Cosa hanno in comune Torre del Saracino e Locanda Mariella? (O del ritorno dell’HI-FI)
Prendi due locali con uso di cucina a quasi mille km di distanza. Mettine uno in riva al mare sul Golfo di Napoli vista Vesuvio, e l’altro sull’Appennino Emiliano tra i faggi e castagni. Orienta il primo alla cucina d’acqua con pesci e crostacei in primo piano, il secondo a una visione terricola, florida e carnale. Metti una brigata di cucina agguerrita al servizio di uno chef di folgorante creatività nella Casa campana, e una tavola di tradizione, con piatti casalinghi del giorno di lavoro e della festa nell’Osteria montanara. Completa il primo con un torre d’avvistamento mammaliturchi del settimo secolo, e il secondo con una palazzina facciavista-con-scalinata oh così anni ‘70. Infine appendi sulla porta del primo le stellone del cinturato Michelin con il servizio e la scenografia del ristorante internazionale, e sul secondo la coccarda dei locali del cuore, delle trattorie a conduzione familiare. Cosa hanno in comune questi due locali, eh? Certo, una fantasmagorica cantina. Costruita con un progetto chiaro, quasi intellettuale, quella della Torre; di pancia, assemblata in anni di viaggi alla ricerca di tesori, quella di Mariella. Ma cos’altro accomuna queste due Tavole in apparenza agli opposti dello stesso mondo? Incredibilmente, mentre i piatti scorrono senza soluzione di continuità, si scopre che Gennaro Esposito nasconde nel suo angolo privato un hi fi esoterico, la sua seconda passione dice. Ci fa andare i Led Zeppelin, che la musica classica va bene, ma non è la sua tazza di tè. Un mostro di multiamplificazione selettiva, con componenti a valvole e rame cotto, una meraviglia per gli occhi oltre che, naturalmente, per le orecchie. E Guido, che con Mariella condivide vita e lavoro, da anni si occupa professionalmente di hi fi con il suo negozio in centro a Parma probabilmente unico al mondo: Hi-fi news and wine, dove è possibile acquistare una bottiglia o un McIntosh, indifferentemente. Alta Fedeltà. Dunque questi cucinatori ci riportano agli antichi con il buono sinonimo del bello? Chi sa estasiarci le papille è perciò dotato di una sensibilità, di un gusto a tutto campo di ordine superiore? Io non ho dubbi. E voi?








Mah, discorso “complesso”…verrebbe da dire ascoltando i Led Zeppelin…
Credo bisogni distinguere: è certo che “Chi sa estasiarci le papille è perciò dotato di una sensibilità, di un gusto a tutto campo di ordine superiore”, ma credo che il sillogismo “chef -> hi-fi” c’entri poco…in epoca veloce e fuggente, di mp3 e i-pod, il manierismo valvolare mi somiglia ad un rembrandt appeso in camera da letto.
Beh, se potessi permettermelo, mica lo rifiuterei, io, un Rembrandt in camera da letto!
@Stefano, se le bottiglie di vino hanno gli stessi prezzi dei Mac, l’amico vende solo Petrus, o similia. Viceversa, se i Mac hanno i prezzi delle bottiglie di Amarone, mi dai l’indirizzo del negozio, please?
In merito al rembrandt era proprio quello che volevo significare…
Molti pseudo-appasionati di hi-fi, non sanno neanche quello che acquistano…
so di un negozio di roma che dice di vendere i mac.I. al 50%di sconto.
Invece il seme del nuovo trend sta proprio nella tenace resistenza esoterica individuata da Caffarri. Mi risulta un manipolo di professionisti del gusto, Guido di Hi-Fi News and Wine a Parma, Gennarino Esposito della Torre del Saracino, pure Teo Musso di Le Baladin, cui iPod e mp3 rimbalzano moltissimo. Se non sono McIntosh valvolari, Nakamichi 1000 e BeW dm 801 rigorosamente con tweeter a cupola, nemmeno ci si mettono (ehm, scusate se ho citato 3 pezzi a caso del mio impianto domestico).
Vi risultano altri adepti dell’hi-fi, esigenti con i loro piatti – bottigle – prodotti quanto con piatti ampli sinto e diffusori? Il cuoco con l’hi-fi is de niu trend, sentammé. Panorama è avvisato.
Bucanero, una volta tanto non sono d’accordo con te.
Martedì scorso sono stato a pranzo da Gennaro (ero in crisi d’astinenza per il mio piatto preferito, la minestra di pasta di Gragnano, crostacei e pesci di scoglio) e cosa c’è di meglio, dopo aver ampiamente soddisfatto alcuni sensi appagarne un altro?
A me fa molto piacere trattenermi dopo il pasto anzichè infilarmi nell’auto mezzo brillo e a rischio etilometro…fra l’altro a fine pasto ho ricevuto una graditissima sorpresa quando ho visto avvicinarsi al tavolo un carrello di cioccolato fondente (dal 56 al 100%, una vera goduria) per poi infilarmi nella saletta con Gennaro ad ascoltare musica jazz….tanto il suono era nitido che per un momento ho avuto il dubbio che il pianista fosse seduto sulle mie gambe ma era il greco di Pietracupa che prolungava i suoi effetti…che dire, esperienza fatastica e quasi totale….giuro che non sto pensando a Chanel….
invidia profonda
per il piatto
per il luogo
per il jazz
per il greco di Sabino
Scusate, tengo a chiarire di essere un grosso appassionato del settore…
Mai avuto, per motivi, diciamo, logistico-lavorativi, l’hi-fi in casa…ma in auto (cito anch’io) il mio sintolettore becker e gli ampli zapco fanno da tempo il loro dovere…ah, tweeter a cupola da 25mm…io ascolto soltanto trio jazz…
Questo settore è rimasto com’era (ed è giusto che sia):d’elite, assoluta direi…ed in un periodo come questo mi sembra un tantinello fuori luogo parlarne…tutto qua…
Che poi anch’io, quando posso sosto da un mio fraterno amico nel napoletano, per apprezzare il suono pulito del suo ampli Einstein con cavi Van Den Hul…
ci ho provato pure io ad appassionarmi di hifi ma dovevate vedere le facce alla digitex (negozio da impallinati qui a firenze) quando andavo a scegliere il mio NAD con i cd dei Metallica.
é un bel mondo senza dubbio ma in effetti ancora più elitario dei ristoranti…
Però per esempio esistono correlazioni molto forti in quanto entrambi richiedono l’uso dei sensi in maniera diversa dalla norma, hanno a che fare con concetti come la capacità dei nostri sensi di assuefarsi subito al “meglio” e al non riuscire a rinunciarvi.
Come il commesso crudele che ti fa sentire 10 amplificatori poi scegli invariabilmente l’ultimo perchè tutti gli altri ti sembrano “piatti”.
Che trappole micidiali, meno male che anni di mp3 mi hanno mozzato la percezione di tante sfumature!
Per me significa che possono e sanno stare da soli.
Esposito si è evidentemete “meritato” il potersi isolare, perchè è solo isolandosi, sedendosi e ascoltando che si possono apprezzare simili prelibatezze. Può permettersi di stare al centro.
Una volta mi ci perdevo con l’hi-fi, avrò cambiato almeno quattro paia tra altoparlanti, giradischi, amplificatori e registratori a cassette, avrei fatto non so cosa per il Michell Transcriptor di Arancia Meccanica o per un McIntosh, fino all’approdo al Nakamichi 780, ai Nad ampli e lettore cd, alle casse AR, cavi con connettori dorati, eccetera eccetera.
Una volta pensavo che la mia casa sarebbe stata costruita intorno alla musica: non è stato così, e da circa vent’anni il mio impianto è rimasto quello, il Naka l’ho scollegato per pensionamento.
Non mi siedo più al centro: forse io non sono più al centro dell’esistenza, ho dovuto, necessariamente, spostarmi un po’, e da quella posizione non si apprezza bene il dettaglio, il corpo, la spazialità e la profondità. Vale per la musica, ma anche per il vino, a pensarci bene.
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ci avrei scommesso!
non faccio una figura da fulmine di guerra (e tuttavia non invidio granché la vostra),
in fondo sapevo già di essere capitato in un covo di audiofili (anziché musicofili…).