di | gio 18 feb 2010 ore 10:18
68
abitudini

Quanto olio extravergine di oliva usate in una settimana?

Olio extra vergine

Il pianeta ci sfotte. Prima a causa del Mcministro Zaia e ora, con un formidabile uno-due, per il mangiagatti Beppe Bigazzi (oh: Times di Londra, Los Angeles Times, Business Week, Huffington Post mica cotiche). E noi inghiottiamo, gonfi come le nuvole prima che cada la pioggia, preoccupati per la nostra reputazione. Ma ecco improvviso il raggio di sole. Siamo pur sempre il paese di pasta-pizza-risotto-tiramisu, e per ribadirlo, la scrittrice americana Frances Mayes (Sotto il sole della Toscana) dice – Ma lo sapete quanto olio extravergine consuma una famiglia toscana? Un litro a settimana. Un litro a settimana? (sicuro?, esistono delle statistiche?, qualcuno ne sa di più?). Un litro a settimana significa che metti l’olio extravergine dappertutto, pure nei fondi di cottura, e che lo usi per friggere.

Argomento interessante, approfondiamo? Quanto olio extravergine di oliva usate in una settimana? In che modo lo usate? Perché preferite l’extravergine agli altri oli?

Immagine: Flicr/Cookthinker

Spedisci via email

68 commenti a Quanto olio extravergine di oliva usate in una settimana?

  1. avatar alfredo

    Circa mezzo litro umbro “Mancianti”.
    L’olio Umbro l’olio migliore del Mondo.
    lo metto dove ci vuole!:-))

    • vivendo da sola, friggendo praticamente mai e mangiando spesso fuori, ne consumo circa un litro al mese. uso l’olio che produce la mia famiglia sui colli del trasimeno. per sfizio e per passione compro una bottiglia d’olio (buono) ogni tanto. naturalmente uso anche altri grassi: burro di centrifuga, saltuariamente strutto ma solo per ricette che lo prevedono. margarina: assolutamente mai. olio di semi: solo di arachidi, biologico e spremuto a freddo, e solo per friggere una volta o due all’anno. la mia famiglia comunque, con 4 persone in casa, consuma circa un litro di olio evo a settimana.
      quanto al perché preferire l’olio extravergine, senza volermi dilungare dico solo che non c’è altro olio ricavato da frutti (e non da semi) al mondo, e non c’è altro olio o grasso con le qualità nutrizionali dell’extravergine.

    • scusa non so per quale motivo ho pubblicato il mio commento in questa posizione…
      comunque l’olio mancianti è ottimo :D

      • avatar alfredo

        Bene! Viva l’Umbria e il suo Olio!
        Ovviamente il mio mezzo litro d’olio è usato da una famiglia “tipo” di 5 persone.
        Ho provato a fare il risotto con l’olio… ecco il risotto e le uova al tegamino sono due cose che con l’olio non c’entrano niente:-))

  2. Io consumo poco olio perché sono spesso fuori casa.
    Però uso quasi esclusivamente quello extravergine sabino autoprodotto in famiglia Delogu da olive moraiola, frantoio e leccino che aiuto a raccogliere (la terra è bessa :-) ), più a volte alcuni altri a rotazione.
    A volte uso l’olio di arachidi per friggere e quando ci vuole uso ottimo burro o “udite udite” lo strutto, ma che sia di qualità.

    Diciamo che il mio consumo di extravergine non va oltre il litro al mese. Mia suocera ne usava un litro a settimana o fors e più, ma a volte questo è frutto anche di un uso sconsiderato.
    In molte famiglie ho visto abbondare in olio, più come un riscatto ai tempi di magra, ma spesso il di più finisce in spazzatura.

  3. Olio extravergine, 1 litro al mese. Lo uso a crudo, senza soffritti. Non friggo mai. La ciccia (carne) la faccio cuocere nel suo grasso, a vapore o altro… Uso olio sardo o ligure a seconda della disponibilita’ del pusher…in Calabria ho visto uliveti senza fine, mi sono chiesta perche’ l’olio calabrese non e’ noto come quello toscano, anche se poi probabilmente in parte lo diventa ;)

    • avatar cristina

      @alessandra. vero…eppure l’olio calabrese é buonissimo. Da anni uso almeno 3 differenti oli. Uno dei tre é proprio Timpa dei Lupi, calabrese….

  4. Circa mezzo litro a settimana. Lo uso dappertutto e qualche volta anche per friggere.
    Extravergine di Olivastra di Montelaterone (GR)

  5. Direi 1 litro al mese. Quasi sempre a crudo.
    Per friggere uso quello di arachidi, con un punto di fumo piu’ alto e meno “invasivo” per il sapore.
    Ultimamente uso quello ligure di taggiasche e uno siculo (non ricordo le olive di partenza)

    Comunque, insomma, anche sull’olio all’estero ci hanno dato varie mazzate, per le varie sofisticazioni, per il fatto che a volte italiano non e’, etc.etc.etc… :-)

    • gira e rigira alla fine spesso mi trovo d’accordo con te, che è molto gratificante visto che ti considero uno competente

    • ciao dario
      siam proprio figli della stessa mamma :-) no, lo so che non è così…. cmq, non l’ho mai quantificato, certo che per friggere uso anche io l’arachide, se devo fare dei muffin, dolci o salati che siano, prediligo olio a burro, restano più morbidi e meno pesanti da digerire, anche in questo caso semi: arachidi o girasole.
      A crudo tassativamente extra vergine, al momento ho un monocultivar meraviglioso di sestri levante (olio celso), tutto lavagnina, ma anche un famoso siciliano (pianogrillo) e dell’olio del lago di garda.
      manca all’appello una meraviglia umbra, fruttato, splendido (metelli), con quello ci faccio delle bruschette indimenticabili!
      Certo che se devo fare, ipoteticamente, dei bicotti all’olio, non lo uso extra vergine, ma d’oliva!
      Sprecarlo proprio ha poco senso, usarlo con coerenza è meglio!

    • Eccco, questo m’interessa. Io ho sempre letto che il punto di fumo fosse più alto nell’olio d’oliva (Olio di girasole meno di 130 °C, Olio di soia 130 °C, Olio di mais 160 °C, Olio di arachide 180 °C, Olio extravergine di oliva 210 °C, Burro 260 °C, Strutto più di 260 °C).

      Su Maisazi.com leggo anche cose interessanti, ma da spiegare meglio a uno come me, che di chimica e scienza ne ha masticato solo al liceo:

      La frittura, dunque. Metodo di cottura che impiega una sostanza grassa quale mezzo di trasmissione del calore. Quindi, un metodo di cottura per cui i cibi raggiungono progressivamente la temperatura interna necessaria per la cottura immersi completamente nella sostanza grassa.

      La trasmissione di calore dall’esterno comporta un maggiore riscaldamento in superficie, tale per cui – quando la parte centrale ha raggiunto la giusta cottura – la parte esterna presenta la comune “crosta” dovuta alla caramelizzazione degli zuccheri e alla completa disidratazione. E potrebbe esistere un fritto senza crosta? Personalmente, è la parte che gusto di più.

      Bene, terminata la veloce e superficiale “teoria del fritto” ripropongo la domanda alla quale cercherò di dare una risposta, mi auguro non di parte. Con quale olio devo friggere?

      Prima di tutto, alcune nozioni fondamentali. La prima qualità di un grasso per frittura è la stabilità. E’ importante che l’olio non raggiunga mai il “punto di fumo”, ovvero non avvenga ciò che i miei amici chimici chiamano “pirolisi”, la rottura delle molecole dovute al calore che origina sostanze volatili di odore e sapore acri, dannose per il fegato.

      I grassi che meglio si comportano rispetto alla “pirolisi” sono, nell’ordine:
      - oli vegetali modificati (tipo Friol);
      - lo strutto di suino
      - olio di oliva

      Il gettonato olio di semi, quello normale che si trova nei supermercati, che spesso ho sentito essere l’olio più utilizzato in frittura, è invece molto in basso nella scala della stabilità. Tanto che in alcuni paesi europei è addirittura obbligatoria l’indicazione sull’etichetta di “olio non adatto per friggere” o simboli e frasi simili.

      Gli oli di semi modificati, invece, hanno il vantaggio di resistere al calore, in quanto la loro composizione è stata modificato in laboratorio tali da renderli resistenti alle alte temperature. Gli oli di semi modificati, come appunto il Friol, non danno nessun sapore al cibo e quindi sono adatti per friggere tutti quei cibi che saporiti lo sono già di per sé (il pesce, per esempio). Non è consigliato, invece, per friggere le patatine.

      Capitolo olio di oliva: extravergine sì, extravergine no? La domanda sembra banale, ma tale non è. Prima di tutto, vi dico che uno equivale all’altro, in quanto hanno la medesima resistenza al calore. Diverso è, invece, il sapore di ciò che friggete! Ovviamente, l’olio extravergine di oliva porta il proprio straordinario patrimonio di profumi e aromi che invece l’olio di oliva non ha.

      Le patatine, quindi, io consiglio di friggerle con olio extravergine di oliva. Il baccalà, invece, va bene con l’olio di oliva. Anche se poi, diciamola tutta, è sempre una questione di gusti.

      Una cosa è certa: l’olio di oliva, in generale, è il miglior grasso da frittura in assoluto per quanto riguarda gli aspetti nutrizionali e salutistici.

      Che ne dici? Ti consta? Te lo chiedo col cuore sanguinante dell’ignorante.

      • In attesa di Dario vorrei dire alcune cose.

        Prima di tutto nel caso del burro i 260#C fanno riferimento al burro chiarificato. Poi il punto di fumo cambia tra un burro italiano che contiene più acqua e uno francese che ne contiene meno.
        Quando si parla di oli di semi generici che si intende? tra un olio e un altro ci sono degli abissi sia in termini di resistenza al calore che di qualità in assoluto. Per non parlare poi degli oli raffinati che resistono al calore ma è meglio evitare.
        Prodotti come Friol reggono il calore ma dentro c’è di tutto e io non li userei.
        E ci sarebeb molto altro da dire.

        Il testo che hai riportato è modificato o era così in partenza? Mi pare che si faccia un po’ di confusione e non ci siano i necessari distinguo.

      • No, i numeri non mi tornano. Il burro sfido chiunque a portarlo a 260! Brucia a 140 circa, mentre se lo chiarifichi arrivi a 180 (provato personalmente). L’arachidi ha un punto di fumo attorno ai 220. Gli oli di oliva (non extravergini quindi) hanno un punto di fumo (temperatura alla quale l’olio si decompone e comincia appunto a fumare) che potrebbe, essendo raffinati, avvicinarsi ai 220. Ma l’extravergine, essendo non raffinato, si decompone molto prima, anche attorno ai 160-180, dipende dal tipo.

        E” anche vero che nelle fritture casalinghe non si arriva mai (causa “braccino corto”) a quelle temperature, e non appena buttiamo le cose da friggere la temperatura scende anche a 160.

        • Non avevo sottomano numeri precisi, così è più chiaro.
          Comunque confermi che quell’articolo fa un po’ di confusione?

          Su una cosa non sono d’accordo, che in casa non si faccia fumare l’olio causa braccino corto.
          Non sei mai stato in cucina con mia suocera si vede!!!
          Frittura in padella bassa e fornelli a manetta.

          ;-) )))))

        • avatar lievito mannaro

          il burro a 260 é IMPENSABILE, basti pensare alle sostanze disperse nel grasso come il lattosio o le proteine del latte, sopra i 150 “bruniscono”, semmai si puó parlare di burro chiarificato che comunque sopra i 220 comincia a dare dei problemi

        • A completare le informazioni sulla pirolisi che ha fornito Dario, va citato quello che, a livello di numeri riguardanti la pirolisi, sta sopra ogni altro olio, cioè l’olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido oleico. Passa agevolmente i 220° e rimane comunque stabile per molte ore di frittura, quasi il doppio di un qualsiasi olio normale. Si estrae da una varietà specifica di girasole, mentre l’altro che conosciamo meglio contiene più acido linoleico ed è indicato per il condimento (non provate ad usare l’alto oleico per condire o impastare…).

          La cosa più interessante è vedere quanto si abbassa la temperatura quando si immette il cibo, e quello che succede alla struttura dell’olio. Soprattutto, quello che succede versando i congelati, ad esempio le classiche patatine. A seconda della quantità, l’olio scende anche a 120° creando una serie di problemi, di cui il fatto che l’olio di fritto bagni e rimanga imprigionato subito dopo all’interno dell’alimento, è forse il minimo dei guai…

  6. Abbiamo la fortuna di produrre l’olio per noi intorno a casa:
    45-50 litri di olio EV all’anno, consumato in famiglia (siamo in 5 di cui tre adolescenti), per tutti i sughi, per condire l’insalata e la mozzarella ecc.
    Si frigge non più di 4-5 volte all’anno.
    Quindi contando un po di ferie fuori casa arriviamo tranquillamente al litro / settimana.[img]undefined[/img]

  7. “Un litro a settimana significa che metti l’olio extravergine dappertutto, pure nei fondi di cottura, e che lo usi per friggere”.

    Un litro a settimana per una famiglia di quattro persone non mi sembra una pazzia.
    Io in 1/2 persone uso un litro al mese, quindi sono in perfetta media ‘toscana’. E ne faccio un utilizzo abbastanza moderato. Non lo uso per friggere, perchè a casa non friggo proprio nulla.

    Poi, ovviamente utilizzo burro per quei piatti in cui è indispensabile: risotti, torte, polenta etc.

    Non creiamo casi assurdi dove non ci sono.

  8. avatar gianluca

    un litro a settimana per una famiglia a me sembra fin troppo poco.
    a casa mia siamo in 2 e ne consumo circa una bottiglia da 750cl a settimana e oltretutto non si fanno MAI fritti, e vi giuro che non ne spreco o ne butto via mai nulla. probabilmente perchè non mangio latticini, per cui zero panna burro latte besciamelle ecc…, condisco tutto con solo extravergine, pure il risotto.
    dite che è grave?
    effettivamente l’olio per me è una bella spesa, anche perchè non acquisto mai oli molto economici. mi piace variare e avere anche 2-3 bottiglie aperte e scegliere l’olio adatto a seconda della preparazione (per esempio tra un ligure e un pugliese cambia tutto).
    ultimamente mi sto trovando molto bene con un olio siciliano dop val di mazara prodotto da bonolio, delicato ma allo stesso tempo molto saporito, si accompagna bene a moltissime ricette ed è buonissimo anche a crudo su pane-friselle-ecc….

  9. avatar fabrizio scarpato

    Forse un litro al mese, sempre extravergine, ma suddiviso in un olio per fondi e rarissimi fritti (massimo cotolette) da grande distribuzione, forse solo italiano, e un olio solo per condire a crudo scelto di qualità per prezzi intorno ai 12 – 15 euro al litro. Per quest’ultimo mi piace variare: ora ho un ligure di ponente (Anfosso), ne ho già un altro pugliese, a volte toscano e così via.

  10. avatar Vitruvio

    Bella domanda perchè ci sono molte possibilità di risposta.
    Nel mio caso 50 litri per 4 persone in un anno. Olio pugliese bio EV del sud est barese al 100%, normalmente blend di Coratina e Ogliarola (percentuali variabili a seconda dell’annata).
    Sotto controllo anche (stesso spacciatore…) altri due nuclei familiari da tre ciascuno. Tra i 40 e i 50 litri/anno con lo stesso blend.
    Purtroppo si frigge in tutte le tre situazioni (ma con moderazione non più di una volta a settimana…)per presenza di adolescenti e trash food…(sic!)

  11. anche io vivo sola, e non friggo mai o quasi; non saprei dire quanto ne comsumo, forse un litro al mese o poco più. però lo uso per tutto, a crudo, per cucinare, per condire…
    ho in casa solo extravergine (in questo momento ligure), non uso mai olio di semi e nemmeno d’oliva (ma per pigrizia, se ho l’extravergine non sto a comprare quello d’oliva), mai la margarina, il burro (di malga, fornito da produttore amico) a volte se la ricetta lo richiede (risotto, pizoccherri, etc).

  12. ps: ovviamente il burro si usa laddove va messo…. vedi nel risotto :-)
    ma com’è che tutti i produttori di olio fai da te son qui che scrivono? meglio che mi procuri qualche olivo da tenere in giardino!!
    no dai, scherzo, ma mi ha fatto sorridere leggere tutti questi commenti che dichiarano di avere il proprio olio. complimenti!

  13. Sfatiamo il tabù sui fritti.

    Mi colpisce come molti mettano le mani avanti: “io non friggo e non mangio fritti eh!! sia chiaro”. Non è che siamo un po’ tutti condizionati da credenze sbagliate?

    La frittura se ben fatta è uno dei metodi di cottura più sani e in ogni caso in una dieta variata non dovrebbe mancare, magari con moderazione ma ci vuole.

  14. Pingback: Quanto olio extra vergine usate in una settimana? | Dissapore

  15. Scusate se faccio un link esterno, ma ho subito pensato a lui…

    http://www.youtube.com/watch?v=fYxJPHZ41O4

    Cercatevi anche gli altri, sempre di Livore… il pezzo dell’olio buono, l’olio de mamma, rimane unico.

  16. avatar mikù

    meno di un litro a settimana, ma non molto meno..
    siamo in 2 a casa ma spesso con ospiti. se mangiassimo a casa pranzo e cena ogni giorno tutte e due credo che sforeremmo tranquillamente. capita che lo uso anche per fare qualche dolce.
    abbiamo diverse bottiglie aperte che cerchiamo di non far durare troppo. di base uso un extravergine calabrese da ottobratica, generoso di piccantezza ma anche lievemente mandorlato. poi l’iperfruttato di cetrone e il grandissimo marcinase. mi piace usare anche altri olii. ho preso da poco l’olio di semi di canapa: immangiabile. molto buono invece quello marocchino di argan, ha un che di frutta secca sembra un ‘extra vergine di noccioline americane’. non basta? l’olio al mandarino di marina colonna, per mantecare il risotto con la zucca…..ma non solo.

  17. Circa un litro ogni 15 giorni, in due, usato solo crudo per condire praticamente tutto che si mangia. Portoghese o spagnolo perché quelli italiani sempre sono più cari. Lo vorremmo usare anche per cucinare, ma abbiamo quel dubbio di cui si parla sopra…

  18. 0,75 lt ogni 10 gg in 3 persone = 2,25 lt / mese.
    1 delle 3 persone fa pranzo e cena a casa, così possiamo parlare di 4 pasti al gg x 5 gg + 9 durante il weekend, dato chesabato sera si esce :)
    Quindi, 2,25 lt/mese / 4 settimane, fa 0,56 lt a settimana, che diviso per 29 pasti settimanali, fa poco meno di 2 cl pro-capite per pasto.
    Più preciso di così ;)

  19. avatar Bruno Stucchi

    Sappiamo che il primo miracolo di Gesù documentato nei Vangeli fu la trasmutazione dell’acqua in vino, durante le nozze di Cana. Quotidianamente, -e senza intervento divino, suppongo- assistiamo alla trasmutazione dell’olio generico in olio d’oliva extravergine. Già, perché le statistiche (Sole 24 Ore per esempio) dicono che in Italia si vende più olio extravergine DOC, DOP, ecc. di quanto non se ne produca. Miracolo! Miracolo!

  20. Anche se l’olio extravergine d’oliva noi lo produciamo devo dire che ci attestiamo soltanto intorno al litro mensile (siamo in due)
    Altro discorso è per la mia mamma che, da buona siciliana, si fa bastare un litro a settimana per 4 persone. Non vorrei apparire di parte (lo sono) ma l’evo si differenzia per il fatto di essere l’unico prodotto tramite un procedimento solo ed esclusivamente meccanico, quindi senza nessun processo o intervento chimico e scusate se è poco. Usiamolo pure per friggere ma parliamoci chiaro…il vero problema è il costo perchè l’olio extravergine d’oliva (quello vero) costa. Alcuni amici utilizzano una frittura “dolce” portando l’olio a 80 gradi, mettendo il cibo da cucinare (di solito carne o pesce),coprono e lasciano raffreddare. In questo modo l’olio potrebbe essere riutilizzato…ma mi riservo di provare. Vi farò sapere
    c

  21. avatar ChiaraBi

    Noi siamo 3 in famiglia e ne consumiamo circa un litro ogni 15-20 giorni. Prodotto dai nonni e spremuto da un frantoio vicino casa (zona Colline Metallifere, GR) quello da usare a crudo, acquistato, ma comunque extravergine per le cotture.
    Burro e yogurt per i dolci, olio solo per la ricetta storica della torta al limone, passata di generazione in generazione tra le donne di famiglia.
    Per i fritti (più o meno una volta ogni 2-3 settimane), arachidi o girasole.

  22. Io oltre che consumarlo l’extravergine lo vendo e noto,con piacere, che la famiglia media italiana consuma molto più olio del lettore medio di dissapore! :)
    Riguardo alla moltiplicazione dell’olio, ormai è un falso problema, i costi della materia prima al’origine sono talmente bassi che non c’è bisogno di sofisticazioni per overe dell’extravergine a 3€ a scaffale. In puglia e calabria si compra franco deposito a 2,20 € iva inclusa mentre da Grecia e Spagna in crisi di liquidità pazzesca arriva dell’extra decente anche a meno di 2€ franco porto di destinazione.

  23. avatar Bacco

    La mancanza del produttore d’olio siciliano per eccellenza è preoccupante

  24. avatar Damon

    Direi una bottiglia da 75 al mese, forse anche di più. Difficile quantificare perchè ne ho 3/4 aperti (sempre Roi e Frantoio Franci, poi un siciliano da tonda iblea che varia e uno come “base” per cucinare) e li uso a seconda della preparazioni.
    A proposito (leggermente OT), consigli per un extravergine dal buon rapporto prezzo prodotto da usare come “base” per cucinare? (In passato ho usato Planeta ma decisamente troppo fruttato, ora Cooperativa agricola Fortore… molto meglio, ma visto che la ricerca dei prodotti buoni non si ferma mai…;)

  25. avatar chicken little

    Una bottiglia da un litro (siamo in due), mi dura un mese.
    Uso esclusivamente olio extra vergine, per qualsiasi pietanza (anche in quelle rarissime volte in cui friggo), tranne i casi in cui ritengo necessario il burro (ad esempio per mantecare il risotto).
    Non vorrei scandalizzarvi, ma uso sempre oli extra vergine di marca, però industriali (bertolli, carli, o altri), che vengono venduti attraverso la grande distribuzione.
    Noto che nessuno di voi pare farne uso…
    …cosa ne pensate??

    • avatar Damon

      Personalmente nessuno scandalo, solo prova una volta a comprare un olio non industriale, magari di un piccolo produttore… poi sentirai da sola la differenza e valuterai se per te quella differenza vale il costo… si potrebbe aprire comunque un altro topic per parlare dell’”extravergine”… cioè la stessa dicitura “extravergine” tiene insieme la cinquecento e la Ferrari (come accade in tanti altri prodotti)… e il problema a mio avviso è che per il consumatore meno esperto appare tutto uguale proprio perchè quell’etichetta uniforma

  26. Ciao a tutti, sono andato a pescare la pagina riferita a maisazi.com per leggerla, in quanto cuoco della suddetta scuola di cucina. Dato che anche a me le indicazioni non tornavano sono andato a verificare. Il post è stato scritto da un nostro collaboratore, quindi anche io ho voluto verificare.

    Però onestamente, mentre trovo le indicazioni generiche che sono state riportate tali e quali su questo post, non trovo i punti di fumo indicati da Tommaso e non li vedo neppure nei commenti successivi. Io stesso penso che 260 °C per il burro siano impossibili. Fa fatica ad arrivare a 100 °C e dipendono fortemente dalla quantità di siero presente.

    Anche per l’olio di semi, concordo con Dario ed altri, vanno fatte rigorose separazioni. Se molti oli di semi sono molto molto sotto ai 200, ve ne sono diversi che nella versione raffinata li superano alla grande e vanno anche oltre a quello dell’olio di oliva.

    Poi ovviamente intervengono fenomeni di instabilità ben difficili da verificare senza laboratori ben attrezzati.

    Per inciso, anche sui punti di fumo, credo che compilare una tabella sia letteralmente impossibile, perché il punto di fumo dipende da troppi fattori non verificabili a casa. Dipende dal seme/frutto, dalla sua varietà, da come è stato trattato, da come è stato conservato, dall’esposizione a luce o calore, ecc. ecc.

    Una tabella compilata in laboratorio avrebbe senso solo in quel laboratorio, solo con quel preciso lotto di materie prime, solo in quel periodo. Basta guardare il mais o l’arachide. Le temperature di fumo registrate possono variare anche di 100 °C in funzione di troppe variabili.

    Dario, che ne pensi?

  27. Aggiunta. Vado a mettere un commento anche sulla pagina in questione per precisare meglio le cose che ho indicato qui :)

  28. avatar Raimondo

    Io uso due tipi di olio. Per condire a crudo verdure cotte,insalate, pesce ecc uso un olio ligure di Lorenzo Costa, proveniente da un pacco natalizio (annuale) della zia di Genova. Per tutto il resto uso l’olio del frantoio di Seneghe (Or), in Sardegna. Caratteristica forte e moooolto buono.

  29. Circa mezzo litro al mese, ma cucino poco e mangio spesso fuori. Uso solo olio extravergine.

  30. avatar Caio Protti

    Uso vari oli d’oliva a seconda dell’uso (a crudo, per cottura, per salse e intingoli misti), ma sempre extravergine :

    - olio di famiglia da ulivi secolari (Spello, PG) per l’uso a crudo con verdure fresche e su pane o bruschette

    - “denocciolato” di Bosana dei Fratelli Pinna per altri usi a crudo

    - monovarietà di sole olive “Gentile di Chieti” della Ursini di Fossacesia Se è ad uso cottura

    - Tenuta Torre di Mossa – DOP Terra di Bari Bitonto della De Carlo di Bitritto per tutto il resto

    MAI dico MAI friggere i cibi, quindi non spreco olio di nessuna origine per uccidere se stesso ed i cibi. Sono contrario al fritto in ogni sua forma.

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
3. Iscritto a dissapore
Registrati/Login