Cinquecento lire


Cinquecento lire degli anni '70-80Pagavamo ancora con i gettoni racimolati per casa, pensate che festa quando ci allungavano la banconota da 500 lire. Rimossa la raccomandazione di portare il resto appena usciti di casa, cominciavamo a scialare il capitale. Io più o meno così: ghiacciolo Arcobaleno Eldorado, quattro gusti—amarena, arancia, limone e menta— in un colpo solo (100 lire). Concertino Motta, stecco alla vaniglia con granella di biscotti e l’ingrediente killer, il variegato all’amarena (200 lire). Sacchetto di caramelle mou alla panna, quelle con la carta bianca e azzurra (50 lire). Pacchetto di Gomme del ponte Brooklyn Gustolungo (100 lire), bicchiere di spuma al ginger (50 lire). E dalle vostre parti, come si scialava dalle vostre parti? [Ispirazione: friendfeed/Livefast]




23 commenti a “Cinquecento lire”

  1. alfredo alfredo commenta:

    Rosetta con il salame milano tagliato fine con la Berkel lire 100! Chinotto, gassosa Jommy, Acqua e menta Sacco lire 50, gelato vero alla panna, lire 100.
    Altro che gusti omologati!
    Le cicche della Perfetti, ecco quelle me le ricordo, ma mi ricordo meglio la marmellata di fichi e il risotto dell’asilo!
    Poi la Spuma al ginger non esisteva, si chiama ancora Spuma, o Spuma Nera, e Ginger, ginger rosso.
    Il Ginger migliore era quello della Recoaro.
    Adesso esiste ancora la Spumador

    http://www.spumador.com/ourBrands/bevandeGassate/spumador.html

  2. Fiorenzo Sartore commenta:

    la panna sul cono presa in latteria, con un velo di cannella. sulle duecento lire credo, le rare volte che potevo scialare uscendo da scuola. era il 1974. qualche giorno fa m’hanno spolverato di cannella la panna sul caffe’ ed ho avuto una madeleine schiantante.

  3. thebigfood thebigfood commenta:

    Penso di essere un po’ piu giovane degli scriventi finora…
    La mia paghetta era di 5.000 lire che spendevo principalmente al baretto dell’oratorio in ciocori’(rigorosamente bianco), caramelle fragolone e soprattutto in chili e chili di Goleador.

    Saluti
    Giacomo

  4. Riccardo commenta:

    Per me 500 lire equivalevano a ben 10 pacchetti di figurine per l’album dei giocatori di calcio…. una goduria!

  5. Massimo D Massimo D'Alma commenta:

    Ahia, ho ricordi davvero confusi…ricordo il
    croccante all’amarena, 150 lire credo o giu’ di li’…

  6. Massimo D Massimo D'Alma commenta:

    Visto? Avevo dimenticato la coppa rica, sempre all’amarena, 250 o giu’ di li’…

  7. Con 500 lire…ben 5 scatole di soldatini Atlantic (Gli Airfix costavano moooolto di più) -> http://www.freewebs.com/atlanticplus/hai%20100%20lire.JPG

  8. saria saria commenta:

    Cinquecento lire…, ricordo meglio come le spendevo quando andavo a fare la spesa per mia mamma! Un chilo di pane 160 lire,
    il cacicavallo 900 lire al chilo, qualche volta ci usciva un pacchetto di caramelle Charms di 60 lire o le patatine a 30 lire
    per me. Un astuccio di pennarelli da 12 costava 500 lire: magnifico quando riuscii a possederne uno tutto mio…!
    I bambolottini sul sediolone alti 10 cm. costavano 120 lire,
    mi facevo dare 10 lire ogni sera da mio padre per comprarli qualche volta. Evviva, ero felice!

  9. Tommaso Farina commenta:

    Questo thread è istantanea d’una amara realtà: ormai siamo tutti dei vecchiacci ammuffiti.

  10. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Napoli, 1975 circa. 250 lire la pizza da Gigino in Via Cavallerizza (seduto al tavolo), il cono gelato da Certus con la migliore panna della città all’uscita da scuola in Via Nisco a 50 lire (l’alternativa era l’arcobaleno a 20 lire o lo zoom, quello a punta, per 5 lire in più).
    Il resto veniva speso per le bustine dei calciatori che costavano 10 lire.
    A Napoli si viveva ancora bene.

    • Giampiero Prozzo Giampiero Prozzo risponde:

      Mi hai risvegliato una marea di ricordi…
      E di “Pazziella” in Piazza Ascensione, mitico negozietto di caramelle, lecca lecca (quelli piatti con la bustina appiciccata mica i Chupa Chups che mangia mio figlio) e qualche giocattolino misero ma non ancora made in China ?
      E la brioche a treccia del bar “Volpicelli” da portare in classe alla elementare De Amicis?
      E le spese di cartoleria per la scuola da Piccirillo?
      500 lire erano forse già poche invece per sognare intorno alle vetrine di “Campione Sport” …
      P.S. La pizzeria Gigino era nota con il prefisso “o’ fetente” probabilmente per la modestia del locale e per l’igiene non scupolosa nonostante si trovasse in una zona assolutamente di elite della città.

      • gualtiero guadagno gualtiero guadagno risponde:

        la pizzeria era “gigino ò suzzuso”, credo…fetente è più nobile come termine ma indica anche una persona poco corretta ma non necessariamente poco attenta all’igiene come, appunto, (la pizzeria di )gigino…
        io, però ricordo anche, da piccolissimo, primi ‘70 le figurine a 5 lire…
        saluti
        gualtiero guadagno

    • Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano risponde:

      150 lire Topolino, direi 1974. Il Giornalino 1976 circa 200 lire all’uscita dalla Morelli al Vomero. Poi c’era il cornetto con l’amarena di Caffè Flory a Via Luca Giordano o la brioche con la palletta che veniva subito decapitata senza attendere la ricreazione (ma qui era la dotazione standard da prendere andando a scuola e quindi non ricordo il prezzo). Il massimo della goduria era l’amarena ricoperta di cioccolato di Gayodin, che stava sul marciapiede opposto e che comportava un certo accumulo di ricchezze per comprarne un paio (andava ad etti) al pari del foresta. La cosa incredibile è che non arrivavo a 10 anni e andavo in giro anche se solo per tre strade (Luca Giordano, Cimarosa, Merliani). Ora a 10 anni forse si va dall’ascensore all’auto…

      D’estate, gelato come ricorda Bernardi. Ma io ero capace di comprare pure il Dalek (o un nome del genere) che ti lasciava la lingua di un colore azzurro profondo…. Ah ecco anche le patatine dalla salumeria su via Cimarosa che avevano in regalo l’omino con lo scheletro in lamelle che quando gli piegavi due volte le braccia si spezzava. Un vero tesoro al prezzo di 150 lire.

  11. pongante pongante commenta:

    Metà anni ‘80: 200 lire di focaccia barese, 200 lire quattro pacchetti di calciatori Panini per poi giocare con gli eventuali doppioni con gli amici, 100 lire una partita a “Nibbler” o “Lady Bug”

  12. eggi eggi commenta:

    ricordo i gettoni e il loro raddoppio .. la mia prima speculazione monetaria che fruttò il 100% a breve termine…altro che borsa

  13. Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Sorry Giampiero, ma io preferivo la cartoleria Italia a Piccirillo :-) . Poi, all’ uscita della De Amicis, una valanga di pizzette da Moccia, il costo pero’ non lo ricordo grazie alla solidarietà di mio padre che mi apri’ un conto per evitarmi la cucina di mia madre :-)

  14. Maurizio Uliano commenta:

    Ecco le mie cinquecento lire datate 1978 (8 anni):

    10 pescetti di liquirizia dal tabaccaio (100£)
    50 grammi di pizza bianca dal pizzettaro sardo (50£)
    1 bicchiere di spuma Appia dal vinaio, nel bicchiere che sapeva di vino (50£)
    1 croccante algida al cioccolato (200£)
    1 carrarmato perugina (100£)

    Le figurine le compravo solamente appena uscito l’album, poi andavo avanti con gli scambi e giocando.

    Irresistibile il fascino dell’amarcord.

  15. gianpaolo gianpaolo commenta:

    cinema e pezzo di schiaccia 200 lire. Quando me lo aumentarono di 50 lire ormai avevo comprato la schiaccia e ci rimasi malissimo e fuori dal cinema.
    Mi ricordo anche la miscela per la vespa, 50 lire.

  16. vito siragusa vito siragusa commenta:

    Io ricordo una volta,chiesi le 500 lire a mio padre una domenica mattina per andare a spasso con i miei amici per pssare una giornata diverse dalle altre.Era il 1980.Mio padre mi rispose ,quanto 400 lire ,cosa devi fare con trecento lire , tieni duecento lire e portamene cento di resto.Quelli si che erano tempi d’oro.

  17. Patrizia Patrizia commenta:

    Correva l’anno 1971 o 1972, essendo ancora abbastanza piccola non ricordo il nome o la marca del gelato: si trattava di un cilindro con una cannuccia inserita sul fondo faceva uscire il gelato da tubo.
    Alla fine con la cannuccia si succhiava il gelato sciolto sul fondo.
    Qualcuno lo ricorda ?

    Patrizia

  18. MARCO MARCO commenta:

    PER GLI AMANTI DELLA NOSTALGIA :)

  19. Dolcini Dolcetti Dolcini Dolcetti commenta:

    Ma che bel post!!!! Io sono appassionatissima ma non ero ancora nata a quei tempi! La banconota da 500 in carta, chi l’ha mai vista? Però i gettoni li usavo anche io, e allora si andavano a comprare i ciuccetti la domenica prima di andare a messa, il gelato era il Sansoni e le merendine quelle del Mulino Bianco con la sorpresa a scatoletta di fiammiferi.


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