
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que

Ho pensato che chiudermi in un frigo ospitale, reparto congelatore, fino a quando i menù dei ristoranti italiani verranno bonificati dalle tartare di tonno sia un’idea vincente. E ogni volta che vedo scritto paccheri, ancora paccheri, fortissimamente paccheri penso subito: “drogate lo chef. fatelo dormire. in qualunque modo”. Capitolo gamberi. Con tutto il bene che gli voglio, i gamberi tra gli antipasti anche no, lo chef che mette i carta gli spaghetti gamberi e zucchine viene tosto retrocesso alla voce “lotta per la salvezza”. Ah, proibiti gli sformatini di verdurine con le salsine di pisellini. E la crema catalana is so overrating overrated. Echemidite dei dolci al cioccolato con il “cuore morbido”?, aridatece la panna cotta, piuttosto.
E voi, gastrofanatici, di cosa siete arcistufi? Va bene, per i meno avventurosi di noi trovare in carta i soliti piatti può essere rassicurante, ma certe cose proprio non le sopportiamo più. Quali voci del menù associate di corsa al pensiero: “Okay, questo ristorante non è interessante come pensavo”?
[Immagine: Flickr/LoveFlorida]
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Overrated semmai
Sarò banale. Del filetto al pepe verde non se ne può più già dal ’92. Per non dire della tagliata con rucola e scaglie di grana, quella la trovi pure nelle mense scolastiche. Via, ci metto anche un paio di primi. L’orzotto no, vi prego, il cugino sfigato del risotto sa di bava. E la pasta al kamut o al farro no? Faranno pure tanto macrobiotico e tanto chic, ma non se ne capisce il motivo.
beh, un po’ di rispetto per i celiaci o gli intolleranti. no?
brava hai propio ragione nn se ne puo’ piu’
tutta la roba “allo scoglio” e “terra e mare”, gli articoli e gli aggettivi possessivi ai piatti, so snob! (“la tagliata di manzo con la sua riduzione…”)
non ne posso piu’ delle uova di Parisi.
Anche io, anche io. Qualcuno ormai penserà che sia lui a farle. Come il culatello di Spigaroli. Basta, for god’s sake
Già, ai pesci quei due spacciatori di schifezze, lapidiamoli, di uova di Parisi e di Culatello di Spigaroli non se ne può più, ce n’è talmente tanto, ieri mattina al bar al posto del caffè mi hanno dato uovo e Culatello.
Ma quali multinazionali, ma quali fornitori omologati, ma quali agnelli pré salé ovunque: gli spauracchi ubiquitari sono l’uovo di Parisi e il Culatello dell’Antica Corte Pallavicina.
Ironia forse banale, ma spero bastevole a capire che queste due cosette sarei ben felice di trovarle anche più spesso.
anche io dico tagliata con la rucola e filetto al pepe verde.
quelli non sono una moda, sono una fissazione.
la cosa peggiore sono i ristoranti (tanti) che hanno la tagliata già pronta e te la riscaldano al microonde prima di servirtela.
poi, spaghetti gamberi e zucchine, ormai sono rimasti solo nelle pizzerie, con i gamberetti surgelati e la pasta scondita.
la pasta nella foto sopra è….oscena !!! peggio dei 4 salti
Sottoscrivo il commento di jade (ed estendo quanto commentato ieri): dai menu DEVONO sparire gli articoli determinativi e gli aggettivi possessivi.
E i diminutivi! terribili anche quelli.
il peggiore di tutti è l’aggettivo “piccantina”
E i puntini di sospensione per ogni piatto del menu? C’è un ristorante quotatissimo italiano, pluristellato, che ha una carta che pare un cruciverba da completare…
Piazza Duomo per caso?
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/pag3/45.gif[/img]
siate clementi (Muzio), allegro e spiritoso n.2
settembre ’08: compleanno di un amico trapiantato a Milano, due macchinate di parmigiani sfrecciano sulla A1 milano-napoli per andarlo a festeggiare. Cena che si terrà nel risto di un’amica in comune, menu anticipato via mail ad altri ma non al sottoscritto: sono alla guida, in qualità di gastrofan del gruppo mi sento in dovere di sbandare in rettilineo quando sento elencare «di primo ci fa i paccheri col ragù di cinta senese…»
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/46.gif[/img]
parto subito col repertorio da ignorante informato: e la cinta senese non esiste, e i paccheri a Milano allora la polenta a Caserta, sta di fatto che a due anni di distanza quei paccheri me li sogno alle undici del mattino; apposta prima di invecchiare scenderò a Vico per sperimentare la teoria da soprammobile riproduttivo, e insomma spiacente ma ho chiuso coi pregiudizi da eremita nel frigo.
tanto più che nel senese, ma anche in tutta la toscana, non si spreca il ragu con materie diverse dalla pasta all’uovo fatta in casa o i pici.
Più in generale, sono stufo dei ristoranti e delle osterie dove chi prende le ordinazioni decide di “raccontarti” il menù: “Ora vi raccontiamo cosa ha preparato la cucina per voi”. E via con un pistolotto che suona come se le tagliatelle di grano saraceno e il petto di faraona fossero i protagonisti di un noir indiavolato. Il menù, più che raccontarlo, non lo si può semplicemente illustrare? Magari senza troppi aggettivi e in maniera sobria e pulita?
Io sono stufa di NON trovare il menu. Vorrei leggerlo e non ascoltarlo, vorrei poter decidere soffermandomi quanto mi pare sui diversi piatti e non essere costretta a chiedere “può ripetere?”
e per cortesia basta con le “linguine alla Geppo” o la pizza “a sorpresa dello chef”. viva la fantasia, per carità, però ditemi costa sto per mangiare, mi sembra una pretesa legittima. o comunque, almeno che i camerieri non si scoccino se per la decima volta nella serata devono spiegare il mistero di Geppo.
Con tutto il bene che gli voglio, i gamberi tra gli antipasti anche no
forse era meglio scrivere: con tutto il bene che voglio loro…
Quotissimo tagliata rucola e grana, filetto al pepe verde…. e c’è chi li ordina pensando di fare pure il figo…hihihihihihiih
Basta con il tortino al cioccolato e la tagliata con la rucola.
Bisogna vedere che tonno che gamberi, che zucchine. Non capisco questa tendenza di fare di tutta l’erba un fascio. Un po come per il minestrone.. mah
Sono assolutamente d’accordo: se i prodotti sono selezionati e ben assemblati… bhè il gusto non può che essere conseguentemente appagante!
Oltretutto, a mio avviso, taluni piatti, nati forse in una fucina creativa, sono progressivamente diventati comuni e consueti, ribadisco, l’importante è che siano ben eseguiti!
Resta sempre la scelta di ordinare altro, o no?
anche io, assolutamente d’accordo.
infatti ho parlato di “pasta scondita” “gamberetti surgelati” e “tagliata riscaldata al microonde”
è chiaro che una linguina di gragnano al dente con gamberi freschi appena scottatii e zucchine saltate in padella ma non spappolate….può essere sempre un gran piatto
Ecco!!!
ora si che ci siamo!! Parlando con alcuni ristoratori che presentano nel menù alcuni piatti da anni, mi è stato detto che molti clienti arrivano lì proprio per gustare quelle ricette.
Quando sono nei ristoranti che preferisco, lascio fare molto volentieri allo chef perché so che non mi delude mai.
Oohhh… finalmente la voce del buon senso! Bando agli snobismi: quello che è buono, buono resta. Sono le imitazioni malriuscite e al risparmio quelle che stancano.
Altrimenti la tradizione in cucina cosa sarebbe?
parole veramente molto sante.
sono daccordo con andrea, come la moda, molti di questi piatti vengono riprodotti in chiave attuale spesso con risultati assai interessanti, talvolta ironici.Ovvio che parlo di locali che fanno ‘cucina’, vedi le reinterpretazioni di vitel tonne’, le zuppe inglesi…
Io invece sono stufo di vedere nel menù quegli asterischi che rimandano ad una sbeffeggiante spiegazione: (l’ alimento in questione) potrebbe essere congelato.
Più di una volta ho avuto la tentazione, al momento di pgare il conto, di farlo con un bigliettino con sopra scritto: “questi potrebbero essere x euro”.
Io sono stufa di trovare la tagliata di tonno, di solito in crosta di semi di sesamo
paccheri come simbolo della mancanza più totale di personalità, soprattutto quelli nella versione più diffusa, i temutissimi “paccheri coi pendolini”
la prima volta che mi sono reso conto di quanto i paccheri fossero il simbolo del vacuo in cucina era nel menù del ristorante di un conoscente che prima aveva una birreria dove al massimo serviva fritti e panini
Io oso: basta col maialino cotto a bassa temperatura!!!
E’ perchè non ti piace?
Oppure perchè ne hai mangiato troppoe troppo spesso?
Oppure perchè mediamente è fatto con un maialino scadente e mal eseguito?
Perché è la novità di Pulcinella
Ma ti piace il suo sapore oppure no? E’ questo che vorrei capire!
) le mangerei anche tutti i giorni: sai che novità sti due piatti…
…io carbonara e (a)matriciana (specialmente se di arcangelesca fattura
Mi piace per la sua tenera consistenza, ma viene presentato come una succulenta novità e quando chiedo alternative casca il palco… ops!
Di sicuro non lo mangerei tutti i giorni… Su questo condivido il tuo piacere di una buona pasta con ottime materie prime
Purtroppo per motivi logistici non ho ancora avuto il gran piacere di desinare dal mitico dandini, ma per ora mi accontento: proprio ieri sera mi sono fatta due spaghetti al farro Felicetti con cipolla di tropea e olio pianogrillo: alle volte basta così poco per raggiungere la pace dei sensi, non è vero???
Secondo me andrebbe fatto un post ad hoc attraverso il quale cercare di capire le motivazioni che spingono gastrofanatici e non ad andare a cena fuori: ricerca di cucina classico/tradizionale (del tipo: vorrei una bella cacio e pepe ed un succulento agnello al forno con le patate ma non ho modo/tempo di prepararli…), esasperata ricerca di cucina innovo-creativa (del tipo: voglio sapori nuovi, abbinamenti inimmaginabili ma non ho la capacità/fantasia di realizzarli…) oppure secondo la considerazione “oggi ho voglia di…”
che ne dite quando nel menù trovate piatti dove viene indicato anche il nome del negozio di scarpe dove si serve lo chef , condito da diminutivi e vezzeggiativi varie spesso con errori ortografia tipo questo piatto che ho trovato nel menù di un ristorante “gourmet” che addirittura nel proprio sito ha copiatointegralmente il redazionale del sito del rist. “dal pescatore” a canneto : filetto di tonno scottato al sale con fagioli e cipolla d tropea – se qualche chef all’ ascolto può spiegarmelo perchè io non riesco a capire l’ esecuzione – orecchiette con alici di sciacca al pistacchio , pachino e ricotta salata – come si fanno le alici al pistacchio ???
per favore una risposta
Non ho capito la storia del negozio di scarpe, seriamente.
cioè dove ti indicano il sale che usano , il pepe , la particella catastae della pianta di oliva da dove viene l’olio ecc….
vabè quello è pianogrillo, si chiama così l’olio, non è colpa dei ristoratori
-La tartare di Angus + la tagliata di Angus…e la razza piemontese…cos’é? poco chic forse?
-tonno scottato (generarlemte con il sesamo)….non sarebbe meglio evitare di mangiarlo per un pò di tempo?
Certe cose si trovano quasi ovunque, anche al bar con cucina….
che triste!!
sulla carne due motivi principali:
1. l’angus (soprattutto irlandese) ha un buon rapporto qualità/prezzo la piemontese sarà anche ottima (forse è il top per farla alla griglia) ma ha un costo alto e non tutti i clienti (purtroppo) sono disposti a spendere.
2. la distribuzione. Il mercato è invaso di questa tipologia di carne i fornitori provano a vendertela in tutti i modi… e spesso ti lasciamo poca scelta inoltre molti ristoratori sono “pigri” e non vanno a scegliersi le carni.
Che uno poi vuole anche far finta di andare avanti a leggere ma su questo commento sono proprio inciampato.
PIEMONTESE TOP PER LA GRIGLIA????
Ti va di convincermi?
Per me è uno scandalo seguita a ruota dalla Chianina
Mi vuoi illuminare?
trattasi di refuso… vole dire forse NON è il top per la griglia come non lo è la chianina…
in generale le carni italiane non sempre le trovo soddisfacenti alla griglia
ma se ne avessimo parlato di persona mi avresti preso a schiaffi??
no però sono molto sensibile ai discorsi della carne italiana spacciata per eccellenza!
Perchè mai non dovremo mangiare la Piemontese, l’ottimo angus, o il tonno mah io mica capisco, il fatto che si trovino ovunque non significa certo che siano uguali ovunque. Comincia a chiedere i certificati di provenienza di quello che ordini e poi ne riparliamo
perfettamente d’accordo. Inoltre a parità di prodotto lo puoi cuocere bene o male…
Non sarà che il mondo della gastronomia sia diventato troppo snob e alla ricerca della novità a tutti i costi?
Se in un menu trovi il tonno e non ti piace semplicemente puoi non ordinarlo.
Il tonno rosso siciliano non è il blufin dell’oceano indiano per esempio
sì ma si sta parlando di ricette banali, cioè di furono novità ora ridotte a topoi luoghi comuni del menu globale.
non dimentichiamo la pasta panna, piselli prosciutto che ancora si vede, eccome.
Basta con le Mercedes grigie.
Basta con l’uomo in giacca e cravatta e la signora truccata.
Basta con il bidet.
Basta con i tavoli a sedere nei ristoranti.
Basta.
sono stufo di vedermi arrivare una miriade di amouse bouche che magari non mi piacciono nemmeno e poi trovarmi nei piatti che ho ordinato microporzioni che non sento neanche il gusto attila
…la mia non era una critica all’Angus o al tonno…ma alle cose sempre uguali, sempre le stesse che si trovano in giro. E per lavoro giro parecchio…
il massimo e’ stato (io sto nelle marche,in un paese attaccato al mio)un ristorante greco,dove il menu’ era scritto in greco senza nessuna spiegazione in italiano. Quello si che si poteva fare a meno!!!!Chiamo la cameriera e a parte tzatziki e moussaka che li conoscevo mi sono fatta spiegare che cavolo c’era da mangiare.
P.S. i proprietari erano italiani
io non ne posso più dei nomi dei piatti lunghi cinque righe, che ci metti dieci minuti a leggerli; ultimamente poi ci sono inseriti pure i dettagli fornitore per fornitore e sembra davvero che Parisi sia come il prezzemolo
please, elenco dei fornitori alla fine del menu, da leggere a richiesta
leggo a fine articolo: “Okay, questo ristorante non è interessante come pensavo”?
Mia modesta considerazione: vista la grandissima possibilità, mi sembra molto più semplice scegliere il “proprio” ristorante (casa propria compresa) piuttosto che :cucinare/scrivere il menu/recitare il menù/scegliere le portate/ecc… ecc…. in funzione delle “esigenze” di tutti i clienti di ciascun ristorante.