Come rimediare al “No Show”, chi prenota al ristorante e non ci va


La parola del giorno è “No-Show“. “No Show” definisce l’irrisolto rapporto dell’italiano con il suo ristorante, o meglio, con quello che avrebbe dovuto essere il suo ristorante. Mi spiego. Prenotano per 8: “ci vediamo sabato prossimo alle 21″. Da gestore ammodo quale sei prendi il numero di telefono e il giorno prima dell’ora X chiami per la conferma. Nel frattempo, le emozioni sono sollecitate fino al limite, continuamente: “verranno… non verranno”. Fai calcoli e congetture: “i 6 li metto qui, gli 8 lì”, uff… la tensione è forte.

Sabato alle 21 gli 8 non vengono. E (magari) 16 hanno disdetto all’ultimo minuto. Incazzatura irriferibile ma solita espressione cortese, eh sì, il cliente è il cliente. A fine serata ci pensi sù: cosa m’invento per risolvere il problema del no-show che ogni settimana si porta via il 20% dei coperti?

Non prendo più prenotazioni? Chiedo il numero di carta di credito e applico una penale? Voi cosa fate? O cosa non avete il coraggio di fare che invece andrebbe fatto?

[Immagine: Facebook/Fabio Capacchione]




74 commenti a “Come rimediare al “No Show”, chi prenota al ristorante e non ci va”

  1. Francesca Barreca Francesca Barreca commenta:

    A Roma le osterie da battaglia che lavorano di più non prendono prenotazioni, specialmente quelle con pochi coperti.
    Io per risolvere il problema del nosciò sarei per far pagare una penale e per la segnalazione in una lista “nera”: se sei in questa lista quando mi chiami per prenotare, dò la precedenza ad un altro. Mi spiego: io la spesa la faccio per te che mi chiedi quei posti e mi dici che verrai, e tu mentecatto ti comporti così SOLO perchè non mi hai dato un anticipo. Se entri in libreria e compri un libro, non puoi uscire senza pagarlo.
    Io lo interpreto come un furto.
    Senza parlare del fatto che molti non si presentano senza neanche avvisare…

  2. simonetta simonetta commenta:

    Mi sembra che siano i rischi del mestiere. Purtroppo bisogna rimettersi alla buona educazione del cliente che dovrebbe chiamare se non può presentarsi. Liste nere, penali e quant’altro mi sembrano un atteggiamento un pò eccessivo…clienti mentecatti? no, semplicemente maleducati.

    • Francesca Barreca Francesca Barreca risponde:

      Bah, ovviamente con “mentecatti” mi riferisco a quelli che lo fanno spesso =). Comunque forse sarà eccessivo, ma ho visto molti ristoratori in difficoltà per questo motivo, ed effettivamente mi rendo conto che Sì, c’è bisogno di qualcosa che li protegga, intendevo questo.

    • carlo carlo risponde:

      per dei clienti che prenotano e poi non vengono per il titolare la beffa o se volete il rischio del mestiere é doppio in quanto i prenotati non vengono e lui magari a rifiutato persone perché completo dalle prenotazioni.IO personalmente ho una lista NERA e quelli che mi hanno bidonato senza preavviso possono venire a mangiare ma senza prenotazione se il tavolo é libero bene se no problemi loro. io devo proteggere i miei affari e gli stipendi dei dipendenti oltre che le tasse.Essendo un piccolo ristorante di 25 coperti capite che un tavolo da 6 che non viene é tanto.in più il sospetto é che molte volte sono i ristoratori concorrenti che ti fanno questi scherzi cosi che loro possono lavorare meglio in quanto tu riservi i tavoli per persone che non vengono.da noi se hai riservato un tavolo per le 8 cinque minuti dopo se non hai avvisato del ritardo e considerato libero e dopo 20 dalla prima telefonata di ritardo perché andare al ristorante e da considerarsi come andare a uno spettacolo sai quando inizia e non arriveresti mai verso meta del primo tempo

  3. alessandrogourmet84 alessandrogourmet84 commenta:

    Si sono daccordo… sicuramente bisogna mettersi ai ripari ed è anche giusto!! D’altronde si lavora per guadagnare e quindi massimo rispetto per chi lavora. Però vedete a volte succede che nn si ha con se la carta di credito! Episodio spiacevole per me che l’hanno scorso nn ho potuto cenare in un 3 stelle michelin. E questo dispiace davvero tanto… ho rimediato quest’anno con carta di credito alla mano ;-) Questo è stato solo il mio caso! Ma un ragazzo che magari vuol portare l’innamorata per esempio all’enoteca pinchiorri? e si è messo il gruzzoletto da parte solo per quella sera nn avendo carta di credito? Penso che numero uno: rispetto del cliente che deve confermare almeno 1 giorno prima (obbligatoriamente altrimenti do via il tavolo) e numero due: Ristoratore abbi pazienza!! purtroppo la mamma dei maleducati è sempre incinta (come ha detto paolo marchi nel suo blog) ;-)

  4. Luca P Luca P commenta:

    Penso non ci sia soluzione. Anche perché se introduci regole restrittive tipo arrivare entro le ore x.30 o penali varie viene meno l’idea di andare al ristorante: passare una serata tranquilla senza l’ossessione dei ritmi della giornata.
    Per quanto mi riguarda il best no-show si verifica in giornate tipo pranzo di Natale quando alle 14.30 realizzi che il tavolo da 6 non viene e magari hai passato la mattinata a rifiutare prenotazioni!

  5. Tania Bastoni tpt commenta:

    Estiste un solo sistema che garantisca il ristoratore dal non ricevere bidoni: il rifiutare prenotazioni.

    Ci sono invece a mio avviso alcune precauzioni che se adottate possono far si che il rischio di “no show” sia limitato.

    Intanto per tavolate numerose è possibile richiedere un acconto (magari invitando il cliente a recarsi presso il ristorante per concordare il menu’): un po’ come accade per i banchetti per cerimonie.

    Inoltre, se si decide di accettare prenotazioni anche per piccoli gruppi o per coppie trovo potrebbe servire richiedere sempre e comunque un recapito telefonico di rete fissa. Ho infatti letto di ristoratori che si vedono rifilare numeri di cellulare che poi risultano irraggiungibili, spenti oppure di persone differenti da chi aveva prenotato.

    Specificare che se il ritardo supera i dieci minuti si verrà contattati telefonicamente (ed in questo caso vale anche la pena di farsi lasciare il recapito del telefonino essendo probabilmente il cliente già in viaggio verso il ristorante) e che nel caso nessuno risponda il tavolo verrà assegnato ad altri clienti.

    Infine conservare un elenco alfabetico dei nominativi di chi ha prenotato e bidonato. Cosi’ dal rinunciare alle prenotazione dei bidonatori di professione.

    Riguardo le disdette, sono convinta che il ristoratore ben sappia che puo’ accadere di non poter cenare nonostante la prenotazione. Un figlio con la febbre, la lavatrice che ha allagato il soggiorno, un qualsiasi contrattempo. Se è buona educazione disdire, sarebbe auspicabile che anche il ristoratore in questo caso mostri un poco di comprensione e non abbiai al telefono.

    Tpt

  6. Guk Guk commenta:

    Per questo motivo noi di Cibando abbiamo deciso di non offrire un sistema di prenotazione online. Non ne vedo il motivo visto che molti potrebbero semplicemente “No Show” e il ristoratore ci perderebbe molti soldi.

    Vorrei capire come molti ristoratori affrontano questo problema. Ho notato come diceva Francesca Barreca che alcuni ristoranti non prendono più prenotazioni tramite il telefono. Una volta mi hanno chiesto di passare per il ristorante e lasciare un deposito (per una cena di 8 persone) di €80.

    • Guk Guk risponde:

      Ai ristoratori chiedo cosa pensano di un sistema del genere:

      1) Il cliente chiama il ristorante per fare la prenotazione

      2) Il ristoratore controlla la disponibilità e gli dice di lasciargli un numero di cellulare e email e infine che dovrà pagare un €0,10-€1 euro per coperto (decide il ristoratore) per confermare la prenotazione

      3) Invia al cliente una pagina dedicata dove possono pagare con la carta di credito

      In questo modo potete limitare le prenotazioni fasulle.

      Opinioni?

    • Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo risponde:

      da cliente, preferirei lasciare il numero della carta di credito
      se devo passare al ristorante il giorno prima per lasciare un acconto (e magari passare un’ora in più nel traffico), cambio ristorante

  7. edvige belva edvige belva commenta:

    Anch’io trovo inammissibile un tale comportamento e sto molto attenta a disdire per tempo, se capita di non poter andare. Però mi è capitato anche di ristoratori che esercitano l’overbooking e di non trovare più il mio tavolo prenotato (es. Settembrini a Roma)

    • Ecco, l’overbooking non l’avevo mai sentito.
      Io penso che chiarezza e trasparenza siano sempre premianti.
      Ristoratore, esponimi le tue regole e io deciderò se essere o meno tuo cliente. Così saremo entrambi soddisfatti l’uno dell’altro.
      Non c’è nulla di male nella richiesta di fornire un n° di cellulare per il recall.
      Non c’è nulla di male ad avvisare che un ritardo non può superare mezz’ora, pena la perdita del tavolo.
      Non c’è nulla di male nemmeno a non accettare proprio prenotazioni o a chiarire che esiste un limite minimo di consumazione sotto cui non si può andare, almeno nei giorni di maggiore affluenza.

      Male c’è -come accadde anni fa al Giuda Ballerino a Roma- ad addebitare prepotentemente un menu degustazione in più ad un intero tavolo perchè uno dei prenotati non si era presentato.
      Male malissimo è l’overbooking.
      Peggio ancora quelle pizzerie (a me accadde anni fa a Roma, dal Poeta a Trastevere) dove ti siedi alle 20.30, avendo prenotato, e alle 21.15, mentre stai ancora mangiando il dolce, ti portano il conto senza che tu l’abbia chiesto.
      Perchè queste non sono forme di tutela corrette, a prestazioni corrispettive, del proprio business. Sono proprio abusi, che personalmente mi spingono a non mettere mai più piede in un locale e mi autorizzano a sconsigliarlo a chiunque.

  8. Marco Lungo commenta:

    Credo che il problema sia tutto nella maleducazione / menefreghismo tipico di noi italiani, nonché nel voler rifiutare qualunque forma di rispetto del lavoro altrui. Anche se all’estero è diffuso il dover lasciare il numero di carta di credito alla prenotazione, mentre qui si discute ancora se addirittura lasciare il numero di cellulare, si parte proprio da un diverso modo di approcciare il prossimo che noi abbiamo quasi completamente perso. Non c’è rispetto, punto. Se così fosse, sarebbe più che normale lasciare carta di credito e cellulare ad ogni prenotazione fatta, anche nel posto più umile, perché è così che ci si comporta sempre, non solo per le prenotazioni. Sarei anche favorevole e lo scrissi tempo fa a fare uno spazio internet con i clienti “sòla”, permettendo di inserire nome e cellulare, con una ricerca rapida per l’esercente e vedere così se il soggetto è una persona affidabile oppure no, solo che così si scatenerebbe un vespaio di polemiche secondarie che farebbero perdere di vista il problema primario, cioè il fatto che siamo un popolo maleducato e irrispettoso degli altri o, quantomeno, non rispettoso tanto quanto vorremmo fosse il prossimo con noi…

    • MAurizio MAurizio risponde:

      Non dimentichiamo che siamo italici.
      Posso sempre prenotare con un nome “d’arte” e fornire dati fasulli (dalla carta al telefonino). Per “blindarti” ti dovresti far mandare per fax copia del documento e della carta di credito corrispondente (e, comunque, non ti salverebbe da qualcuno organizzato ..)

      • Marco Lungo risponde:

        Infatti, lo tengo presente, così come tengo presente, però, che alla fine chi usa pseudonimi e cloni finisce per usare sempre gli stessi, prima o poi.

        Siamo nel bel mezzo di una generazione di ignoranza mai vista, dove c’è un analfabetismo morale che fa spavento e dove la maggioranza si sente di avere il potere di fare quello che vuole, senza che gli venga mai presentato il conto.

        Purtroppo, il pesce puzza dalla testa, e questo periodo lo sta dimostrando inequivocabilmente.

  9. Maurizio Fava commenta:

    l’altra settimana, ristorante in provincia di alessandria di ottimo livello, un’AGENZIA ha disdettato 85 posti prenotati da tempo il mattino alle 10 con una MAIL…

    • Tania Bastoni tpt risponde:

      In questo caso penso fosse logico chiedere un acconto e sottoscrivere un contratto tra le parti visto il presunto valore complessivo della prenotazione.

      Male ha fatto il ristoratore se non si è tutelato.

    • simonetta simonetta risponde:

      beh, se i posti prenotati sono un certo numero, 85 come in questo caso, trovo assolutamente giusto chiedere un acconto o un numero di carta di credito.

      Cosa diversa se il tavolo è per due o quattro persone…come ho detto prima, mi sembrarebbe più corretto chiedere un numero di cellulare e affidarsi al buon gusto del cliente, che da parte sua, dovrebbe avvisare in caso di impossibilità a presentarsi.

      Chiedere acconti o carte di credito continua a sembrarmi eccessivo, poi non so, forse i maleducati che non avvisano sono talmente tanti che questo non basta….

    • roberto roberto risponde:

      e il ristoratore all atto della conferma non si é fatto dare un forte acconto con relativa fattura visto che il “cliente” era un azienda? normalmente puoi chiedere il 35/40% del costo e poi vedi che per annullarti il pranzo ci pensano 2 volte.male a fatto il titolare anche perché per dare da mangiare a 85 persone devi iniziare alla mattina e quindi lui aveva gia cominciato a lavorare per loro

  10. Luca P Luca P commenta:

    Se il mondo fosse come i lettori di dissapore fare il ristoratore sarebbe una pacchia e molto più prolifico…
    Da ristoratore dico che:
    - NON accettare prenotazioni è impossibile oltre che controproducente per clienti ed esercenti. Andreste a mangiare in 6-7 in un posto senza prenotare con il rischio di rimbalzo e quindi peregrinazioni in altri lidi? l’accoglienza è il primo grado di questo lavoro.
    - prendere il numero di telefono aiuta (ma spesso i clienti sono seccati da questa procedura soprattutto se il ristorante fa il recall)
    - acconti non ne parliamo proprio. Andare al ristorante non può diventare un lavoro. Siate sinceri durate la vostra giornata media riuscite a trovare il tempo per andare a lasciare l’acconto nel ristorante della cena? o in vacanza vi andrebbe di lasciare il vostro numero di carta di credito ad un perfetto sconosciuto magari settimane prima della vostra vista al ristorante?
    - sono invece molto d’accordo con tpt sull’idea di contrattualizzare il rapporto con le agenzie tour operator per non incorrere in spiacevoli sorprese.
    In estrema sintesi ci tocca affidarci alla buona educazione del cliente.

    • Tania Bastoni tpt risponde:

      Luca, cavoli, hai ragione ma davvero è necessario essere parecchio sensibili ed un poco psicologi per poter svolgere con successo la vostra professione.

      Accettando prenotazioni è indubbio che qualche bidone prima o poi lo si prende. E’ inevitabile anche se antipatico. Ma non ci sono clienti con il bollino blu della banana Chiquita che ti garantisce la loro onestà ed il rispetto nei tuoi confronti.

      Riguardo l’acconto è possibile inviarlo anche attraverso l’home banking sempre piu’ diffuso, non è quindi necessario recarsi al ristorante soprattutto quando la prenotazione è fatta con largo anticipo.

      In ogni caso io riserverei la richiesta di acconto solo appunto per tavolate numerose o cene di una particolare importanza (serate a tema, festività, ecc …).

      Mi rendo conto che il cliente onesto possa sentirsi seccato nel ricevere una telefonata con richiesta di conferma da parte del ristoratore ma penso anche che un cliente onesto sappia che un simile atteggiamento è a tutela di tutte le parti coinvolte.

      E’ difatti un dato oggettivo che se tu ristoratore ricevi spesso bidoni non puoi fartene carico da solo e quindi i mancati guadagni o gli sprechi di cucina vanno a ricadere sul prezzo delle portate che io consumo.

      La richiesta di numero telefonico deve servire non come minaccia ma cone deterrente per i furbacchioni disonesti.

      Secondo me, profana del mestiere ben inteso, a lungo andare una simile pratica puo’ portare a risultati importanti perchè se tutti voi ristoratori adottaste un simile sistema il bidonatore avrebbe vita breve.

      Io non abito in Italia. Due settimane fa ho prenotato per il primo agosto una cena in barca, sul lago, saremo in due coppie. Ci saranno i fuochi d’artificio (pare siano bellissimi) e penso che poterli ammirare in mezzo all’acqua sia suggestivo.

      Ho effettuato una prenotazione telefonica. Dopo due giorni avevo ricevuto i biglietti e la ricevuta con i dati attraverso i quali effettuare il pagamento a mezzo home banking (bonifico).

      E’ indubbio che quando giungero’ sul posto verrà controllata la mia prenotazione ed il pagamento.

      Nessuno cosi’ si sogna di fare il furbo e si instaura un clima di fiducia reciproca tanto che nessuno qui ha nulla da dire e questa pratica è consolidata anche per altri acquisti, anche di valore importante e per pagamenti da effettuarsi posticipatamente al servizio prestato.

      Ritiro la macchina dal meccanico? Non pago, mi giunge il conto a casa con i dati per il bonifico. Idem per il dentista, ecc ….

      Essendo oramai prassi comune nessuno lo trova strano ed anzi il sistema è parecchio apprezzato.

      Certo, ci vuole del tempo per creare un simile sistema di fiducia reciproca ma da qualche parte si puo’ anche iniziare in Italia, giusto?

      • pasfor pasfor risponde:

        dove abiti? (non è per invadere la tua privacy ma per farmi un’idea di dove emigrare :P )

      • Luca P Luca P risponde:

        Si, spero di si. Aspettiamo il cambio generazionale, sia tra i clienti che tra gli operatori e vediamo.

        Resto scettico sull’idea di chiedere una caparra per prenotazioni piccole sui gruppi bisogna senza dubbio attrezzarsi magari grazie anche a sistemi tipo home banking/paypal.

        Devo comunque dire che il fenomeno del no-show non incide poi così incidente sui conti finali. Diciamoci la verità, i problemi sono altrove.

        • Tania Bastoni tpt risponde:

          Spero tu non mi abbia giudicata invadente. Cerco di portare il punto di vista del cliente tenendo conto che effettivamente molte delle vostre problematiche sono per noi sconosciute.

          Pensi che parlare di cio’ che vi affligge con i clienti possa in un qualche modo aiutarvi?

          Ben inteso, anche nella tua categoria come in tutte ci sono degli incapaci e dei disonesti che nuociono gravemente all’immagine globale dei ristoratori ed anche a noi clienti quando abbiamo la disgrazia di incapparci.

          • Luca P Luca P risponde:

            invadente? no anzi…
            Intendevo dire che spesso non ci si concentra su come evitare i buchi perché le voci che fanno tremare i bilanci sono altre

          • Tania Bastoni tpt risponde:

            Penso siano i costi fissi (affitto, luce, eventuali dipendenti, ecc …) e materie deperibili. O sbaglio?

          • Luca P Luca P risponde:

            direi proprio di no ;)

          • Tania Bastoni tpt risponde:

            C’è da dire che i costi fissi finiscono con l’essere quelli piu’ pesanti ma anche quelli sui quali con una mirata politica commerciale è possibile davvero lavorare.

            P.S. Sono un’analista, scusami, ma anni ed anni di studio matto e disperato hanno fatto si non lo possa piu’ scordare, sigh!

          • Luca P Luca P risponde:

            è possibile lavorarci ma questo tipo di lavoro si basa sull’imprevedibilità. Ci sono i famosi alti e bassi. Sulla carta gli alti compensano i bassi e da un punto di vista economico si fanno quadrare le cose. Non sempre ci si riesce da un punto di vista finanziario ad esempio per pagamenti in ritardo, calo più drastico delle presenze, conguagli delle utenze.

            La verità è che per locali come il mio, che punta ad essere un trattoria gastronomica, hanno un punto di pareggio bella alto perché devi collocarti su una fascia di prezzo media bassa (30/40 €) ma avere una qualità di materie prime alta.

          • Tania Bastoni tpt risponde:

            L’analisi del vissuto porta sempre e comunque ad essere consci dei rischi e dei benefici di ogni singola scelta.

            Sicuramente la tua lungimiranza e la tua attenzione per quelle che di primo acchito possono sembrare solo sfaccettature finirà con il premiarti se non lo ha già fatto.

            Complimenti a te, Luca.

            Tania

  11. wizardvswitch wizardvswitch commenta:

    i ristoratori quando sentono il mio cognome si sentono tutelati.
    sanno che non li bidonerò.
    e che dovesse succedere un imprevisto sarebbero avvisati in tempo.
    il problema nasce con i nuovi ristoranti dove non mi conoscono.
    sento spesso diffidenza. li invito quindi a richiamarmi oppure invio loro una mail con i miei riferimenti.

    mai un problema.
    il rispetto di chi lavora deve sempre essere al primo posto.

    (poi magari il ritoratore ti sodomizza con il conto..a fronte di prestazioni culinarie mediocri..o con un trattamento da schiaffi..ma questo è un altro film)

  12. tomas tomas commenta:

    all’estrero prendono il numero di carta di credito via mail e se non vai paghi perchè non si fà anche in italia???

    • Giulia Marruccelli risponde:

      già…. all’estero dai tranquillamente carta di credito e se non disdici paghi una quota. io lo trovo corretto.
      forse sono i ristoratori italiani che hanno timore di essere eccessivi a ricorrere a questo metodo… ma bisognerà pur cominciare ad abituare i clienti italiani, no???
      altra cosa che si fa all’estero è portarsi a casa quello che non mangi e non bevi, il famoso doggy bag!!! in italia è il consumatore che si vergogna di chiedere. io no!!!!

      • simonetta simonetta risponde:

        Si, però io trovo anche corretto dare la possibilità a chi ha un imprevisto di disdire la propria prenotazione.

        Una prenotazione non è un obbligo, anche una camera d’albergo, disdetta per tempo non viene addebbitata.

        Che poi ci siano delle persone scorrette o maleducate è un fatto, ma non bisogna perdere di vista il nocciolo della questione: prenoto ma ho anche il diritto/dovere di disdire.

        I tempi entro i quali cancellare la prenotazione senza incorrere in penali, possono essere stabilite prima, ma nel caso si tratti di gruppi numerosi.

        • Giulia Marruccelli risponde:

          infatti… disdire senza penalizzazioni è lecito è legittimo! è la malafede di certi clienti che non mi garba!!!!:-)

          • angelo angelo risponde:

            oggi come oggi il prenotare al ristorante per alcuni e come una volta fare gli scherzi telefonici senza contare il danno per il ristoratore sul fatto del numero della carta di credito si sollevrebbe un vespaio e poi interviene il garante della privacy.purtroppo non si puo fare paragoni con la cultura degli straniere che si basa già da piccoli al rispetto dell altro mentre da noi si basa sul sono più furbo dell altro senza contare che la “tua” furbizia alla fine si ritorce su te e gli altri clienti in quanto un ristoratore deve tassativamente lavorare con un margine che gli permette di vivere e pagare tutti icosti se tu annulli la merce si butta in quanto molta é deberibile e quella fa aumentare il costo del piatto almeno cosi penso che sia

  13. Tania Bastoni tpt commenta:

    In Italia ci sarebbe sicuramente qualcuno che da numeri di carta fasulli, ecco perchè.

    Ci si puo’ arrivare ovviamente ma per istillare nella gente educazione e buon senso non ci vogliono cinque minuti ma anni.

    Per questo partirei con gli acconti per le tavolate e/o per importi importanti e mi limiterei tanto per iniziare a chiedere numero di rete telefonica fissa per tutte le altre prenotazioni.

    • claudio claudio risponde:

      Da cliente mi sembra una discussione irritante.
      Posto che non mi è mai capitato di non onorare una prenotazione, se un cliente non si presenta dopo 1/2 ora il posto è libero. PUNTO.

      Capisco l’avidità, ma:
      1 dover anche pagare prima mi sembra una follia, l’esempio del meccanico è allucinante, il meccanico applica il diritto di ritenzione non il pagamento anticipato.

      1bis il meccanico offre la garanzia, se il pasto non mi soddisfa qualcuno mi risarcisce?

      2 Visti i costi dei ristoranti ritengo che il conto comprenda ampiamente la voce del “No Show” e dubito che qualcuno abbasserebbe i prezzi al ridursi del no show

      3 Ma il rischio di impresa la gente lo prende solo sulle spalle degli altri?

      Saluti

      • Tania Bastoni tpt risponde:

        Claudio mi sono espressa male: qui io ritiro l’autovettura dal meccanico e non pago. Dopo magari quindici giorni/un mese mi arriva il conto con gli estremi per effettuare il pagamento.

        In Italia la diffidenza reciproca ha portato giustamente il meccanico a non consegnare la macchina se non a seguito del saldo.

        Inoltre quando parlavo di pagamento anticipato mi riferivo a tavolate di 50/100 persone o piu’ come cene aziendali, matrimoni, ecc …

        Ci si reca al ristorante, si concorda un menu’ e si lascia un acconto.

        Per le piccole prenotazioni non credo neppure io sia necessario un acconto. E come sopra Luca P. (ristoratore) ha detto, non sono poi cosi frequenti i bidoni dei singoli.

        Certo che se ti prenotano l’intera sala per un matrimonio eppoi non si presentano, il danno per il ristoratore è indubbio e quindi è giusto chiedere una caparra confirmatoria come in qualsiasi occasione in cui l’oggetto dell’accordo preveda importi di notevole entità.

  14. enrico enrico commenta:

    posso confermare che si tratta di una tendenza solo italiana? purtroppo,adesso lavoro in un ristorante molto quotato sulle guide in italia,di cui non faccio il nome e delle sere,davvero da 40-50 coperti che abbiamo sul planing ne arriviamo a fare 25-30 purtroppo siamo in una zona di mare quindi è da mettere in conto,nelle mie esperienze lavorative in inghilterra e francia sempre su ristoranti stellati posso assicurare che il numero del planing cioè quello stilato dal maitre con i vari numeri di tavolo il nome del cliente ecc combaciava al 99%con quello poi fatto a fine serata e quei pochi che non riusciuvano a venire chiamavano sempre con parecchio anticipo..purtroppo mi sto rendendo conto che essere ristoratori è difficile ma in italia questi ultimi sono dei veri eroi.ciao

  15. Luca P Luca P commenta:

    [...] se un cliente non si presenta dopo 1/2 ora il posto è libero. PUNTO[...] magari fosse così facile…
    Direi che non si tratta di avidità ma di necessità di far quadrare i conti e ottimizzare l’organizzazione. Ho già detto che in fin dei conti i “bidoni” non incidono più di tanto sul bilancio annuale ma magari negli esercizi stagionali le cose sono un po’ diverse.
    Per quanto riguarda il rischio d’impresa non sono proprio d’accordo. Il rischio d’impresa è avere personale anche per una serata con 2 coperti, pagare affitto/mutuo, acquistare vini o materie prime deperibili e via dicendo dire che in tutto questo il no-show sia tanto ridicolo come rischio d’impresa da non prenderlo in considerazione come tale. Il problema, magari, è perdere nuovi clienti, o di offendere clienti abituali, perché trovano il locale virtualmente pieno ma con tavoli di desaparecidos.

  16. Tommaso Farina commenta:

    Se un ristoratore s’azzardasse a chiedermi un numero di carta di credito, troncherei immediatamente la prenotazione e andrei da un’altra parte. Non si fa così. Raspelli giustamente s’incazzava quando il giochetto glielo facevano gli alberghi.

    • Tania Bastoni tpt risponde:

      Hai certissimamente ragione, Tommaso. Spero pero’ tu sia d’accordo che quando prenoti per una tavolata da 100 persone tu ritenga legittimo che il ristoratore ti chieda un acconto, vero?

      Dai … dimmi di si! :oops: :oops:

      • Tommaso Farina risponde:

        Di solito in ogni caso chi prenota per 100 concorda anche un menù speciale, spesso e volentieri molto scontato. Il minimo è che vengano assolutamente, possibilmente con meno di 10 defezioni. E poi ci possono essere accordi economici come quelli che dici.
        Se sono da solo o in due, il numero della carta di credito se la scordano. Non sono obbligato a possederla. Peggio però sono i posti dove non si può prenotare, fortunatamente quasi tutti fuori dal target dei miei interessi.

        • Tania Bastoni tpt risponde:

          Approvo, e come ha detto Luca P. qui sopra, dando voce all’opinione di un ristoratore, non sono certo questo tipo di bidoni ad incidere sul successo economico o meno di un ristorante, in linea di massima.

          Inoltre, se mi viene chiesto il numero di carta di credito è evidente che il ristoratore non si fida di me. Non vedo motivo per cui a questo punto dovrei fidarmi io di lui e quindi rilasciargli il mio numero di carta.

          Penso che la richiesta del numero telefonico di rete fissa possa essere considerata ottima garanzia per entrambe le parti.

          Non si cancellerà il problema ma sicuramente sarà possibile si presenti con minor frequenza.

    • Nico aka tenente Drogo Nico aka tenente Drogo risponde:

      cioè Raspelli voleva prenotare un albergo senza lasciare il numero della carta di credito?

    • Artèteca Artèteca risponde:

      Mah … mi sembra un classico esempio di tipologie di servizi che lodiamo all’estero e poi siamo restii ad accettare in Italia. E perchè? Che c’è di male a dare in anticipo il numero di carta di credito, quando le condizione di cancellazione sono CHIARE e convenientei (magari cancellazione fino alle 16 del giorno in questione). E poi lo farei adottare soprattutto alle osterie di grido, ai ristoranti stellati. Leggetelo come un miglioramento del servizio anche per il cliente …

  17. Lidia Barone commenta:

    Anni fa ero alle Terme di Saturnia, e proposi ad alcune persone conosciute da poco una cena da Caino, a Montemerano. C’ero già stata, quindi sapevo di che cosa si trattava, e magnificai la cucina di Valeria Piccini. Bene, fui incaricata di prenotare per cinque, a mio nome e lasciando il mio recapito. Due ore prima della cena il gruppo decide di disdire, “ci hanno detto che non vale la pena spendere tanto” e non vuole neanche telefonare “tanto non sanno chi siamo, che te ne importa…”: Ho spiegato con garbo che, avendo prenotato a mio nome, avrei immediatamente telefonato e comunicato che sarebbe bastato un tavolo per una sola persona, perché ci sarei andata comunque e mi sarei goduta una spendida esperienza, non una semplice cena. Alla fine mi hanno accompagnato, e mi hanno ringraziato per il resto della serata…

  18. Claudio Pistocchi commenta:

    Argomento interessante…

    Comincio con il dire che non comprendo le ritrosie di alcuni verso il dare un numero di carta…
    SE sei un rispettabile Cliente non hai nulla da temere, e sai benissimo che questa “scocciatura” serve a tutelare te come il ristoratore proprio dai sempre più numerosi bidonatori.
    Basterebbe che lo facessero tutti e ci abitueremmo come fu a suo tempo per le cinture di sicrurezza.

    Purtroppo siamo un popolo maleducato per natura e il rispetto per gli altri è cosa assai rara, e mi fa sorridere sentire che si spera nelle nuove generazioni, io avrei preferito fossero state le vecchie ad insegnarcelo, ma latitavano pure loro.

    Disdire almeno con 24 ore di preavviso mi sembrerebbe il minimo per non pagare una penale significativa che mi sembrerebbe giusto essere un 50% del costo medio di un pranzo/cena.

    Ridimensionare un tavolo nel numero dei suoi coperti cosa da fare entro una o due ore prima dell’arrivo, come minimo.

    Perdere il tavolo per 30 minuti di ritardo, una cosa scontata. E se non mi presento proprio la penale sarebbe parimenti attesa.

    Ma forse qui è fantascienza, se chi onora i suoi impegni è il primo a sentirsi offeso se si chiedono tutele anche nel suo interesse e proprio per colpire quella parte di popolo ignorante che aumenta di numero sensibilmente e che danneggia anche chi si comporta in maniera ineccepibile.

    Io non ho mai pensato cenando da qualche parte di fare un favore al ristoratore, ne che me ne faccia uno lui ospitandomi.

    Pago per un servizio e pretendo, ma non posso far finta di non sapere che è uno scambio fra due parti, dove nessuna delle due deve perderci. E che se c’è un brutto fenomeno, in crescita, va stroncato prima possibile.

    E non venitemi a dire che la gente non ha una carta in tasca… oramai ce l’hanno anche i gatti. E nel caso siano i pochi che ne sono sprovvisti ad uniformarsi alla maggioranza o a subirne i fastidi provocati dal loro (legittimissimo, sia chiaro) desiderio di non-allineamento.

    Le regole servono solo dove la gente non ha l’educazione sufficiente a farne a meno.

    • Martin Martin risponde:

      Claudio, come co.co.pro. la carta di credito me la sogno, per la banca non ho sufficienti garanzie, anche se guadagno forse più di tanti altri con un posto fisso.
      Ho la Postepay, ma essendo una ricaricabile potrebbe essere vuota.
      Ne hai una tu da prestarmi? :-P

      • Claudio Pistocchi risponde:

        La mia carta l’avevo data a mia moglie un paio di anni or sono.
        L’hanno scippata a Singapore (!) oltre sei mesi fa e fino a che non faccio la denuncia non ce ne daranno una nuova.

        Onestamente però non credo che farò denunce…

        Almeno non fino a che il ladro continuerà a spendere molto meno di mia moglie :-)

        • emilia emilia risponde:

          beh sei uno fortunato nella disgrazia ahi trovato la fortuna che almeno spende meno:) scherzi a parte il problema dell dare o no il numero della “tua” carta di credito sta nella fiducia che noi abbiamo negli altri mi spiego siamo il paese dove si acquista di meno per internet x’ devi dare il tuo numero di carta e ti arriva quasi sempre una sola siamo il paese che utilizza di meno la carta e quello dove i costi sono maggiori.Io personalmente vivo all’estero FRANCIA e tutti i miei acquisti li faccio solo in carta partendo dai 5 euro in su e non trovo nessun problema a dover dare il numero in quanto il sentore di fiducioa é molto alto e i costi di gestioni sono pari a zero in più ottieni un vantaggio/svantaggio per quelli che evadono le tasse che con il pagamento in carta é tutto registrato potresti addirittura non fare lo scontrino in quanto paghi direttamente in banca.

  19. Walter Frontalini commenta:

    Quando avevo il localenel 2000 tutti i sabato pomeriggio mi arrivano prenotazioni numerose, tavolate da 8 da 12 da 20 ma anche da 6.Sewmpre con munero anonimo.
    Poi spesso accadeva che non arrivavano. Poi un giorno ci accorgemmo che nella prenotazione, qualcuno nel sottofondo chiamo per nome il proprietario del ristorante a 20 mt. da noi.
    Da quella volta, prendemmo subito il numero del cliente, e se la prenotazione era cospicua richiamavamo subito il numero per verificare se era esatto, e poi il giorno dell’evento si richiamava per la conferma.
    Mentre per la banchettistica facevamo sempre un contratto con caparra. massimo 3 giormi prima (ma una settimana era il minimo) si chiedeva il numero definitivo dei commensali. Se eramo molti di meno si pagava lo stesso

  20. Artèteca Artèteca commenta:

    Ma non c’era un ristorante americano che aveva introdotto i bilietti … con prezzi differenziati a seconda dei giorni della settimana?! Mi sembrava di avrlo letto proprio qui su Dissapore … ecco, quello risolverebbe. E magari risolverebbe anche il problema dei Lunedì e Martedì semi-vuoti.

  21. Davide Davide commenta:

    Abito in Francia, frequento abitualmente ristoranti di “livello”. Premesso che generalmente la prassi consiste nel chiedere il numero telefonico e richiamare il cliente il giorno precedente la prenotazione, in alcuni casi vengono chieste altre garanzie. Nel caso di Hélène Darroze, “personne ne me volera jamais ce que je danse”, dio la perdoni, mi fu chiesto non solo il numero della carta di credito, con lo scopo di detrarre 100 euro a persona, in caso di mancata o ritardata disdetta, ma in più di saper dire che tipo di menu avrebbero ordinato gli altri commensali…Ho trovato il tutto molto irritante, ho inviato una mail, scrivendo che per nessuna ragione al mondo avrei comunicato il mio numero di carta di credito a dei perfetti sconosciuti, senza un sistema di protezione dei dati, sottolineando il fatto che potevo benissimo fare a meno dei “balli” di Hélène Darroze a recarmi in un altro ristorate e che non potevo certo imporre ai miei amici di scegliere prima il loro menu, sempre ammesso che avessimo voglia di prendere la degustazione. Dopo alcune titubanze, la prenotazione venne accettata. E la cena fu un disastro. Stessa modalità a San Pau da Carme Ruscalleda. Mi chiedono la carta di credito, rispondo di non gradire il fatto di dovergliela comunicare. Ma in quel caso, senza alcun problema, semplicemente fornendo loro spontaneamente i miei dati personali, la mia prenotazione venne accettata di buon grado. Ci fu uno scambio di telefonate frequenti, per tenere loro aggiornati delle date del mio arrivo, del mio provvisorio recapito telefonico spagnolo, che contribuì a creare un formale rapporto di fiducia, grazie al quale non poteva esserevi alcun dubbio che io fossi un cliente affidabile. Io ero felice, perché mi sentivo atteso, loro erano felici che un cliente tenesse così tanto a passare un bel momento nel loro ristorante…E comunque, fu un grande pranzo.
    In svariati ristoranti, almeno in Francia e in Spagna, la prassi è questa.
    Da Pierre Gagnaire, non pinco pallino, non mi è mai stato chiesto il numero della carta di credito. Ti chiamano il giorno prima, se ritardi e per un disguido non puoi avvisare, ti chiamano una mezz’ora dopo l’orario della prenotazione. E anche lì c’è uno scambio di mail, c’è un rapporto.
    Nel caso in cui avessi dei problemi, telefono almeno due giorni prima, per avvertire. Mi si ringrazia e si dà il posto ad altre persone in lista d’attesa. Zero problemi.
    E in generale, praticamente sempre, chiamo io per confermare la prenotazione.
    Ora, non ho raggiunto a nessuna conclusione, salvo il fatto che mai e poi mai, mai l’ho fatto e mai lo farò, darò il mio numero di carta di credito. Eppure, anche in tutti i ristoranti in cui era richiesto, mi sono potuto recare, in un modo o in un altro.
    Una cosa di cui sono sicuro è che si deve instaurare un rapporto, soprattutto se ci si reca in alcuni luoghi sacri della gastronomia…
    Un’idea potrebbe essere richiedere la conferma telefonica del cliente, il giorno prima della prenotazione…ovvero, far chiamare il cliente stesso entro una certa ora, pena la perdita del tavolo, in modo che il ristoratore posso darlo a chi è in lista d’attesa…
    Vi auguro dei gran bei momenti, a tavola e fuori, nella vita.

  22. [...] il miele dovete scoprire perché i cavoli delle api sono anche cavoli nostri. 9 – Ecco cosa succede quando prenotiamo al ristorante ma non ci andiamo (in tecnichese si chiama: “No show”). 10 – Ce l’abbiamo fatta, da questa [...]

  23. robfer robfer commenta:

    Intervengo per esporre un caso di “disdetta dal vivo”.
    Al mio agriturismo prenotano per 4 persone e si presentano puntuali. Si siedono e io gli espongo il menù del giorno che, come in ogni agriturismo, si compone di 2-3 primi e 2-3 secondi tra cui scegliere. Lavorando solo con prodotti freschi, è chiaro che non sono sempre gli stessi, si varia. Non c’è, ad esempio, sempre il coniglio ogni giorno. Ebbene i 4 polemizzano sulla mancanza del capretto: “Allora non è come c’era scritto?” dicono riferendosi a non so quale volantino pubblicitario. Vedendoli visibilmente delusi, mi viene spontaneo dire: “Se proprio volete andare via…”. I 4 buzzurri non se lo fanno ripetere e se ne vanno. Io butto il cibo preparato per 4 persone. Per fortuna non ho bisogno del denaro di simili personaggi, però la seccatura di essere presi in giro c’è.
    Domanda: in questo caso potevo richiedere il pagamento di una sorta di penale? Io non sono venuto meno a nulla di quanto richiesto (se avessero richiesto alla prenotazione il capretto glielo avrei fatto trovare, ma non posso leggere il pensiero).

  24. Marco F. Marco F. commenta:

    Direi che la situazione è spinosa e che comunque la prenotazione è facoltativa. Io ho un agriturismo e mentre di settimana e per domenica prendo solo il numero di telefono, per i festivi “1° maggio, 25 aprile, 31 dicembre, 1 gennaio epifania pasqua ecc ecc” pretendo un acconto da tutti. A chi si rifiuta di dare l’acconto dico “prenotare è facoltativo non obbligatorio, se non vuole dare l’acconto, venga il giorno in questione, se ho un tavolo libero sarò ben lieto di servirla” … resta inteso che per banchetti con menù concordati si versa una caparra prima … ma li la questione è sulle diminuzioni di persone (es. prenotano per 100 e ne spuntano 80 a volte chiamando qualche ora prima a volte direttamente seduti ai tavoli chiamano i camerieri dicendo “questi coperti sono in più”) … in questi casi lascio correre, ma ora il fenomeno è in crescita e 20 persone a 30 euro sono 600 euro che perdo, un cameriere in più che pago e cibo che viene buttato, come ci si comporta in questi casi ?

  25. Enio Damiani commenta:

    Purtroppo questo discorso dovrebbe affrontarlo chi veramente è del settore e sa cosa vuol dire avere o lavorare in un ristorante, trattoria, osteria o lacale x che dir si voglia, lavoro di passione e dedizione e non avere un’ente o organizzazione che tutela questo settore sulle questioni serie. Confrontarsi con sempre più leggi che colpiscono i locali e sempre più clienti intenditori di culinaria che non pensano a degustare e divertirsi ma a fare i conti in tasca al titolare mentre stanno mangiando o elargire qualsivoglia richiesta giustificata con la parolona magica “PERCHE’ NOI PAGHIAMO” non è per nulla facile…….e fregarsene se ad esempio un paio di scarpe da ginnatica supera i 100 €urini e non hanno neanche una data di scadenza.Intanto partiamo dal fatto che in Italia non è possibile riservare un posto in un ristorante perchè questo è un locale aperto al pubblico e quindi se una persona entra e c’è un posto per sedersi (anche se è prenotato) può esigere di farlo e nessuno può dire nulla……
    la prenotazione di un tavolo è un rischio sia per il titolare che per il cliente nel caso di un “no show o di un’overbooking” i!!!L’unica legge che mi viene in mente è che al ristorante il diritto di recesso o diritto di ripensamento non c’è!!!Faccio un’esempio, se una persona effettua una prenotazione (o meglio un’ordine di un menù personalizzato) per un’evento, battesimo, laurea, compleanno, ecc. per 100 persone, e si presentano 80 o 70 o 10 o una il prezzo dev’essere corrisposto per intero…… e senza mi e senza ma!!Quindi l’unico consiglio è che ognuno faccia il possibile per proteggersi le chiappe dalle prenotazioni con numeri di telefono, caparre, carte di credito ecc. ecc.per il resto vino e tarallucci…..e salute!!!

  26. Roberta Roberta commenta:

    Buonasera… Ho una domanda da fare, da CLIENTE corretto….Ho dato la caparra ieri sera 19/12/2011 per prenotare un posto per la cena dell’ultimo dell’anno ma a causa di problemi personali, oggi (20/12/2011) Ho disdetto, chiedendo cortesemente indietro la mia caparra di euro 50,00 ma mi è stato risposto che non era più possibile…. Posso pretenderla indietro o almeno in parte?
    Grazie Roberta Como.

    • Cara Roberta,

      Ho visto il blog proprio per l’inc di 3 disdette dell’ultimo dell’anno in questo momento. Credo che il tuo problema sia un mancato chiarimento con il ristoratore in cui non vengono espressi e chiarite le modalità di recesso (disdetta). Personalmente credo che visti i tempi con cui hai annullato, quella caparra avrebbe dovuta essere restituita. Non so come sia regimato e se effettivamente lo è, il rapporto cliente-ristoratore perché non mi ero mai interessato della cosa ma visto il dilagante modo di fare, penso che dovremmo in qualche modo prendere un po’ tutti provvedimenti. Colgo l’occasione per rispondere anche agli altri. Ie camere di hotel sono soggette ad un vero e proprio contratto in cui quando si prenota, vengono chiarite le modalità di cancellazione e che il cliente accetta al momento che l’esegue. Purtroppo per i ristoranti non esiste un sistema on line o telefonico da garantire una prenotazione con “contratto” per piccoli tavoli. Chiaro è che quando si parla di grandi gruppi di persone è saggio chiedere garanzie ed eventuali penali. Auguri a tutti, torno a lavorare :)


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.