Mangiare di destra o di sinistra | Quando chiederlo non fa sbadigliare
Chissà quante volte vi è capitato. Dico di impegolarvi in una di quelle barbose discussioni sul mangiare di destra e di sinistra. Yawn… Zzz… Poi basta che a maneggiare la questione sia un sito che ti piace e tutto è diverso. Allora vediamo come cambiano le scelte alimentari in base alla preferenza politica. Una precisazione, sito (qui vi spiegano cosa fa) e campione che partecipa al sondaggio sono americani ma i risultati sembrano del tutto esportabili. Ditemi se anche voi la pensate così e se vi riconoscete negli schieramenti.
Rapido riassunto | A destra si preferisce la cucina di casa, il comfort food come lo chiamano gli americani. Graditi e frequenti i piatti di carne. Cedere ai richiami del fast food è più facile che a sinistra, piacciono molto i cheeseburger e la pizza. L’idea di cucina internazionale è molto tradizionale, quasi sempre coincide con la cucina italiana.

A sinistra ci sono forchette più avventurose che non disdegnano scelte internazionali come il cibo giapponese o thai. Meno attratti dal fast food rispetto ai conservatori, amano le alternative locali (per dire, in Italia il recente Mc Bun). Se possono, scelgono alternative vegetariane e in genere più salutiste.

Beh, a occhio, essere di destra o di sinistra cambia sensibilmente il modo in cui mangiamo. Più nel dettaglio, la lattuga “Romana” piace a tutti, ma mentre a destra piace la variante “Brasiliana“, a sinistra si preferisce la rucola (sic!).
– La cucina piace più calda, di legno e possibilmente in stile country a destra. In acciaio inox, a sinistra.
– Le bevande analcoliche (cola, acqua tonica, tè freddo…) piacciono a destra, meno il vino. Chi sta a sinistra preferisce le opzioni vegetariane (succhi, aperitivi…) e frequenti porzioni di frutta.
Anche a queste domande il campione ha risposto in modo molto diverso.
– Sei un un foodie? (Un gastrofanatico, okay: un buongustaio) ? A destra il 29% ha detto sì, mentre il 48% non crede di sapere cosa significa “foodie”. A sinistra la percentuale di buongustati reo confessi sale al 41%. Il 33% non conosce il significato della parola.
– Che cos’è il cibo etnico? Per il 94% del campione di destra è cibo cinese. A sinistra il 29% dice cibo asiatico, o cucina fusion francese.
– Come sono le porzioni di cibo che preferite? Per la destra grandi e presentate come viene. Per la sinistra, piccole, guarnite e presentate con cura.








urka, mi ci riconosco in effetti!
Io sono in piena contraddizione… adesso andro’ in crisi d’identitÃ
meglio passare da uno psicologo
Buffo, qui la lattuga brasiliana si chiama “americana”.
http://www.youtube.com/watch?v=CATQHe8Vcws – L’immenso (al tempo) Francesco Nuti.
Ciao,
Davide
http://www.youtube.com/watch?v=2fjdkD-Ay1Q&NR=1 qui anche con la risposta ai radicali
E quelli nell mezzo come mangiano,un po’ di la e un po’ di qua?Io pensavo che quelli di destra preferiscono le porzioni piu piccole,invece qui e in contrario.Poi anche per la cucina in legno penso che sia in contrario,boo…Sono curiosa che dirà Ganascia per un ortaggio scrito nel articolo.
dirò che sono americani e in confronto a come mangiano la rucola è già un passo vanti…
Sciovinismo a cassettate oggi!
Questo dell’enogastronomia è in effetti un mondo capovolto, forse bello per questo.
T’aspetteresti infatti che certe scelte e comportamenti, la cucina country, le porzioni semplici e abbondanti, il vino e la convivialità fossero scelte ruspanti, contadine, proletarie e di sinistra. Di contro la cucina tecnologica, la cura del dettaglio, le porzioni piccole e esotiche, una certa tendenza al superfluo dovrebbero competere ad un pubblico benestante, che ha tempo per le stupidate, quindi conservatore.
Tutto il contrario, ammesso che esista un dritto, una normalità : che non c’è, se non prendendo come esile linea di discrimine la curiosità e l’apertura mentale, che chissà da che parte stanno.
In fondo la curiosità è prerogativa del gurmé, ma al di fuori di questa cerchia c’è tutto un mondo che mangia un po’ come vuole e non credo che tutti i gurmé siano di sinistra (anche se…in effetti…)
Diverso, forse, se si parla di produzione, di vino, di cibo: lì determinate scelte, determinate filosofie, si potrebbero effettivamente collocare in termini politici (il contadino produttore, la grande famiglia azienda, il biologico, il biodinamico, l’allevatore…). Forse.
Oggi apprendo che la rucola è collocabile a sinistra e me ne dolgo. A me piace la misticanza: dal dire al fare mi ritrovo democristiano ;-(
Secondo me in Italia la rucola è socialista, quando i socialisti erano quelli della Milano da bere.
Il quadro mi rispecchia abbastanza tranne che per l’attenzione al biologico che come già ho avuto modo di dire è una roba per chi vuole salvarsi l’anima, io essendone privo posso risparmiare e vivere felice.
…aaaah! Ecco perché, ora si spiega tutto: Kapakkio novello Faust!
Dovunque vada a finire questa chiacchiera, quoto Scarpato: sostituendo però la misticanza con la porcacchia (portulaca oleracea): non so se è di sinistra, però è salutare e infestante. Spero porti bene
Eh no Faust la vendette al diavolo! Io proprio son nato senza ..
…lo so: volevo solo precedere qualche gesuita
addirittura pure i gesuiti! su questo blog ormai si trova gentaglia di tutti i tipi con o senza additivi!
Bona la porchiacca, al sud è il chiapperino. Ah, è di Rifondazione…
Non dimenticate che stiamo parlando di Stati uniti, dove la destra è la DC di Andreotti, la sinistra la DC di Fanfani
Quindi Barack Obama è fanfaniano?
Tutti conoscerete:
La gauche au caviar, Tartufosocialisten, cahampagne left, top red wine left.
http://www.youtube.com/watch?v=iHc_XozBjbE
giusto per estendere i confini dell’ambito della discussione:
http://www.youtube.com/watch?v=i7FCwhXdPII&feature=related
Tanto per essere chiari, la sinistra è peggio della destra. Sempre. Per il fatto di essere pessimista di natura.
http://www.youtube.com/watch?v=8ajqk875Xu0
Questo ovviamente per non generalizzare…
[...] Dissapore – Mangiare di destra e di sinistra [...]
• cos’è la gastrodestra cos’è la gastrosinistra
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/confuse/60.gif[/img]
ma non farti sentire dalle mie parti, mentre dici che il Parmigiano Reggiano è di gastrodestra! Come minimo ti ribattono che tra Parma e Reggio conserviamo diciassette medaglie alla Resistenza; di cui tre d’oro, e come massimo… sì, d’accordo: so cosa sembra e anch’io l’ho votato, ma un conto è l’amministrazione pubblica e tutt’altro il Parmigiano.