollirlo prima di berlo…. tutte balle europee (ovviamente io non lo rovino, a mio rischio).
Bella la tazza Marimekko.
Comunque se non hai le mani che tremano non è una tragedia aprire il tetrapack del latte.
Buona gornata a tutti.
alfredo, stai facendo un po’ di confusione
Il latte FRESCO in vendita nei supermercati (in cartone o bottiglia di plastica o di vetro) e’ pastorizzato, e NON e’ UHT.
Nessuno si sogna di consigliare di bollirlo, anzi, e’ SCONSIGLIATO.
Tu forse ti riferisci al latte CRUDO dei distributori, e quello si’, per motivi di sanificazione batterica, il ministero della salute consiglia di bollirlo perche’ non e’ pastorizzato (e tantomeno UHT ovviamente). La UE non consiglia nulla anche perche’ in alcuni paesi della UE e’ vietato vendere latte crudo, per motivi sanitari.
Esatto, mi riferisco al latte “crudo” (un euro al litro) che per me è latte fresco, delle volte se sei fortunato anche “tiepido” se lo bevi subito dopo mungitura.:))
Insomma, ci siamo capiti.
In ogni caso lei ne sa tante! Grazie.
Certo che vietare la vendita di latte crudo…
I fautori della bottiglia di vetro che fa così bio hanno un’idea del peso che bisogna aggiungere per litro e quindi la ricaduta in termini di trasporto e quindi inquinamento?
Il tetrapack unisce la leggerezza della carta all’effetto barriera del foglio di alluminio e in più protegge dalla luce. L’unico limite è costituito dal fatto che è un composito cioè costituito da diversi materiali ridotti in film e saldati uno sull’altro ma purtroppo non abbiamo trovato qualcosa di meglio.
In piu’ pensa al dispendio energetico per fondere (e rifondere) il vetro, viste le alte temperature in gioco
si è vero, però meglio il vetro che la plastica, sia per quanto riguarda la contaminazione degli alimenti, sia per quanto riguarda lo smaltimento, o no?
qualche giorno fa ho letto un articolo sui rischi legati al bisfenolo, il materiale con cui si rivestono internamente lattine, prodotti in scatola (tonno, pelati, ecc..) e anche i biberon.
in canada pare che lo stiano per bandire….
Dipende dalla plastica. Il bisfenolo è presente nei materiali a base di policarbonato, che per intenderci è la plastica di cui sono fatti i biberon che resiste abbastanza bene ad alte temperature ed ha buone proprietà meccaniche, in particolare resistenza all’urto.
Il PET (polietilentereftalato) di cui sono fatte la quasi totalità delle bottiglie di bevande gassate e acque minerali non ha di questi problemi.
Quindi se qualcuno preferisce il latte in PET può stare tranquillo per quanto riguarda il bisfenolo ma in ogni caso l’effetto barriera cioè la permeabilità all’ossigeno atmosferico è minore rispetto al tetrapack quindi il prodotto ha una shelf-life più breve.
Ho la soluzione: fai colazione in pigiama, POI ti vesti. Voilà!
sono d’accordo, io mi vesto per far colazione e poi mi vesto per uscire (ma forse esagero!)
Ultimamente preferisco il latte fresco prazialmente scremato in bottiglia da un litro; se è tetrapack quello da mezzo litro, aperto con cura a becco da una parte sola (non come fa che vive con me che le apre a farfalla…sbram), e comunque esistono tetra con il tappo a vite posto lateralmente.
, anche se è facile dirlo per me che mi alzo quando tu sei già immerso da tempo nelle nebbie di Rozzangeles.
Non uso UHT e se prevedo tempi più lunghi di conservazione prendo il latte microfiltrato (tipo Blu): intendo conservazione prima dell’apertura, ovviamente, ché ogni latte aperto va consumato in tre, quattro giorni.
Anch’io so che il tetra va lavato per la raccolta differenziata: il mio quartiere è pilota e mi arrabatto con tre contenitori diversi con una agenda di raccolta rifiuti assai complicata da seguire.
Quanto alle cravatte di Marinella, quelle si sciupano solo a guardarle, la mia, unica, acquistata a 120 mila lire al capodanno del 2000 (forse poi ci sarebbe stata la fine del mondo e una Marinella dovevo averla provata), si macchia con l’acqua, dico con l’acqua.
Eppoi Caf, come si fa a fare colazione in casa fasciati di tutto punto nel gessato: finisci di vestirti dopo, suvvia
Fabrizio, il Caf si alza già col gessato e cravatta ! tipo i vecchi film con Totò
Pienamente d’accordo, il tetrapack è volgare. Ho optato per il bottiglione (contenente ipocritamente latte detto “Bio”) in plastica che imita quello di vetro.
Poi per sentirmi a posto con la coscienza, lo lavo con lo scovolino dei biberon e lo butto nel riciclo multi-materiale.
Anche i piccoli brick di succo di frutta se aperti non fanno altro che schizzare, macchiare, disegnare– sia dal forellino per l’orrida cannuccia (che finisce inevitabilmente dentro), o se si taglia rozzamente l’angolo (provocando l’angusto pertugio di cui sopra).
Ciao, e buona colazione.
Eleonora
ma soprattutto, il Caf quanto cavolo di latte mette nell’Indian Tea ? io dal 1978 ho ridotto graduatamente la dose ed ora arrivo a metterne un cucchiaino..
Certo che se usa il latte solo per il tè del mattino e circa un cucchiano, non basta neanche l’UHT, lo deve surgelare!
Tra l’altro cosa intendete per Indian Tea? Dubito che alle 6 di mattina un italiano inizi la giornata con quello speziatissimo che di solito sento chiamare “tè indiano”.
Per la piega ecologista del post, ecco il sito che spiega tutto (o quasi) sul riciclaggio del tetrapak:
http://www.tiriciclo.it/
Il latte UHT di Caffarri è un dettaglio, ma conferma un pochino in più l’impressione che una buona percentuale frequentatori assidui di ristoranti a casa ha una dispensa da disperati!
Sono un po’ confusa sui contenitori. L’UHT (che compro ogni tanto come scorta di emergenza per utilizzi di cucina) sta in questa confezione che io chiamo “cartone del latte” ed effettivamente è impossibile versare senza disastri:
[img]http://www.latteriasocialevallesacra.it/immagini/latte_uht.jpg[/img]
In alternativa c’è tetrapak quello della foto del post che è più comodo e tra l’altro da queste parti è dotato quasi sempre di tappino aggiuntivo di plastica che è anche più comodo da cosnervare o trasportare.
Per il riciclaggio a Torino hanno messo persino i poster in giro per la città con un numero verde (!) per informare che la confezione del latte va insieme alla carta – però non c’era scritto nulla sul fatto che dovesse essere sciaquato…
Quoto:
“Il latte UHT di Caffarri è un dettaglio, ma conferma un pochino in più l’impressione che una buona percentuale frequentatori assidui di ristoranti a casa ha una dispensa da disperati!”
La mia dispensa farebbe invidia al 99,9% degli esseri umani, ma tengo un bricco di latte a lunga conservazione per, appunto, conservarlo a lungo in quanto giornalmente prelevo al Bancolat.
Purtroppo quando mi perdo a pettinare le bambole di mia figlia càpita che mi ritrovi con il latte fresco inacidito, e devo – mon malgrè – subire l’onta del suddetto.
Ahh, se le cose stanno così, probabilmente fai parte dell’altra diffusa categoria di frequentatore assiduo di ristoranti: il gourmet accanito, con gran parte della dispensa ricolma di prodotti selezionatissimi e di nicchia.
p.s. He he, scusa ma punzecchiare i gourmet è irresistibile.
in verità, in verità ti dico che piacerebbe anche a me capire di quale categoria faccio parte.
Industria gratias del brik!
Ne apro “miglioni”, mi sono sempre trovato bene: l’apertura è semplice, basta fare la giusta pressione con le dita sugli spigoli (anche la mattina, quando le mie dita sono un poco insensibili e formicolanti…).
Sono igienici, leggeri, riciclabili: inoltre, in tutta la mia vita, non ne ho mai trovato uno difettoso.
Invece, non mi piacciono le nuove aperture con l’ugello in plastica dei succhi di frutta: la combinazione brik-plastica è costosa, non so quanto riciclabile, e soprattutto, soggetta a pressione causa spesso pericolosi sollevamenti e fuoriuscite dei liquidi.
L’ellenismo snobish è fuori dal mio tempo: i materiali preziosi lasciamoli per l’olio e per il vino.
Ma dico io, siamo sicuri che il mondo abbia bisogno di questo post?
Io prendo il latte fresco nella bottiglia di plastica perchè il tetra non riesco ad aprirlo come si deve. Mai.
A meno che non usi quello col tappo di plastica aggiuntivo.
Tendenzialmente lo sciacquo prima di piegarlo e poi gettarlo, ma lo faccio per far non creare odori sgradevoli.
Ma non potrebbe passare un omino ogni giorno a consegnarlo fresco nel vetro, magari assieme ad un quotidiano?
latte?
produzione 2004
totale latte 240.000mln t
domanda.
se la metà della produzione totale viene assorbita nella misura di 127.000mln t ( uht, fresco, pastorizzato.. )
come si producono formaggi e derivati per 660.000mln di t?
ma non si potrebbe fare a meno del latte?
…pensa ad un mondo senza tette…
no no, di quelle non si DEVE fare a meno
Che il latte crudo duri un giorno non ci crede neanche la Martini , il sottosegretario artefice dell’ ordinanza ministeriale della bollitura del latte crudo , dice che per legge , la sua , dura 3 gg , i consumatori incalliti di latte crudo ( hanno i calli alle mani per il troppo mungere il bancolat ) dicono che dura anche sei gg alle volte , in inverno se il frigo e’ a 4 gradi , evento rarissimo …Assolatte dice che dura minga !
Il vetro e’ pulito, riciclabile , trasparente , asettico , lavabile ricorda quando le centrali davano quei bei bottiglioni pesanti di vetro con lo stemma in vetro in rilievo e con la stagnola sopra come tappo ed il latte con una carica batterica esagerata , bei tempi quelli !
eh , non c’e’ piu’ il buon latte di una volta !
Il tetrabrik non può essere allegro.
Organizzazione Caffarri, organizzazione!
))
a) si conserva nel freezer una razione k di latte fresco nel contenitore più amico, per le emergenze. Ché l’UHT è un’opzione non data.
b) la colazione si fa PRIMA di agghindarsi perché, nell’ipotesi felice in cui né latte né succhi si congiungano al gessato, resta il problema di lavarsi i denti con la Marinella pencolante nel lavandino.
saluti
)
Dalla perfida Albione, dove soggiorno al momento, ti dico che i tetrapack per il latte sono quasi scomparsi, qui si usano le bottiglie di pet (plastica), che ovviamente vengono poi riciclate. Molto comode quelle da 6 pinte, che durano diversi giorni. Inoltre qui il latte fresco credo che sia microfiltrato piuttosto che pastorizzato, perche’ dura molti piu’ giorni del latte fresco italiano.
Una notazione, sulla quale ti giochi tutta la credibilita’ ai miei occhi, nel te’ tu metti latte intero? Bada a come rispondi!
ahò, se ce l’ho metto il latte crudo, otherwise quello che c’è… ohi, sono le sei!
eresia, si usa il latte parzialmente scremato nel te’ (almeno cosi’ mi dicono in famiglia)!
oki, la metterò di fianco alle altre, tipo servire il vino bianco caldo, quello rosso fresco, e lo champagne a zero gradi.
minkia kaffarri (cosi’, per citare) non pretendo di darti una soluzione ma in vent’anni non ne hai trovata nemmeno una ?