Davide Scabin | Il designer della cucina italiana con la faccia da Jean Gabin

Davide ScabinAvvolta nella nebbia. Fuori e dentro il ristorante. La sera che sono andata a cena al Combal.Zero la visibilità era pari a zero. C’era un tempo da lupi a Rivoli, e il castello che ospita Davide Scabin sembrava sospeso nell’aria. Poi il cibo, le chiacchiere. Tante quante sono state le sigarette che Davide ha fumato: alle due del mattino la nebbia di Marlboro rosse morbide era piuttosto fitta. Però lui ha una faccia da sigaretta, non c’è dubbio, e pure un po’ da cinema. Se non fosse per gli occhi scuri penserei a Jean Gabin e all’atmosfera di quei film lì, fumosa. Nebulosa per l’appunto. Tra un tiro e l’altro mette in ordine i pensieri o te lo fa credere, non so. Questo è il riassunto della chiacchierata. E del molto fumo.

“Va bene, ok per l’intervista, ma come hai mangiato?” Sono sicura che qualcuno di voi se lo sta chiedendo. Volevo iniziare proprio da lì, ma poi mi sono detta ” E mica sono Stefano Caffarri“. Qualche suggestione provo a darvela. Insieme a un po’ di foto.

Carpaccio d’astice, fonduta di gorgonzola e lattuga di mareHo pensato a un volo d’angelo, ma anche a un pipistrello. A un pesce che ha messo le ali. Ecco un altro esempio di ispirazione.

Scabin mi racconta che era ai Caraibi: fa il bagno, torna sulla spiaggia e gli servono un pezzo di aragosta accompagnato da una noce di cocco.

La bocca salata di mare fa il resto.

Così è nato questo piatto.

Langa RollPiatto sciapo per volontà dell’autore.

Una striscia di carne piemontese che avvolge uno strato più sottile di foie gras.

La genialità per me sta nelle patate fritte che, sbriciolate nel ripieno, lo rendono croccante.

A lato – ma non c’è in foto, un po’ di insalata condita che fa da sale.

Spaghetti, polpettine d’agnello e peperoniA forchettate. Piatto godurioso. E come potrebbe essere altrimenti?

Stiamo parlando di agnello, di peperoni e pecorino di Pienza.

Per un attimo ti dimentichi della “ricerca” e una fan del SAPORITO come me pensa ” Questo me lo mangio con la pancia”

Francesca Frida

7 dicembre 2009

commenti (16)

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    1. Bé se per fare più stile film francese lo si può chiamare Davìd Scabén. 😆
      Toh…l ristorante avvolto nella nebbia è capitato anche a me. Ma…sarà mica una nuvola di fumo che in mancanza di vento rimane lì intorno?

  1. Sono rivolese, ci vado spesso da anni.
    Adesso posso dirlo: la parabola discendente di questo ristorante ha raggiunto il punto più basso.
    Sempre gli stessi piatti, se volete li cito a memoria, da un bistellato mi aspetto ben altro, per carità, ottimi, ma sempre uguali!!!
    Del servizio non ne parliamo neanche, rimaneva la fantastica somellier, tornata a Sant’Agata dei Due Golfi, come non capirla…

    1. Volevo aggiungere una cosa, un dettaglio: sarò andato almeno 15-20 volte da quando è al Castello: Scabin non l’ho mai, dico MAI, visto, neppure da lontano, è normale? Ma esiste? Se non lo vedessi sui giornali o sui siti a rilasciare interviste comincerei a dubitarne. Saluti.

    2. spero che quando compri/comprasti/comprerai un jeans di Cavalli tu sappia che non li ha cuciti lui.
      questo per dirti che uno chef dispone di un team e, spesso nell’eventualità in cui egli sia assente, il team ha una rendita superiore del 10/15% rispetto a quando lo chef é presente.

    3. Non capirò mai quelli che scrivono “sono stato tante volte a quel ristorante” e poi si lamentano. Ma ve lo ordina il medico di andarci? 🙂

    4. Sei capace a leggere?
      Sono di Rivoli, non ho molte alternative se voglio mangiare bene e non ho voglia o tempo di far chilometri.
      Perché io non ho scritto che non si mangia bene, ci mancherebbe altro.
      Ho scritto che da anni si mangiano sempre le stesse cose e da un bi-stellato io, ribadisco io, mi aspetto di più.
      Per quanto riguarda la presenza dello chef sarò stato sfortunato, cosa volete che vi dica.
      Io non entro nelle cucine e non mi metto a conversare fino alle 3 di mattina, sono un semplice cliente che prenota e va amnagiare, pi paga e va a casa. E lui non c’era mai.

    5. Scusa ma un locale di cui giudichi il servizio scadente, il cibo non all’altezza, ti dà terribilmente fastidio non aver mai incontrato lo chef…sarebbe un locale che ti piace? Non oso immaginare cosa scrivi di uno che non ti piace! 😆

      C’è qualcosa di strano però.
      Dato che molti di noi che ci sono stati meno volte di te Scabin l’hanno visto e spesso ci hanno anche parlato è evidente che c’è.
      Se dici che comunque hai sempre mangiato bene anche quando non era presente e che non sei interessato a conversare con lui…perché chiedi “ma voi l’avete mai visto?” ogni volta che se ne parla in giro per il web?

      A parte che per me è più importante che i piatti siano molto buoni, rispetto alla novità a tutti i costi (oh come lamentarsi con un gruppo perhé non fa uscire almeno un album all’anno. Mica si compone a comando!)

      In ogni caso se ci sei stato 15-20 volte in 7 anni sono una media di circa 2-3 volte all’anno. Mi vuoi dire che sei riuscito ad assaggiare ogni singolo piatto in carta di ogni stagione, in così poche volte?

    6. sono assolutamnte contrario alle sue affermazioni, sono stato l’ultima volta a febbraio, e ho visto un menu’ completamente rinnovato, e gia’ solo un piatto, SEA FOOD ,valeva…il biglietto….Scabin esiste ne ho le prove……

  2. Mah, io sono andato parecchie volte e Davide l’ho sempre trovato al suo posto… In cucina a dirigere una serata memorabile!
    Bravo Davide! La lucidità della cucina italiana moderna!
    Ciao A

    1. Quoto in toto il commento di Alessandro.

  3. Quando si dice la coincidenza… ci sono andato giusto l’altro ieri 🙂 Esperienza memorabile il menu’ degustazione “.zero”, 14 portate di goduria. E confermo pure io che Scabin era al suo posto, visto che ci sono stato a parlare fino alle 3.30 del mattino. Grande personaggio, grande location e grande cena. Il n°1 in classifica al pari di Bottura.

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