Qual è stata la peggiore cena della vostra vita?
Caro Dissapore, lunedì scorso ho festeggiato il compleanno invitando a cena le mie migliori amiche. Dopo qualche convenevole, la conversazione si è spostata, sai che novità, sui ristoranti. Una domanda mi ha colpita.
Qual è stata la peggiore cena della tua vita?
Così a freddo, non sapevo cosa rispondere. Avevo rimosso quello che mi è capitato anni fa in un ristorante-pizzeria. Dove ho atteso 45 minuti prima che qualcuno si degnasse di chiedermi cosa ci facevo lì, chissà, magari volevo mangiare. Motivo? Poteva farlo solo il titolare, l’unico tra una decina di camerieri autorizzato a usare l’orrenda macchinetta trasmetti-ordini. Solo che contemporaneamente, preparava i conti alla cassa e serviva in sala. Per cui nessuna sorpresa quando, 35 minuti dopo, mi sono vista recapitare una bella pizza fumante. Io che ne avevo ordinate due (cenavo con il mio ragazzo). Non mi sono meravigliata nemmeno quando il titolare, di sua iniziativa, ha fatto portare al nostro tavolo due tiramisu. Voleva farsi perdonare. Peccato che io non mangi il tiramisu, e siccome quello era il mio periodo low-carb, nemmeno gli altri dolci. Risultato? Li ho fatti rimandare indietro, ho chiesto il conto, l’ho pagato (per intero), e ce ne siamo andati. Credo di non essere la sola cui sono capitate cose del genere. Anzi, mi piacerebbe chiedere ai tuoi lettori qual è stata la peggiore cena della loro vita?. E se nel loro giudizio conta più il cibo o il servizio. Ciao, Laura.
Immagine: Serious Eats








Contano entrambi ognuno per la propria parte.
Non ne ho mai parlato pubblicamente e non lo farò ora apertamente. Niente nomi.
Disastro completo su cibo e servizio al limite del grottesco e superiore anche alla fervida immaginazione di chiunque, non una cosa azzeccata, costo completamente superiore a ogni limite di accettazione per quello che offriva.
Ciliegina sulla torta a fine serata il lavapiatti che si lavava le ascelle nell’antibagno. Un tipo pulito direi, volendo essere ottimisti.
Ma non dirò dove. A suo tempo non ne ho parlato (se non in privato) per non infierire, ormai credo che a distanza di tempo non faccia più danni o abbia anche venduto.
In privato dissuadevo chi ci voleva andare.
Io a un ristorante al centro di Roma. Cena così così, ma quando hanno portato lo scontrino hanno messo 5 acque minerali 4 euro l’una mentre ne avevamo presi 2. gli faccio notare il problema e gli dò la carta di credito per pagare. hanno tolto solo 80 centesimi… anzichè 12 euro. non andrò mai in quel ristorante di ladri. ah poi hanno perso la mia sciarpa quando l’hanno messo nel loro guardaroba. poi ci hanno messo a sedere in uno stanzino piccolo dove c’erano i macchinari… silenzio totale. bah.
a che servono tutti questi commenti se non si indica il ristorante?
Io faccio nomi, cognomi e indirizzo: la mia cena peggiore è stata alla pizzera Piccola Ischia in via Morgagni a Milano.
Non ho mai mangiato una pizza così gommosa e salata in vita mia. Come se non bastasse eravamo incollati ad un altro tavolo e appena finito di mangiare i camerieri ci hanno quasi sbattuto fuori.
Peccato perchè l’ambiente super tamarro mi aggradava assai.
La pizza salata (spingono la lievitazione) la fanno apposta così tu bevi di più !!!!
…perché dire dove hai mangiato peggio é facile. capire il perché é più complesso. ma ci ha pensato Richard Lynn – nuovo associato di diritto al club delle TDK
” In sintesi, nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente, si studia meno, ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce “figure di spicco” nelle arti e nella politica”
http://minimamoralia.blog.lastampa.it/minima_moralia/2010/02/meridionali-arretrati-no-semplicemente-stupidi.html
Può capitare, come quando si acquista un maglione che infiltrisce, un volo aereo poi annullato, un paio di scarpe difettose, una Toyota che accellara, un CD che salta. Il problema è se si becca la serata sbagliata o se veramente sempre è tutto sbagliato.
Un paio di esempi.Non facendo nomi:
1)Baccalà impestato di sale, immangiabile, non dico niente, ma mi chiedono come ho trovato il piatto, allora rispondo: è salatissimo, risposta: ma questo ci arriva così. Ma che razza di risposta è? Doppio problema, addebitato nel conto.
2) A volte non è solo il cibo. Ristorante famoso. Lascio una sciarpa rossa di cashmeere inglese (regalo di un collega)telefono, rispondono:è qui non si preoccupi, ritorno a prenderla, non c’è più, ciulata? Grave!!!!
Non ricordo una cena in particolare che possa essere considerata la peggiore delle peggiori.
Di solito quelli che mi rimangono in mente come ciofeche combinano lunghe attese a cibo scadente e/o non adeguato al prezzo pagato. A volte si aggiungono errori (di ordinazione o di cucina), conto più alto del previsto e/o presentato su un fogliettino invece che come ricevuta fiscale.
Però molti episodi che ricordo sparsi qua e là erano senz’altro fastidiosi, ma anche talmente assurdi che facevano anche ridere e alla fine me li ricordo più per l’aspetto comico che per l’incazzatura.
- La tizia che ti consegna i cannelloni bruciati all’esterno, freddi all’interno e galleggianti in una misteriosa bagna acquosa…
- quella a cui fai notare che nella brocca di vino ci sono dei moscerini, si scusa, va via, pensi che torni con un’altra brocca e invece porta un tovagliolino di carta da mettere sopra quella al tavolo per evitare che ce ne caschino altri…
- il locale in cui mentre passi davanti alla porta della cucina aperta vedi un tizio a piedi scalzi sulla piastra che cerca di risolvere un problema alla cappa.
- il locale in cui ti rifilano il tavolino dietro la porta e oltre agli spifferi ogni volta che si apre ti arriva sulla schiena
- quello in cui aspetti un’ora, ordini e dopo un’altra ora e mezza ti arrivano cose che non hai ordinato che costano di più e ti dicono che le altre erano esaurite
- quello in cui entri per mangiare un’insalata o una crepe e invece ti dicono che è troppo tardi possono solo fare una pizza (?) poi ti arriva un costoso cracker ricoperto di ketchup e al tavolo vicino degli amici del proprietario arriva un’insalatona.
e così via…!
voglio vedere quando queste cose ti capitano tutte insieme in un’unica cena se parli ancora di aspetto comico
Bè non ho detto che resto impassibile.
Però ho una certa propensione a passare da una intensa-ma-brevissima incazzatura a ridere della sventura in corso.
Ovviamente non parlo di disgrazie esistenziali – parlo di disavventure legate ai ristoranti.
Tra l’altro, non dico tutte insieme, ma per la mia esperienza raramente le sfighe arrivano da sole.
Ad esempio i deliziosi cannelloni descritti sopra erano collegati all’avere un tavolo a fianco della porta del bagno, da cui usciva un gradevolissimo aroma di fogna.
Oppure, i tizi in piedi sulla piastra (in un hotel all’estero) erano abbinati a un altro episodio:
non riuscendo a far capire che volevamo un piatto di semplice riso a fianco di una pietanza, abbiamo sfruttato la presenza di una paella nel menu per indicarla “come questa, ma senza il pesce e la carne” e il cameriere finalmente “ahh capito!”. Ci ha portato un piatto di semplice riso giallo da cui spuntava qualche resto di crostaceo, pagato poi come ricca paella! Ci siamo immaginati in cucina, mentre si mangiavano il meglio della “nostra” paella pensando a quei fessi che l’avevano ordinata in quel modo!
Oppure, ancora: un piatto di antipasti misti riscaldati e rinsecchiti era arrivato insieme a una misera fettina di arrosto triste, vino muffoso, un conto sproporzionato e senza ricevuta.
O un’altra pizzaccia terribile – speziata all’indiana, quella volta – attesa per tre quarti d’ora e dopo pochi minuti dall’arrivo “vedete di fare in fretta, dobbiamo chiudere!”
E potrei continuare. Di sicuro non tornerei in quei locali, ma quando ci ripenso li trovo buffi…
Per me contano molti fattori oltre al cibo e al servizio. Per esempio, se vado a cena e devo scegliere la pizzeria/ristorante, l’atmosfera del locale è determinante quanto la qualità del cibo. Per esempio a Firenze Nova c’è una pizzeria famosa, rinomatissima in città, che in effetti fa una pizza squisita ma è un ambiente incasinatissimo superaffollato dove si fatica a fare conversazione. E io preferisco sempre l’altra pizzeria lì vicino, meno famosa certo, che si trova a un centinaio di metri in linea d’aria, perché ha un ambiente confortevole con luci calde ed accoglienti e la pizza buona. Quindi direi che nella scelta del ristorante è anche l’ambiente, il servizio , l’atmosfera, la luce, e ovviamente la qualità del cibo che deve essere ottima a prescindere! Sono esigente?
ce ne sono state di cene, o pranzi, che dimenticherei volentieri.
nella top ten metterei:
un pranzo di matrimonio con un risotto al radicchio che poteva essere riso scotto, lavato insieme a del radicchio crudo ed impiattato. stesso matrimonio: melanzane appena decongelate e sbattute sul piatto così, tali quali, come contorno ad una suola di carne.
una pizzeria sul lago trasimeno a suo tempo famosa, poi declinata a missile, che mi ha servito una pizza con pomodorini inaciditi dopo un’attesa di un’ora e mezzo.
un’osteria che recentemente mi ha rifilato il manzo bollito del brodo come fricassea d’agnello.
un’osteria – la cui fama spero svanisca presto – con cane e gatto del proprietario a gironzolare fra i tavoli e salire sulle sedie. il proprietario invece ti prende a male parole.
eccetera eccetera…
pensa gli sposi che delusione maggiore…
macché: per loro era tutto perfetto
devo dire, in tutta onestà, molto deludenti le non risposte.
mi aspettavo un post tambureggiante, in cui si tirassero fuori nomi e cognomi e fiele tout- court.
cavolo, su credo circa 2000 persone che leggono qui( bernardi non me ne voglia anche se fossero 10000 è uguale anzi peggio) nessuno che dica una parola come si deve.
sembrate tutti giornalisti enogastronomici paludati e paurosi. ma paurosi de che? . boh.
io esperienze brutte ne ho avute poche in questi ultimi anni, ma certo qualcuna si.
poi la brutta esperienza va rapportata anche alle aspettative ed a quanto si spende.
ecco qui: sono indeciso fra vittorio e l’ambroisie…….
sull’ambroisie sto scherzando, naturalmente. mica mi hanno avvelenato.
da vittorio invece si.
correva l’anno 1987, mica ieri sia chiaro. ma ugualmente me lo ricordero’ tutta la vita.
il buon, beh quella sera cattivo, vittorio girava ancora per il suo ristorantone con l’asciugamani sub- ascellare afrorizzato- sentorizzato chevre o brebis a scelta ed il suo bel vocione da antico macellaio bergamasco.
allora vigeva la legge ,vittoriana ma de berghem, del : lo scampo di giornata lo diamo al sindaco, all’orologiaio concessionario curnis roles( pronuncia autoctona dello svizzero ROLEX) al pellicciaio pagano e ad un po’ di industrialotti della prima bergamo da bere.
gli altri, ciccia. supercongelati quando va bene. le leggende piccolo-metropolitane mai provate dei topi in cucina o degli scarafoni cosi’ brutti che si schifavano anche le madri non sono, forse, mai state provate, ma parla tu che parlo anch’io la città ne diceva di ogni e di piu’.
comunque per farla breve al maffi e compagna( che pero’ scelse carne) ,sconosciuto ai piu’ ma soprattutto al furbo occhio del vittorio e signora,un ‘insopportabile arpia che ancor oggi presiede il tristellato trasferito in splendida lochescion, toccarono chissà quali migliaia di bacilli rimasti attaccati ad un menu’ FACCIO IO .
faccio presente, a scanso di equivoci che avevo mangiato a casa i tre giorni precedenti e che non vomitavo da anni 25, essendo dotato di stomaco di ferro.
beh cosi’ fini’, con corsa all’ospedale a bordo della mia citroen con dolori di stomaco e di viscere cosi’ forti ma cosi’ forti che avevo paura di morire. fermandomi di botto davanti all’uscio del pronto soccorso dell’ospedale orobico annaspando alla ricerca di una lavanda gastrica unica speranza di aver salva la vita, riuscii a vomitare direttamente nelle mani e sui piedi a mezzo della fidanzata di allora( che mi lascio’ schifata il giorno dopo) e dell’infermiere che accorse.
successe a molti a quei tempi, si dice, ed anche dopo.
ma dei si dice mi fido poco, mi fido del mio.
quello fu il peggior pasto(pasto?) della mia vita.
ed oggi molto sorrido quando leggo che vittorio ha avuto tre stelle….
soprattutto sorrido perchè sono riuscito a vederlo, quel giorno.
Scusa ma non è per nascondere…io non mi ricordo proprio come si chiamavano i locali peggiori della mia vita.
Ci sono sempre finita per caso, per sfiga, in viaggio o mentre ero in giro per la città.
Al massimo ricordo la località.
Il peggio che mi è capitato – come conseguenze fisiche, diciamo, che a differenza di Maffi io eviterò di rievocare – è stato con ostriche e cozze, ma neanche di quelle due volte ricordo i nomi dei locali.
Solo da poco tengo traccia dei posti in cui mangio, ma fortunatamente le volte in cui li ho scelti al massimo c’è stata un po’ di delusione e niente di disastroso.
Io invece per nascondere volutamente. Non faccio pubblicità indiretta a posti scadenti dove poi la gente ci va per curiosità.
Credo che in un contesto di qualità/prezzo la cena peggiore sia stata quella del 29/12/2008 al Tantris di Monaco di Baviera.
Già il fatto di entrare in un bistellatomichelin/ristorantenumero44almondo e trovarsi una sala di 300 coperti fa storcere il naso a priori… aspettative confermate da una cena in calo verticale partendo dal discreto appetizer. Servizio lento, ordine delle portate sbagliato e chi piu’ ne ha…
Solitamente ricordo quasi tutto quello che mangio, ma per quella sera ho fatto un’eccezione. I 500€ (in due) peggio spesi della mia vita.
correva l’anno 2003, estate tremendamente torrida, speranzosa gita da castiglione della pescaia a massa marittima per provare la cucina di bracali..quarto d’ora di anticamera prima che qualcuno si accorgesse di noi, tre quarti d’ora per far arrivare in tavola una bottiglia di vino, chiassoso tavolo di amici dei ristoratori coccolati e riveriti, io e mia moglie tra piatti poco più che banali, conto decisamente salato..
Parma, 29 dicembre ‘06
serata scaccianoia in attesa del 31, otto ragazzi e ragazze si interrogano su dove cenare in zona; prevale la proposta di un risto di pesce, in qualità di guidarolo del gruppo non ho nulla da obiettare
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/46.gif[/img]
scheda trascritta dalla ed. 2007 (pressoché identica nella ‘10),
ricordo ogni particolare della cena salvo la cena, dato che neanche l’ho toccata; freschezza quantomeno opinabile sia dei crudi d’antipasto sia degli scampi al vapore di secondo, ma almeno nessuno stette male, la presunta patronne che senza proferire domanda versa meccanicamente l’aperitivo da un boccione di spumante sfuso, il presunto patron che rallenta talmente il servizio da indurmi a credere lo faccia apposta, dato che nell’attesa i miei commensali ordinano una bottiglia di vino dietro l’altra.
amen: mai più tornato (né ho intenzione di), all’epoca non sapevo quel che credo di sapere oggi sui risto di pesce delle mie parti, tuttavia è stata la cena peggiore della mia vita.
[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/varie/00035030.gif[/img]
par condicio: 2006 il pesce, 2008 la carne
beh…te la sei cercata :–)
Due tristellati che mi hanno deluso ahimè mi duole ammetterlo non mi sono capitati…
Tendenzialmente sono uno che si ricorda delle cose belle e cancella quelle brutte, ergo le serate da cancellare le ho cancellate davvero, insieme a tutto il resto
Trapani, anni fa’ in una trattoria allora rinomata per la “riscoperta dei piatti tradizionali”. Con mia moglie e una sua amica, non ricordo bene i piatti tranne delle polpettine di sarde e qualcosa nel mio piatto immerso in tre dita di olio.
Facemmo l’alba a casa sorseggiando Citrosodina.
purtroppo, di cene da dimenticare ne ho più d’una, le peggiori in assoluto che mi vengono in mente, così “a caldo”:
1) 2008 – Osteria Dei Soci a Brescia
I “soci” provengono da tutt’altri settori, si improvvisano ristoratori e il rislutato si vede! Tagliata di capra con salsa al lampone: voto INCLASSIFICABILE; piatto di formaggi (ops scusate “orologio” come lo chiamano loro) e la dettagliata descrizione “ci sono formaggi freschi e altri stagionati, cominciate con quelli freschi”
2) 2006 – Ristorante di cui non ricordo più il nome, purtroppo, a Montecarotto (non si tratta de Le Busche; lasciando montecarotto alle spalle, è sulla dx, si scendono alcuni gradini e ci sono volte con mattoni a vista ); ordiniamo un vino (Vigna delle Oche, bianco), la cameriera torna con un vino rosato già STAPPATO dicendo secondo lo chef si abbina meglio. Ringraziamo, ma decliniamo il suggerimento, lei si gira e se ne va dicendo VABBE’, TANTO QUESTO SAPEVA DI TAPPO!!!!!!!
3) 1999 – Ristorante con pergolato, sulla dx di via Torre a Caserta Vecchia; ho cancellato i dettagli della terribile esperienza, ma le mense scolastiche che servono cibi precotti offrono cibo di qualità migliore
Per il servizio e la lentezza, uno dei peggiori è stata una trattoria a Marettimo, ma il pesce era talmente buono che è stato dimenticato tutto e subito, anzi ci torneri subitissimo!
Io le peggiori cene le ho fatte non in ristoranti, ma a casa di amici che si credevano grandi cucinieri. Professionisti, tanto per dire, nell’escogitare paste con slavine di panna e carbonare con le frittatine.
Non contano, a casa di amici si accetta (quasi) tutto purché non ti avvelenino.
Altro conto sono i ristoranti.
La cena che più mi ha fatto imbestialire (e, dal nervoso non ho dormito neanche la notte) è stata nella pizzeria da Michele a Radda sul Chianti (se non ricordo male il nome del paese e, in ogni caso, per non sbagliarsi, è da quelle parti…).
E’ successo tre anni fa, eravamo in tre, abbiamo pagato circa 18 euro per 2 pizze (a mia figlia abbiamo dato una parte delle nostre perché mangia poco) e 21 euro di coperto, sì, 21 euro di coperto: 7 euro a testa. Solo perchè eravamo dei turisti!
Ultimamente qui a Pavia un piccolo sushi bar nel centro ha cambiato gestione, rilevata da una che ne ha 3 o 4 a Milano. Prima, pur essendo una ragazza italiana a fare il sushi, si mangiava più che dignitosamente e la materia prima era scelta con cura e ben trattata.
La nuova gestione ha ovviamente parlato male della precedente, tacciandoli di scarsa professionalità rispetto a loro; peccato che la seconda e ultima volta che sono andato con la nuova il pesce era completamente insapore ed anzi quasi sgradevole e i gamberetti crudi del sushi erano letteralmente irrigiditi, come mummificati, dal frigo; mai visto prima. Il peggior giappo della mia vita e sicuramente uno dei peggiori in assoluto.
[...] che vi hanno cambiato la vita. Per la verità anche quelli che ve l’hanno rovinata (con la peggiore cena ever). 5 – L’Italia è anche quel curioso paese dove si fanno ordinanze contro la cucina [...]
Ho avuto la fortuna di andare in tantissimi ristoranti, stellati e non…ma mi ricorderò per sempre la pessima esperienza del conosciutissimo ristorante Lorenzo a Forte dei Marmi nell’agosto del 2008.
Tutto inizia con la prenotazione: avrei voluto cenare da loro già nel 2007 ma avevo dimenticato che la Versilia in agosto è straripante di gente così avevo chiamato con poco preavviso. Nel 2008 ho deciso di chiamare due mesi prima: chiedo un tavolo e mi dicono che non hanno posto. Un sono un po’ delusa ma non dico nulla. Mia madre allora mi dice: provo io a telefonare. Ho sentito la telefonata, non ha detto nulla di diverso da quello che ho detto io…ma a lei hanno preso la prenotazione. Mah forse la mia voce da ragazza giovane (ho 25 anni) non convince il signore che prende le prenotazioni, mentre la voce di mia mamma (signora di 50 anni) è più affidabile. Non c’è problema, l’importante è avere il tavolo.
Arriva il tanto atteso giorno, ci dicono di essere puntuali alle 20 e noi arriviamo alle 20 ma troviamo ancora tutto lo staff della cucina che sta cenando sui tavolini fuori…vabbe. Ci fanno accomodare: per noi hanno preparato un “bellissimo” tavolino in plastica (ovviamente con il loro tovagliato sopra) al quale non ci si può appoggiare perchè altrimenti si provoca un terremoto del settimo grado della scala Richter… Mi danno il menu. Prendiamo un antipasto un due, le loro famose bavette sul pesce, io di secondo un pesce al vapore che dovrebbe essere servito con la maionese fatta al tavolo (ci contavo molto su questa cosa perchè la sapevo essere una particolarità del locale) e il mio ragazzo tagliata di tonno. Non voglio discutere la qualità delle materie prime che era comunque buona. L’antipasto è la cosa che ho preferito (anche se non mi ricordo che cosa comprendeva), le bavette sul pesce buone ma mi aspettavo molto di più e il pesce al vapore una delusione: il filetto era microscopico…mi aspettavo la maionese al tavolo, ovviamente non me l’hanno fatta.
Capitolo dolce: era un tortino al cioccolato (piccolissimo) con gelato alla noce (quasi inesistente tanto che a me la noce non piace ma l’ho mangiato ugualmente senza percepirne il sapore) e un’altro ingrediente che ora non ricordo. Altra delusione la piccola pasticceria: il piattino conteneva diverse tipologie di biscottini…il problema è che c’era un solo biscottino per ogni tipo….praticamente per assaggiarli tutti abbiamo dovuto dividerceli (provate a dividere un biscottino di quelle dimensioni, alla fine non senti nemmeno il gusto) perchè altrimenti era impossibile assaggiarli tutti.
Ma passiamo al capitolo vino: abbiamo preso una bottiglia di Champagne da 100 euro: il solerte cameriere che mi versava il vino nel bicchiere probabilmente aveva qualche problema di equilibrio perchè ogni volta, invece che mettere in verticale la bottiglia per rimetterla nel cesello, la teneva orizzontalmente versando sulla tovaglia il vino che la bottiglia conteneva (forse per la fretta?). E questo è successo per tutta la sera…spero che almeno la tovaglia abbia gradito.
Inoltre ho trovato il servizio davvero affrettato, nessuno che si sia occupato di noi, che ci abbia chiesto se andava tutto bene, che ci spiegava quello che ci veniva servito. I piatti venivano “lanciati” sul tavolo come in pizzeria, non c’è stato contatto con il cliente, il patron ovviamente ci ha snobbato perchè c’erano tavoli di persone che evidentemente erano più importanti. Di solito mi piace molto restare seduta al ristorante per chiacchierare (il mio ragazzo prende un distillato, io mi gusto il vino da dessert) ma quella sera alle ore 21.30 avevamo finito la cena (iniziata alle 20)…ed io ero talmente imbestialita che non sono voluta restare un minuto di più seduta a quel tavolo traballante.
Qualcuno penserà che sono esagerata…ma credo che un’esperienza in un ristorante così quotato debba lasciare qualcosa al cliente…ebbene a me non ha lasciato nulla, se non una grande delusione.
Una delle cene peggiori direi da Tristano e Isotta a Genova, ahimé famoso tra i turisti del capoluogo…
La mancia se la fanno da soli… immaginiamo il povero turista tedesco o inglese che non ha padronanza della lingua, che fà?
ristorante a Maccarese (roma) che ora ha cambiato gestione ed è diventato frequentabile.
Io e mia moglie, 2 dei 5 avventori infrasettimanali.
Chiedo un risotto al limone.
Mi arriva un risotto
fatto con orzo bollito
o forse era farro.
Mi ero ripromesso di non intervenire perchè di solito dimentico i cattivi pranzi/cene ma di questa ne scrissi quindi posso copia-incollare le mie impressioni del tempo a caldo:
2008: in USA un afro-americano è presidente, i Led Zeppelin annunciano una reunion e… a Firenze ancora ti arrivano al ristorante dei primi piatti riscaldati (e malamente) !!
Beh, un paio di settimane fa ci siamo detti: “l’Ora d’aria è chiuso, proviamo un “quasi nuovo” ristorante a Firenze”; il locale si chiama SUD (e poi dice che uno si butta sulla Lega Nord, tzé).
Arredamento carino ma tavoli minuscoli, tovaglie (e tovaglioli) di carta e soprattutto i vassoi dietro il banco dovevano essere un campanello d’allarme…
Prima sorpresa: non esiste menù nè su carta nè a voce ! ci alziamo e ci presentiamo davanti allo chef (?) che ci mostra quello che ha disponibile: paccheri con melanzane e ricotta fresca, la zuppa di zucchini e patate con cotenna di maiale, le orecchiette fresche fatte a mano gratinate nel forno a legna, coniglio al primitivo di Manduria e rosmarino, la caponata di verdure e poco altro. Poco convinti, senza che alcuno ci dia il prezzo delle pietanze, scegliamo un po’ di piatti.
Seconda sorpresa: i piatti sono già tutti pronti e verranno riscaldati al momento !
La schiacciata alle acciughe e i peperoni di Senise croccanti sono buoni ed anche la zuppa di zucchini e patate non è male; il resto da buttare: i paccheri sono stracotti e le orecchiette gratinate fredde e quasi insapori, il gateau di patate mangiabile ma, sinceramente, non è difficile farlo buono. La cameriera è volenterosa ma il servizio approssimativo (il “famoso” pane di Matera arriva quando abbiamo finito) e la paura del dessert ci fa chiedere velocemente il conto e scappiamo. 48 euro per 4 primi piatti e due 1/2 secondi (una fetta di melanzana e il gateau), coperto e minerale. Vini sfusi da damigiana (sic). La tristezza è che i tavoli vicini (proprio vicini) sembravano pure soddisfatti…
Il locale fa parte del gruppo Caffé Italiano che gestisce (spero meglio) l’Osteria e la Pizzeria, adiacenti a Sud e lo stracitato Le Murate dietro Palazzo Vecchio.
Riusciamo comunque a finire la serata con un ottimo gelato crema e zabaione di Vivoli, a pochi metri dal locale, unica nota positiva della serata.
Meno male che su Firenze esistono anche realtà come il nostro Cavolonero dove il cliente non viene considerato come un pollo da spennare e dove i piatti (buoni) arrivano caldi in tavola
Ristorante SUD
Via della Vigna Vecchia ang. via Isola delle Stinche – Firenze
Chiuso il lunedì tel. 055 289080 spesa media euro 35/40
Lo sconsiglio fortemente. La storia è questa: non potendo mangiare determinati ingredienti chiediamo se nei piatti che pensiamo di ordinare siano presenti, ci garantiscono di no, anche previa consultazione del cuoco (?). Ordiniamo e … crisi allergica, l’ingrediente era presente, le mie reazioni fisiche non danno adito a dubbi. Ci aspettiamo delle scuse dopo averlo segnalato, ma veniamo, invece, verbalmente aggrediti e insultati da una cameriera sbraitante, arriva a dirci che dovremmo starcene a casa. Parlando con il cuoco è venuto fuori che in realtà alcune parti del piatto (faccio notare che loro promuovono la propria come cucina espressa…) erano preparate altrove, dunque non ne potevano conoscere gli ingredienti. Assolutamente una pessima impressione, maleducati e fasulli.
Sconsiglio fortemente il ristorante NETTARE DI GIUGGIOLE ad Angera, in provincia di Varese, sul lago Maggiore. La storia è questa: non potendo mangiare determinati ingredienti chiediamo se nei piatti che pensiamo di ordinare siano presenti, ci garantiscono di no, anche previa consultazione del cuoco (?). Ordiniamo e … crisi allergica, l’ingrediente era presente, le mie reazioni fisiche non danno adito a dubbi. Ci aspettiamo delle scuse dopo averlo segnalato, ma veniamo, invece, verbalmente aggrediti e insultati da una cameriera sbraitante, arriva a dirci che dovremmo starcene a casa. Parlando con il cuoco è venuto fuori che in realtà alcune parti del piatto (faccio notare che loro promuovono la propria come cucina espressa…) erano preparate altrove, dunque non ne potevano conoscere gli ingredienti. Assolutamente una pessima impressione, maleducati e fasulli.
la cena peggiore :

pizzeria del GAMBERO ROSSO.
Ovvero, nella “Città del Gusto” allestono(allestivano) una pizzeria nella terrazza dove una volta c’era l’osteria.
Credo che ora non ci sia più, ora li ci fanno i corsi di cucina.
C’èro stato due estati passate e tutto andò a meraviglia. La scorsa estate…BRIVIDO.
Arriviamo alle 21, dopo mezz’ora riusciamo ad ordinare, alle 22 arrivano le bruschette( pane tostato con pomodoro e mozzarella ) verso le 23 arrivano le pizze…CRUDE.
Situazione del posto :
Personale di servizio UN CAMERIERE : per prendere le comande e fare servizio tutto!
UN PIZZAIOLO a questo punto incapace
terrazza, semipiena.
Salvando il personale di servizio, sarebbe stato da mettere in forno chi pensava di lavorare con due persone per oltre 40 clienti.
Ah, successivamente alle nostre rimostranze al tavolo, pacate, GIURO
non si sono nemmeno scusati.
GR, prometti che non ti improvvisi più pizzeria con le pizze che costano un accidenti!!!!!
Una tranquilla cena di paura: ristorante da Berti a Milano.
Sono sempre abbastanza scettico sulla ristorazione che offre Milano soprattutto quando entro nel ristorante e vedo l’affascinante tavolo con tutte le pirofile degli antipasti a buffet e a renderli ancora più folkloristici i camerieri con l’intramontabile gilet verde e camicia bianca.
Sul sito si propongono come un ristorante dalla cucina tradizionale con una vasta carta dei vini. Partiamo proprio da questa…..5 richieste diverse tutte esaurite. Il gentile ed ironico cameriere si offre come consulente proponendoci prima un vino cabernet della maremma ( tremendo ) e poi un Lagrein servito fresco che secondo lui sarebbe dovuto piacere alle signore…..un vino nemmeno degno di essere chiamato tale.
Passiamo al cibo dove a parte una tartare di manzo non si salvano altri piatti. Una cotoletta alla milanese quasi fredda, le patate cotto nel burro immangiabili e dei carpacci di pesce drammatici. Al capitolo dolci si presentano con un vassoio pieno di monoporzioni a scelta che fino a poco prima vivevano di vita proprio sul grande regno del tavolo degli antipasti…
tutto questo per €64 a testa!!! Se volete fare un dispetto a qualcuno consigliategli questo ristorante….