di | gio 16 apr 2009 ore 18:41
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Perché io valgo (in quanto cucino)

cucinare a casaHo appena scoperto che nel trend gastronomico del 2009 ci sono dentro fino al collo. E questo, solo perché a casa cucino io e mi piace farlo. Non è finita. In quanto persona che compra e prepara il cibo, rappresento la principale influenza nelle abitudini alimentari della mia famiglia. Adesso devo solo scoprire che tipo di cuoco sono. Se a casa spadellate, fatelo anche voi, poi ditemi in quale tipo di cuoco vi riconoscete.

  • Siete cuochi “generosi”? Sì, se cucinate con entusiasmo e siete specializzati in quello che gli americani chiamano comfort food. In particolare, pane e alimenti cotti al forno.
  • Siete cuochi “metodici”? Sì, se consultate molte ricette, cioè se la vostra cucina è influenzata dai libri di cucina che leggete.
  • Siete cuochi “competitivi”. Sì, se ai piatti salutari preferite quelli che fanno risaltare la vostra abilità.
  • Siete cuochi “salutari”? Sì, se cucinate spesso il pesce, se usate ingredienti freschi, e se il vostro primo obiettivo non è fare bella figura con i commensali.
  • Siete cuochi “innovativi”? Sì, se vi piace sperimentare ingredienti e cucine diverse, un metodo che garantisce una cucina più salutare.

[Food&Wine, Well]

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9 commenti a Perché io valgo (in quanto cucino)

  1. Potrei definirmi un cuoco ermetico. Non si capisce mai bene cosa ho cucinato e sopratutto perchè.
    Senza contare che tra ermetico ed emetico c’è solo una consonante.

  2. avatar db9

    sono un cuoco…. vanesio: due giorni per procurarmi gli ingredenti- fare il brodo- sgrassare il brodo e fare il piu’ buon risotto del mondo……….. ed accorgermi alla fine che ,invidia, vorrei il piatto nero che usa Marchesi e, cazzo, non lo trovo in nessun negozio d ‘Italia. sono un cuoco…….. imitativo: vado da alajmo- mangio il marocchino di seppia torno a casa e lo faccio anche meglio….. da imitativo divento…….. cuoco con tasso di autostima altissimo……………….. sono un cuoco……. con ormoni furibondi: invito gnocca spaventosa amante crudo di pesce- ci metto un giorno per trovare pesce fresco adeguato e condimenti stupefacenti…….. piatto buonissimo- le piace cosi’ tanto da darmela dopo mia frase: BIMBA DA ME MANGERAI SEMPRE COSI’ ma mi addormento, per stanchezza infinita, sulle sue tette, rifatte……………………………………

  3. avatar fabrizio scarpato

    A parte il “generoso”, quello proprio no, mi identifico un po’ in tutte le tipologie, principalmente metodico e imitativo, e perciò ansioso accentratore, ovviamente non riuscendo a pieno in nessuna.
    Ma c’è una cosa che sta a monte del cucinare, credo necessaria per potersi definire “cuoco”: andare al mercato a fare la spesa e divertirsi a farlo. Bene, io detesto andare in piazza del mercato.

    • avatar db9

      orpo Scarpato, qui mi deludi un po’:50% della libidine è andare a litigare per mercati,baccagliare con le vecchiette( e se sei bravo riesci anche a carpire qualche segreto), inpuzzolentirti le mani alle barchette dei pescatori( qui a viareggio una goduria): bestemmiano tutti ( ma si sa la bestemmia in Toscana è lussuria). senza tutto cio’ ,tornando a casa con i miei tesori, cucinare non mi sarebbe lieve nè divertente.

      • avatar fabrizio scarpato

        Sì, sì, ne sono consapevole. E’ un grosso limite. Non mi piace discutere, non mi reputo un esperto (forse perchè molti, soprattutto nel pesce, ritengono a torto di esserlo), sicuramente sono insicuro e forse soffro di agorafobia.
        Preferisco fare da solo: guardo, leggo, scelgo anche in base al prezzo, insomma mi trovo più a mio agio nel supermercato, anche per frutta e verdura, senza dover render conto.
        Ovviamente anche nei supermercati evito il bancone gastronomia: eventualmente per questi prodotti ho un amico sommelier che oltre una bella enoteca, vende salumi e formaggi di qualità, in trenta metri quadri. Lì, chiacchiero un po’ di più.

  4. avatar Maurizio Cortese

    “io faccio la spesa e c’ho mia moglie che ne va orgogliosa” (da un monologo di Franco Califano, grande poeta contemporaneo)
    Ho avuto la fortuna di farmi le ossa per anni all’ombra di un grande chef, uno dei più grandi, al quale non pareva vero che ci fosse qualcuno d’estate disposto ad alzarsi di buon mattino, talvolta anche all’alba, per accompagnarlo a fare la spesa, e mi sono costruito la mia “base” come giustamente dice Fabrizio Scarpato.
    Poi ho trovato un braccio (ed anche un bel paio d’occhi) migliore del mio e così casa mia è diventata un riferimento gastronomico di tanti amici e appassionati come noi.
    La nostra cucina quindi la definerei assolutamente “salutare” per l’attenzione quasi maniacale che abbiamo per le materie prime e, dalle numerose telefonate un pò vaghe che ci arrivano con l’approssimarsi del week end, diciamo che ci riesce anche di compiacere i nostri commensali…

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