
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que

Piangete come fontane al pensiero di ordinare da un iPad? Non mi rivolgo ai nerd (come te e me), gente poco raccomandabile che ha come stella polare la più bieca tecnologia. No, non siamo noi i frignatori. Parlo alle persone normali che vanno al Marchesino di Milano (normali?), se dico sciurette e cummenda sembra una macchietta, ma insomma, i frequentatori tipo dei ristoranti di Gualtiero Marchesi. Ecco, ve li figurate alle prese con 8 iPad? Con magari Gualtiero che fa il dimostratore: “clicchi su per pasta e riso e giù per i dolci, duiuspicinglisc?, clicchi in mezzo”.
Non so, non mi scatta mezza salivazione, e sì che ci sono tutte le info, le foto dei piatti, gli ingredienti, le eventuali allergie collegate al piatto.
Tra l’altro, quella del Marchesino non è un’anteprima. Avevamo già visto la tavoletta della Apple al risto La Credenza di San Maurizio Canavese, in provincia di Torino, solo che lì è servita a mandare in pensione la carta dei vini.

Il vino si può scegliere per la sua geografia o per il vitigno, districandosi tra bianchi, rossi, spumanti e champagne, oppure per fasce di prezzo. In ogni caso si potrà sapere tutto di ogni bottiglia e scegliere con cognizione di causa confrontandosi con i suggerimenti del sommelier.
Mmm, tempi grami per i poco tecnologici, o per chi come me pistola tanto coll’iPhone che quasi si siede a tavola per smettere. Ma dobbiamo imparare a venire a patti con le nostre emozioni. A New York capita già di mangiare nel futuro.

4food è un fast-food iper-connesso e “salutare” appena aperto a New York. Si possono fare ordini online personalizzati scegliendo il tipo di pane, la carne, le verdure per i vegetariani, i condimenti e altro ancora. Il wi-fi è gratis, ogni tavolo ha la sua presa per la corrente, un gigastesco schermo mostra i twit e i messaggi su Facebook riguardanti 4food, i camerieri sono dotati di iPad e divisa Adidas, e la missione è de-spazzaturizzare il fast-food usando ingredienti locali e di qualità.

Poi c’è il marketing. Create il vostro hamburger sul sito del locale, dategli un nome accativante, e usate Twitter, Facebook, o anche un video di YouTube per convincere i vostri amici a comprarlo. Ogni volta che qualcuno ordina il vostro hamburger 4food vi accredita una cifra, la possibilità di mangiare gratis è concreta.

Troppo tecnologia? Superflua? L’attenzione non dovrebbe essere sul cibo? Vi spaventa l’idea che i ristoranti del futuro siano così, o al contrario, ipad + ammennicoli vari rappresentano una gran comodità e Facebook tutta pubblicità gratuita? Tanto, che lo si voglia o no, sarà la tecnologia a farsi ampie beffe della nostra arretratezza?
[Fonti: Repubblica.it, Altissimo Ceto, New York Times, 4food, immagini: Gizmodo, CNet, Eater]
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io dico: “dipende”
sarà che sono antica, che vivo l’esperienza del mangiare come qualcosa di assolutamente coinvolgente la sfera delle emozioni, che mi fa un bel pò tristezza immaginare, ad esempio, una tavolata di persone uscite per cena cazzarare singolarmente con l’ipad e perdersi in percorsi futuristici e ipertecnologici, dimenticandosi l’aspetto della condivisione che resta un plus del cibo.
I piatti li vedo su uno schermo e l’attesa? quel tempo che passa tra il chiedersi come sarà il piatto scelto, come verranno composti quegli ingredienti di cui l’immaginazione mi aiuta a sentire già il profumo…
“a me me pare proprio na strunzata!” (CIT.)
io mangio al ristorante, cazzeggio all’apple store. Chiuso.
A quando un bell’apple FOOD store?
con le mele si fa un sacco di roba e poi una al giorno si sa, leva il medico di torno.
Questa mattina ho letto un post in un blog, che non sto a pubblicizzare, anche perchè è relazionato ad uno dei più bei e-commerce, di nuovissima generazione, esistenti sul web, che citava il seguente titolo: ” Il bello non é ostentazione o esibizione, ma l’eccellenza nelle forme e nella funzione, nei sapori e nei profumi”.
Leggendo il post emergeva una grande verità :”I beni NON sono più acquistati dai consumatori solo in funzione dei loro bisogni individuali, ma anche secondo principi di riconoscibilità sociale.”
Sono quei principi di riconoscibilità sociale che fan si che l’ipad arrivi su “alcuni” tavoli come supporto indispensabile per la valutazione del piatto che si sta attendendo.
Chi si sente parte di questo modello sociale apprezza la “funzionalità” dell’ipad, chi non appartiene, lo sogna.
ma una volta non si pigliava sempre per il culo quei ristoranti che ti portavano il menu con le foto dei piatti? E quelli che le appendevano fuori dalla porta con la classica catenella? O il sushi finto?
Ok, ok…l’ipad fa più fico
Anche Gordon Ramsay nel suo tre stelle a Londra utilizza l’iPad per la carta dei vini.
A parte il fatto che sono un maniaco della tecnologia e tutte queste cosucce mi intrigano non poco, che ci vuoi fare? Questo è il futuro o ti adegui o sei tagliato fuori. Non nell’immediato per carità (si sopravvive lo stesso), ma più vai avanti, più sarà difficile stare al passo.
mi piace tutto tranne le foto dei piatti. il menu su ipad con la lista degli ingredienti è una figata, le foto dei piatti però no: si perde la poesia, quella dolce attesa in cui aspetti il piatto immaginandoti come sarà. se invece già l’hai visto….
e poi i piatti, essendo un prodotto fatto al momento, difficilmente verranno identici tutte le volte
così si rischia di omologare un prodotto artigianale e forse significa anche dare troppo peso all’immagine.
cosa succede se in cucina un piatto esce diverso dalla foto sull’ipad? il cliente può lamentarsi? e se in cucina c’è l’ossessione dell’immagine, siamo sicuri che questo non vada a discapito del gusto finale? mha…..
Le foto dei piatti no, non mi piacciono… un piatto con gli stessi ingredienti può uscire in decine di modi diversi!
Ma l’idea della carta dei vini sull’iPad mi piace parecchio e siccome proprio domani me ne compro uno, quasi quasi….
Lo avevo destto e scritto che l’unico uso del marchingegno era prorio nei ristoranti. Troppo facile previsione.
Pingback: Il Marchesino a Milano e l’iPad « BLOGVS
Ci sono appena stato – pochi minuti fa ero lì – e dico che è divertente. I piatti si visualizzano davvero molto bene. Certo, magari l’iPad non sarebbe adatto per un ristorante di cucina “alta”, ma per un posto trendy-chic (trendy si fa per dire: solo quattro tavoli occupati un sabato sera…) come Il Marchesino è perfetto.
La vera notizia, però, è che il ristorante è molto migliorato. Rispetto all’esordio shock, in cui non funzionava niente, a partire dalla fattura dei piatti, non c’è paragone. Cucina tendenzialmente semplice, con pochi richiami ai piatti storici del Maestro, ma ben preparata. Purtroppo: prezzi (prevedibilmemte) assassini.
L’utilizzo di questi dispositivi sarà il futuro, noi al Castello Malvezzi di Brescia lo usiamo da luglio e abbiamo avuto un riscontro notevole. Ovviamente alcuni clienti erano un pò restii ma poi si sono adattati e sono rimasti colpiti dalla cosa.
Visto il successo abbiamo aumentato il numero di iPad e lo amplieremo anche al nostro altro Ristorante il Carlo Magno oltre a permettere anche ad altri ristoratori interessati di acquistarlo visto che il costo di sviluppo è stato molto alto.
Se anche marchesi ha seguito la nostra idea, credo che sia proprio il futuro!
Davide
Noi abbiamo sviluppato un prodotto simile da tempo. L’ipad fa scalpore perche’ c’e’ apple dietro.
Il nostro prodotto e’ piu’ economico e manegevole. Un menu completo in 330 grammi, 7 pollici senza scarificare funzionalita’ ed usabilita’.
kondivido pienamente l’utilizzi dell ipad , noi lo usiamo in pizzeria…..