“Non ci sono donne in cucina perché non ce la fanno”. Firmato Davide Oldani

Rovisto nel ripostiglio, e prima di affrontare il tema “donne in cucina” indosso l’attrezzatura da combattimento perchè so che mal me ne incoglierà. Per fortuna stavolta ho un testimonial d’eccezione, il favoritissimo chef-scrittore Davide Oldani, artefice del successo planetario del ristorante D’O di Cornaredo (Milano). Ieri sera, nel corso di un incontro patrocinato da una nota marca di pasta della scuderia Barilla SpA, ha espresso un giudizio lapidario rispondendo a una domanda sulle donne con cui ha lavorato: “non ci sono donne in cucina perchè non ce la fanno, è un mestiere troppo duro per loro”. Il brusio di sottofondo si è trasfomato in una carica di cavalleria: le molte signore in sala sono passate dalla fascinazione al ripudio in un batter d’ali di farfalla. Oldani ha poi motivato il suo giudizio con l’esperienza personale: su 13 solo una è donna, nella sua squadra. Altre cercano “strade più facili” come la cameriera o il sommeliè, perchè se provano in cucina poi ineluttabilmente mollano, stritolate dai meccanismi della brigata.
Lo scriba – indegnamente – cercherà di fare ordine nelle varie ragioni, possibilmente senza perdere di vista l’obiettività pre-barricadera, che di schieramenti precostituiti ne abbiamo tutti piene le tasche. E l’obiettività dice che da un lato la cucina è tipicamente, oserei dire tradizionalmente il luogo delle donne. Almeno nelle nostre case è stato così, le mamme… le nonne. Dall’altro nelle cucine dei ristoranti di donne ce ne sono poche. Pochissime. Quindi con l’arma del dubbio che dovrebbe sempre governarci, ecco due possibili spiegazioni, in attesa della terza, la quarta, la quinta…
1. Il mestiere del cuoco è troppo duro per una donna. Orari massacranti, postura faticosa sempre all’impiedi sono solo due componenti: la terza è la vera e propria forza fisica, brutale, che occorre per menare le caccavelle a destra e sinistra, per saltare una padella ad alto spessore, per muovere pentolami ricolmi di brodi, per scorticare animali d’ogni ordine e grado. La scelta della professione di cuoco impone anche compromessi durissimi con l’altra parte della femminilità: solo uno sciocco potrebbe negare che per una cuoca fare la mamma, con un paio di PEU (Piccoli Esseri Umani) a carico, sia un’impresa che si può affrontare solo con spalle larghe. Le proprie e quelle di chi sta accanto.
2. Il palato femminile è assai più sensibile e sofisticato di quello del maschio spiegava un serissimo studio americano – gli studi serissimi sono sempre americani – perciò le preparazioni delle donne tenderebbero a essere più sfumate, delicate, eteree. Quindi, meno inclini a soddisfare gli appetiti belluini dei cinghialoni che poi pagheranno il conto, ove il pagare il conto è inteso con la pratica maschile di farsi carico del mantenimento. Quindi la cucina dei maschi giudicata da maschi che hanno maggiore affinità con quel gusto, ha più possibilità di emergere rispetto alle finezze femminili.
In realtà il mondo della cucina è un mondo declinato al maschile: cuochi, critici, giornalisti. La vera domanda, più intessante di saltare alla gola del vostro umile cronista qui, o a quella del celebre chef Davide Oldani, è perchè ciò accade. Perchè la cucina professionale non è roba da donne?
[Fonti: Voiello, Twitter/Ci_Polla, immagine: Flickr/Chez Babs]








in effetti se ripenso a mia nonna…contadina bracciante dall’età di 8 anni, in cucina e sposata dall’età di 16 e praticamente di lì non si è mossa fino a quando se ne è andata, le pentole che ha sollevato e le teglie che ha portato a spasso la frase di Oldani mi pare un pò esagerata
non vorrei dire una caxxxata ma se non ricordo male il caro oldani alle epoca del ristorante giannino di milano aveva come suo secondo una certa Paola Budel
….
Qui si cerca di essere sempre “sul pezzo” e allora…
giusto ieri ho mangiato da Oldani e chiacchierato a lungo con lui, riprendendo anche questo argomento. “Non ho espresso una mia teorizzazione” mi ha detto “ma solo cercato di analizzare una situazione specifica, quella che conosco bene: il mio ristorante. E’ un fatto che di cento curricola che ricevo, due o tre al massimo sono di donne. Ho semplicemente ragionato sui possibili motivi“. Tutto qui. Del resto -sempre secondo Oldani- è proprio vero che spesso le donne possiedano quello che il Caffarri ha definito un palato più sensibile e sofisticato e che dunque da quel punto di vista potrebbero esprimersi professionalmente assai meglio di parecchi colleghi.
A me personalmente pare che le ragioni per cui, in Italia ancor più che altrove, una donna debba affrontare una somma di difficoltà maggiore di quella di un uomo per affermarsi in campo professionale siano già state dibattute millanta volte. Forse si dovrebbe smettere di parlarne ed invece -dal basso- superare gli inconsapevoli pregiudizi quotidiani che formano un atteggiamento culturale. Quando ciascuno smetterà di stupirsi se il pilota del suo aereo è di sesso femminile, di contare il numero di dirigenti donna in un’azienda, o di commentare il tailleur del primo ministro tedesco, il mondo sarà un luogo un po’ migliore.
La situazione evolve, troppo lentamente ma evolve: il punto è, a mio parere, che nella piramide professionale ancora oggi la percentuale di donne ad occupare posti nei livelli più selettivi è innaturalmente bassa. in ogni ambito, non certo solo nella ristorazione.
Dan, scusa, ma così ha detto?
“Non ho espresso una mia teorizzazione” mi ha detto “ma solo cercato di analizzare una situazione specifica, quella che conosco bene: il mio ristorante. E’ un fatto che di cento curricola che ricevo, due o tre al massimo sono di donne. Ho semplicemente ragionato sui possibili motivi“.
Ma prima o dopo le grappe?
Dopo le mie grappe (un buon Calvados, per la precisione). Vedevo virgolette da tutte le parti.
Restiamo sui concetti, va.
i concetti sono tristi, non posso riportare i commenti di mia moglie, siamo in fascia protetta e nemmeno quelli su FB…
se “non ci sono donne in cucina perchè non ce la fanno, è un mestiere troppo duro per loro” deriva dal numero di richieste che arrivano a lui mi pare avere del proprio ombelico una grandissima stima…
Ma il sospetto che le donne da lui non ci vogliano andare? No?
Secondo me alle donne piace poco il sesso, perchè tutte le volte che lo propongo mi ridono in faccia. O chiamano i carabinieri.
..lei é il pilota di questo aereo? – Si, sono io risponde Antonella Celletti prima donna pilota Alitalia.
Io voglio scendere, non volo su un aereo pilotato da una donna. la Celletti gli risponde: sarò felice di ‘cedere’ ad un mio collega uomo con la metà delle ore di volo rispetto alle mie.
uomo, donna, omossessuali, lesbiche, trans… ordinanza da inserire sui menu’, magari insieme agli ingredienti?
quando una donna decide di fare qualcosa, riesce sempre a farne una in più dell’uomo.
mah…scusi il signor Oldani ma ha detto una somma cacata(si puo’ dire?)
ho incontrato tanti giovincelli maschietti usciti da scuole alberghiere che avevano meta’ preparazione e resistenze di alcune cuoche, fra cui modestamente annovero mia moglie(lavora in cucina dal 90)……e’ un parler pour parler…giusto per creare reazioni mediatiche forse?
vorrei vedere la Santin o la Feolde o la Fulvietta cosa risponderebbero leggendo il commento del bel Oldani……
..come al solito la punta di un iceberg, lo stesso concetto declinato mille e mille volte: se non riusciamo ( o vogliamo …) a staccarci dai preconcetti sulle ‘Femmine’, non progrediremo mai. Purtroppo non credo lo si stia facendo in questo modo (e neanche in altri).
Quanto agli ‘appetiti beluini di coloro che pagano i conti’, non so per quale ragione (!!), ma crea irritazione tanto quanto la teoria evoluzionistica secondo cui le donna ancora cercherebbero il maschio dominante
mi trattengo…ma a volte il pensiero fa strani scherzi e azzardi..mi verrebbe da citare la frase che ha comportato l’ostracismo di Busi dall’Isola de da Mamma Rai…ovviamente adattandola al concetto di misogninia..
Se come dice Dan c’è stato un colossale misunderstanding e il Sig. Oldani si riferiva solo alla sua realtà, beh è chiaro e lampante che non possa essere che così…se ha queste uscite è facilmente intuibile che nessuna donna gli mandi CV. Già il lavoro in sè è duro, se poi si deve andare a lavorare per uno che parte dal presupposto che tu sia un essere inferiore non in grado di farcela…beh…no grazie!
Stiamo sull’argomento:
La maggioranza dei ristoranti-pizzerie-trattorie, ha dei lavoratori delle cucine uomini, i lavapiatti per la maggioranza donne.
Se andiamo su di livello, nei ristoranti stellati ad esempio, troviamo delle donne chef, lavapiatti ancora donne ma anche uomini.
Allora il punto è questo, più il lavoro di cucina è fatto di orari spaccaossa, che di stile, più troviamo uomini, ma anche donne a lavare i piatti.
Cosa si ricava?
Si ricava che il lavoro-duro dove si suda (per chi non capisce sudare è quello che si fà quando si gioca a tennis per esempio)lo fanno tutti quelli che hanno il fisico per farlo, e il bisogno di soldini.
E poi ci sono quelli nati per lavorare e quelli nati per criticare:-))
Ciao ragazzi, sono esterefatto, pur di avere qualche cliccata in più su ogni genere di blog e di pagina si cerca il colpo speciale facendo dire ad Oldani ciò che non ha mai pensato e che è lontano dal suo modo di essere nella vita ed in cucina…
Purtroppo è quasi sempre così, quando c’è una persona di successo c’è sempre qualcunaltro che “rosica”, l’invidia è proprio una brutta cosa… è brutto avere a che fare con uno chef brillante che ha fatto della professione una filosofia di vita, è pesante vedere che il ristorante di questo signore è sempre pieno e che le sue iniziative sono sempre seguite da enormi successi… Magari prima di paragonare un cuoco del livello di Davide Oldani alla “sciura Gigia” (con tutto il rispetto per la sconosciuta signora) e lanciare apocalittici strali, bisognerebbe documentarsi meglio magari andando a leggere i libri di Oldani dove sarebbe fin troppo facile trovare le risposte alle falsità emerse in questi giorni.
Ma l’invidia come dicevo prima è una brutta cosa… per cui amici rosiconi… sapete cosa vi dico??? Continuate a rosicare mentre Davide Oldani continuerà ad essere vincente!!!
Oh, mio Dio. Tra i milanesi “famosi”, stiamo parlando di un volgare cuoco, non di Bombieri o Giacconi…
Alcuni tipi di ristorazione (non tutti) comportano ritmi particolarmente massacranti dal punto di vista fisico. Non è una questione di maschilismo, con buona pace del soldato Jane e di ogni donna per cui la parità dei sessi vuol dire fare le stesse cose degli uomini nella stessa maniera.
[...] dello chef Davide Oldani a proposito delle donne in cucina. Ce ne sono poche perché “non ce la fanno”, diceva più meno così, le padelle sono pesanti, ci vuole coraggio, è un mestiere troppo duro per [...]
Davide Oldani presenta il suo nuovo libro di ricette a Cornaredo
Lunedì 19 aprile 2010 – ore 20.30 Auditorium la Filanda
Ingresso libero fino a esaurmento posti
http://www.comune.cornaredo.mi.it
pare che il fenomeno – del lavoro fisico troppo duro per una donna – sia stato riscontrato, dati alla mano, anche nei consigli di amministrazione delle banche, dove spesso infatti si tira veramente tardi alla sera e se non bastasse, si viaggia tantissimo, da un parallelo all’altro, e ciò è spossante. lo dicono tutte le statistiche, e io stessa l’ho visto con i miei occhi, quindi non posso dubitarne e ve lo dò per certo.
[...] un’intervista a Dissapore (http://www.dissapore.com/cucina/non-ci-sono-donne-in-cucina-perche-non-ce-la-fanno-firmato-davide-ol…), lo chef Davide Oldani dichiarava: “Non ci sono donne in cucina perché non ce la fanno, è [...]