
jade: a me sono simpatici.
quinzi: Dopp la morte di Enzo Cacialli
quinzi: Gianluca,secondo me ,trip risp
Matteo: Va bene il caffè, va bene lo y
Duemila metri quadri a picco sul mare, 5 ristoranti, 7000 prodotti (il 40% liguri), 70 dipendenti, investimento da 15 milioni di euro, un progetto architettonico firmato a 4 mani da Mr Eataly, al secolo Oscar Farinetti, e Renzo Piano. Questi i numeri del dodicesimo Eataly, che apre in questi minuti a Genova. Farinetti replicherà il discorso dell’ex presidente della repubblica Sandro Pertini, tenuto proprio a Genova nel 1960, per protestare contro l’allora Governo Tambroni: «perché è attuale più che mai», dice. Abbiamo visto Eataly Genova in anteprima e ve lo raccontiamo per immagini. Daniele Miggino e Alessandro Ricci.
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Un Imprenditore che cita Pertini….mi sembra di stare sulla luna !!!
Per fortuna esistono ancora imprenditori con la schiena dritta, il cervello fino ed una coscinza sociale e politica passata indenne dagli anni ’80 prima e dal berlusconismo poi.
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Non vorrei proporre paragoni storici, ma ho indirettamente molto ammirato Adriano Olivetti, del quale il mio carissimo amico Paolo Volponi aveva immensa stima, parlando più volte di lui e della sua intraprendenza imprenditoriale d’avanguardia.
“Scritti dal margine” Pietro Manni ed.
“Il Leone e la Volpe” Einaudi ed. (scritto a 4 mani con Leonetti)
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Ciao
Sulla luna, hai ragione. Abituati alle barzellette…
Tornato adesso da un giretto in zona.
Montersino al pianterreno dai gelati “clikkatissimo”, gente fin dal mattino, colazione con un golosotto del suddetto in offerta ad un euro: devo dire che rende onore al suo nome.
Tour esplorativo, i prodotti sono più o meno i soliti del “giro”, metto nel carrellino tra le altre cose la mini tavoletta di Claudio Corallo con fave di cacao e due tocchi di fugassa come si deve.
Macchine fotografiche e telecamere in abbondanza, i ben vestiti diretti all’angolino stampa con aperitivo offerto, noi semplici mortali ci piazziamo su un tavolino zona carne, prendiamo un piatto di macinato crudo non male, da condire al momento e mangiare dopo un paio di minuti di attesa. Personale con qualche piccola ma comprensibile difficoltà, evito quindi richieste strane anche se un goccino di Worcester ci voleva proprio. Unica pecca, tavolini un in mezzo al flusso, una simpatica vecchietta quasi mi mette la faccia nel piatto per vedere cosa sto mangiando e dopo poco un paio di signore ci si piazzano davanti al tavolo per conquistare il territorio.
Passa SuperMario Farinetti, il presidente Buvlando coi reduci della liberazione ed infine la classica spruzzata di Don Gallo.
La coda alle casse è importante ma smaltita molto bene, esco di lì senza rimpiangere i soldi spesi.
Giudizio finale: la baracca è messa bene, la curiosità era tangibile, ma solo il tempo dirà se dettata dalla scarsità di eventi in zona e dalle calamite Acquario ed Euroflora o da un reale interesse per il tema.
L’investimento portiamolo da 15 a 3 milioni di euro vah
Ci passerò senz’ altro ma….lo stesso forno per farinata e focaccia??? Boh e bah….
si, ma come si mangia nei ristoranti di questo eataly ?
beh, aspetta almeno l’ora di pranzo…
Speriamo che il rapporto qualità-prezzo sia buono come quello di Torino e non la solita “torta di riso finita” alla genovese
…. comunque non vedo l’ora di passarci!
invidiaaaaaaa!!!!
(ma quando a Firenze??? superMario ti prego corri da noi!!)
Pingback: Eataly Genova: aperto dal 25 aprile | papilleclandestine
Bè, manca solo l’indirizzo, o magari una url…
Questa invenzione del Eataly, non mi piace, ed ancor meno perchè ha sotto sotto la benedizione della potentissima slowfood.
Ridurrà a completa schiavitù i picoli e piccolissimi produttori di artigianità enogastronomiche e ortofrutticole, eviterà a i tanti che si stanno appassionando a ri-scoprire prodotti del territorio, a muoversi, ad andare per campagne a cercarseli, a far guadagnare un pò meglio i piccoli coltivatori.
Si riverseranno in questi mega centri dove gli si farà scoprire “il buono- il pulito – la loro enogastronomia” con dei prezzi lievitati, facendo affluire in un unico luogo tante persone, anzichè disperderle per le campagne e sparpagliare un pò di economia. Rimangono sempre IPERMERCATI, si del gusto ma IPERMERCATI, che fanno chiudere i battenti a piccoli ortofrutta, pizzicagnoli, ecc……
“” Ridurrà a completa schiavitù i picoli e piccolissimi produttori di artigianità enogastronomiche e ortofrutticole, eviterà a i tanti che si stanno appassionando a ri-scoprire prodotti del territorio, a muoversi, ad andare per campagne a cercarseli, a far guadagnare un pò meglio i piccoli coltivatori”"
E’ esattamente il contrario. Eataly Torino ne pè la prova.
QUALè LA PROVA, DOVE HAI LETTO I DATI, HAI FATTOUN SONDAGGIO SU I CONSULATORI DI TORINO, O SEI IL DIRETTORE DELL’ATTIVITà.
sE PARLI CHE TORINO è LA RIPROVA DIMOSTRALO. OPPURE VEDI I DATI CAMENRA DI COMMERCIO SULLE PICCOLE SALUMERIE FRUTTIVENDOLI, AZIENDE AGRICOLE, ATTIVITA APERTE E CHIUSE.2009-2011.
Da quanto scrivi,sembrerebbe che se a Torino ci sono state delle chiusure, ciò sia sicuramente riconducibile alla presenza di Eataly. Secondo me, invece, la causa di queste chiusure andrebbe ricercata nella perdurante crisi dei consumi.
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Credo anche, ma questo è un discorso generale, che molti non siano stati capaci, o in grado, di trasformare il proprio negozio da generico venditore di settore a bottega di qualità.
Con questo non voglio assolutamente dire che chi lo ha fatto è al riparo dalla crisi, ma forse adesso si trova con qualche strumento in più per provare a superarla.
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Ciao
No,non sono direttore di nulla, a Torino ci lavoro 5 giorni a settimana ( da 25 anni) e la conosco come le mie tasche; l’evidenza che salta fuori e’ che, proprio dopo l’apertura di eataly, molte botteghe, piccoli negozi, (parlo di generi alimentari) sono “migliorati”, alcuni si sono specializzati, la qualità dei prodotti e’ aumentata, diciamo che in molti “cavalcano l’onda di eataly”. Probabilmente le chiusure ci saranno state, ma cosa credi, a Milano, a Roma, a Napoli no?
ciao
domani vado a vederlo. tuttavia spiego perchè ai Genovesi così com’e non funzionerà:
se la funzione dei prodotti in vendita è quella di “spingere i ristoranti” ok, ma non si creda che la gente salga al terzo piano per fare la spesa anche se di qualità!
vedrete
Vero, credo anch’io non che i genovesi non andranno su al terzo per comprare le zucchine trombetta, ma per altri motivo spero di si, perché ne vale pena , ieri ho passato un eccellente pomeriggio a Eataly Genova : http://armadillobar.blogspot.com/2011/04/eataly-genova-assaggi-e-impressioni.html
Grazie GdF, finalmente qualcuno racconta cosa c’è a Eataly Genova, perché qui su Dissapore non c’è nulla, e sul sito di Eataly pure.
Grazie a te, vediamo se riesco a non far ricascare il bicchiere del Martini sulla tastiera , non ripetere i non e non scambiare plurali per singolari.
Secondo me quello è un posto buono, buono perché c’è roba buona, è conviviale, è bello, è vario, è un posto da punto d’incontro che può trasformarsi in punto d’arrivo, e non ultimo gira parecchia gnocca in libera uscita, almeno questa è stata la penultima impressione…
Quella ragazza della prima foto se la vede Farinetti quella foto la fa diventare la testimonial di eataly , trasmette semplicità e qualità! quella ragazza ti deve già qualcosa. Benvenuto su Dissapore gdf. Lo so, è dura.
No,non sono direttore di nulla, a Torino ci lavoro 5 giorni a settimana ( da 25 anni) e la conosco come le mie tasche; l’evindenza che salta fuori e’, che proprio dopo l’apertura di eataly, molte botteghe, piccoli negozi, (parlo di generi alimentari) sono “migliorati”, alcuni si sono specializzati, la qualità dei prodotti e’ aumentata, diciamo che in molti “cavalcano l’onda di eataly”. Probabilmente le chiusure ci saranno state, ma cosa credi, a Milano, a Roma, a Napoli no?
ciao
… non alludevo a quella della foto, a cui auguro di diventare la testimonial di eataly, comunque
Bei commenti da italioti del c.
Siete ben rappresentati negli alti scranni.
Io spero invece che ad Eataly girino anche uomini evoluti più di un primate alcolista. Noi ce lo meritiamo.
C’è anche questo, è di oggi, è su Repubblica. Questa è la versione online del giornalista che cura la rubrica per Repubblica, sul cartaceo c’è anche una valutazione da 7,5/10 . Che a occhio farebbe 15/20mi, quindi forse il miglior ristorante di Genova secondo l’autore, nonostante un testo che non risparmia critiche e dubbi.
http://www.tavoladautore.it/ristorante_marin_eataly.html
Allora ci sono stato. E ahimè confermo il dubbio: i genovesi a farci la spesa non ci vanno di sicuro. Forse a Natale per farsi confezionare i cestini regalo. Ecco! Spero di non offendere nessuno ma l’impressione è questa: Eataly a Genova secondo me è un elegantissimo strepitoso negozio di gastronomia da asporto. Un “piccolo” reparto di Harrods food, un meraviglioso autogrill. Da genovese mi tolgo il cappello davanti al coraggio del Sig. Farinetti per avere investito nella nostra città. Ma il target sono i genovesi o i crocieristi?
La risposta la sapete.
p.s. i camerieri giovani e volenterosi forse dovrebbero sapere qualcosa di più di quello che propongono.
Farinetti dimostrera’ di essere un imprenditore del cibo buono e corretto, come tanto si affanna a voler far credere, quando INSERIRA’ UN AMPIO REPARTO DEDICATO AL CIBO VEGANO. Naturalmente con ristorantino annesso, con prezzi adeguati, quindi non come il ristorantino delle verdure, che costano care e sono cucinate mediocremente. lo stile alimentare del futuro, per motivi etici, sociali, ambientali, va nella direzione di una DRASTICA DIMINUZIONE DELLE PROTEINE ANIMALI, chiunque si interessi seriamente di cibo dovrebbe saperlo. Finche’ Eataly sara’ questo trionfo opulento di carni, pesci, formaggi…. si potra’ parlare di di un operazione commerciale molto trendy, ma culturalmente misera. Speriamo che veleggiando in mezzo all’ atlantico, insieme ai presunti saggi, l’ aria fresca dell’ oceano gli schiarisca le idee……
Prima di leggere questo commento ero convinto di essere:
1) seriamente interessato al cibo
2) mediamente acculturato
3) di avere a cuore le dinamiche etiche, sociali ed ambientali
Evidentemente devo essermi sbagliato, chiedo umilmente scusa.
Per provare a rimediare, oggi pomeriggio andro in mezzo al mare, nella speranza che una ventata mi rinfreschi le idee.
Ho un dubbio, sarà salutare andarci dopo aver mangiato quei duecento grammi di pasta alla carbonara e quel chilo e due di fiorentina al sangue che sono pronto a cucinare ?
Ciao
” Gli italiani consumano in media 250 grammi di carne al giorno pro-capite, 92 chili all’ anno. Le quantità consigliate dal punto di vista nutrizionale e della salute, si aggirano sui 500 grammi a settimana: non è una buona abitudine.” estratto da La Repubblica 15/04/2011 articolo di Carlo Petrini. notoriamente PETRINI NON E’ UN PERICOLOSO VEGANO. comunque l’articolo e’ molto interessante te lo consiglio, pur da una prospettiva opposta, offre spunti di riflessione sul nostro stile alimentare, a base di proteine animali, insostenibile per il futuro. Se poi hai a cuore le dinamiche etiche, sociali ed ambientali, umilmente ti consiglio di allargare le tue fonti informative……..per esempio
http://www.saicosamangi.info e altri siti simili. Eataly vuole essere un progetto alimentare sano e eticamente corretto? un faro di sapienza alimentare nel mondo? allora e’ molto migliorabile.
certo, ci può stare, ci può stare tutto, anche la cucina vegana, ma se VEDI eataly solo come un “trionfo opulento di carni, pesci…” beh, io insisterei con quantità industriali di carote, sono ottime per la VISTA, si possono mangiare no?
ciao
guarda che il discorso e’ serissimo! su un sito come questo, trendissimooo, pensavo di trovare persone piu’ curiose di approfondimento…………
Sicuramente Petrini NON è un pericoloso vegano, come sicuramente non sta scritto da nessuna parte, ancor meno da Eataly, che ti devi abbuffare ogni giorno di carne. Tutto è migliorabile, tutto. Di questo ne sono certo. Dato che a volte farinetti legge dissapore, perchè non lanci a lui qualche proposta: come vorresti “l’eataly vegana”? Vai a vedere che non l’accolga. ciao
Però se mi toglie il ristorantino dei salumi e formaggi.. faccio un casino….
Eataly vegana…….utopia, ovviamente. e’ vero che non sta scritto da nessuna parte che bisogna mangiare carne, pesce, formaggi tutti i giorni, quindi non e’ un’ accusa. e’ un invito ad approfondire uno stile alimentare, quello vegano, in forte espansione, che necessita di vetrine importanti e diciamo piu’ istituzionali, per diffondersi maggiormente. Chiaramente non bastano 3 scaffali; quelli li trovi dappertutto. Seriamente credo che un investimento culturale di questo tipo, con ristorantino annesso, corsi pratici e teorici e tutto l ambaradan pubblicitario che Farinetti mette in campo, giustamente, per promuovere le sue iniziative, gli riserverebbe delle sorprese…. anche economiche!! Speriamo che si incuriosisca leggendo questo commento! potrai frequentare il ristorantino vegano………quando ai salumi e formaggi trovi la coda!!!!!!!!!
Prima passo da pasta-pizza, poi, magari, vengo al vegano.
ciao