di | lun 23 nov 2009 ore 9:42
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la madre di tutte le discussioni

E ora, qualcosa di completamente diverso: Roma vs Milano

Torni da Napoli convinto di non sopportare i confronti tra le città, di essere esposto a violenti attacchi di foruncolosi se qualcuno somma le mele con le pere, poi, il tempo di accendere il Mac, e ti ritrovi a leggere che “da vent’anni” i ristoranti di Milano non vivono “momenti opachi come l’attuale”. Scritto da uno che non è alla ricerca di pubblicità. “Solo chi è a libro-paga di qualche ente può negare la piattezza e la staticità del panorama meneghino, se confrontato, con la vivacità e la varietà di Roma”. Il punto è: come glielo spieghi a un lettore adulto, che chi scrive di ristoranti sui giornali è un ragazzone, un adolescente cresciuto soprattutto nelle sembianze, e che a stretto giro, sarà polemica?

Roma vs Milano

“Nel mondo i congressi si contendono i cuochi di Milano e non quelli di Roma”. Non vorrei dire io l’avevo detto, ma: io l’avevo detto. A rispondere è il giornalista Paolo Marchi. Le pizze e le birre di Roma, “Milano nemmeno le immagina”, ma se parliamo di cucine del mondo “è vero l’esatto contrario”. E nelle capitale: “abbonda la fuffa truffa-turisti che sarebbe meglio sopprimere”. Non finisce qui. I ristoranti di Milano sono meno dopati “dai grandi alberghi che sul Tevere garantiscono sicurezza a tanti chef”. Gran finale. “Milano è più autentica e la Lombardia ancora più ricca, a differenza di un Lazio che vanta ben poche perle”.

Ora, io lo so che Roma vs Milano è la madre di ogni discussione italiana, ma se qualcuno avesse l’ardire di chiedere dove si mangia meglio, voi cosa rispondereste?

[Immagini: Valentina Fontanella, Shen Weng Lo]

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34 commenti a E ora, qualcosa di completamente diverso: Roma vs Milano

  1. avatar eggi

    L’Italia é davvero grande. A mio avviso Milano e Roma sono solo uno ‘specchio gastronomico’ di tutta l’Italia. Un’Italia fatta di migliaia di città e paesini dove nascono ingredienti e passioni.
    Mai lavorare per un interesse comune?

  2. Per quanto riguarda i ristorantoni se la giocano, per quanto riguarada i comuni mortali e la cucina quotidiana, Roma ogni giorno dell’anno.

  3. avatar Chefclaude

    Città e territori con economie diverse, un diverso sviluppo nella ristorazione. A Roma il turismo ha reso possibile lo sviluppo anche di una impresa anonima e indifferente alla qualità; e il territorio laziale è, in questo senso, seppur ricco di prodotti immensi, se paragonato a quello lombardo praticamente privo di elementi significativi in grado di reggere un paragone.
    Quest’ultima considerazione, la mancata valorizzazione delle risorse esistenti, mi sembra un’occasione sprecata, anche in termini puramente economici.

  4. avatar Bacco

    Andando per esclusione, simpatia ed esperienze senza dubbio Roma.
    Tralasciando il fatto che tutte le sere nelle pianure lombarde si diffondono odori veramente pazzeschi che di alimentare hanno ben poco. ;-)

  5. avatar Arcngelo Dandini

    In Piemonte:-))))). A parte gli scherzi, io che sono di formazione lombarda, posso dire che negli anni ottanta non c’era paragone tra lombardia e lazio come offerta gastronomica.
    Il tempo pero’ ha dato al lazio una connotazione tutt’altro che provinciale, vedi Tassa ,Colonna, Troiani, Genovese,I Baldassarre ecc ecc…..e non credo che questi sfigurino davanti agli attuali detentori degli scettri gastro lombardi.
    Certo che se paragoniamo Aimo, Marchesi, Bellini, Santin e quant’altro dell’epoca non c’era partita…ma ora credo che ce la possiamo giocare tranquillamente….in grande amicizia ovviamente:-)))
    Ps: Nella squadra romana ci metto anche Pierangelini, va bene??????

    • avatar Chefclaude

      …e vai con le formazioni!!!
      Però mi sembra che il lazio si regga tutto su Roma (unica eccezione, ormai, Tassa): mentre in lombardia c’è anche Brescia, Cremona, Mantova, Pavia…
      Sulla città, non si discute: il resto in serie b, gastronomicamente parlando (e solo lì), è un vero peccato…
      Io poi, quest’anno, speravo proprio nel Frosinone….:-)

      • avatar Fabio Spada

        Trota
        Parolina
        Granchio
        Acqua Pazza
        + il gruppo di Anzio

        non è solo Roma :-D

        • avatar Arcangelo Dandini

          m’hai levato le parole daa bocca:-))))))

          • avatar Chefclaude

            …ma io, paraccio, che ve devo risponde???
            da Vittorio
            dal Pescatore
            il sole di Ranco
            Schuman
            Officina cucina
            Gualtiero
            Miramonti
            Vittorio Fusari
            Le Robinie
            l’Arsenale….
            siamo sugli stessi livelli???
            :-)

          • avatar Fabio Spada

            Non ti rigirare il concetto come ti pare.
            Hai detto che nel Lazio c’è solo Roma con l’eccezione di Tassa e ti ho fatto notare che non è così.
            In Lombardia ce ne sono di più? Non è contestabile ma la provincia lombarda non è quella laziale in termini di possibilità economiche dei clienti. Quindi pochi clienti = pochi ristoranti, ma secondo me non di serie B.

          • avatar Chefclaude

            No, hai ragione, non ti arrabbiare: ho usato quell’espressione solo per semplificare. Non intendevo dire che quelli citati da te non siano comunque degli ottimo ristoranti, e me ne scuso: su quanto giochi il fattore economico, ho già detto sopra. E aggiungo pure, se non si fosse capito, che mi fa un enorme dispiacere che sia così, e che la nostra regione, fuori dalla capitale, ha un potenziale ancora tutto da esprimere.

          • avatar Fabio Spada

            Figurati se mi arrabbio. :-D
            Volevo solo precisare, la situazione è lo specchio fedele della clientela. E’ una frase banale ma a volte qualcuno sembra dimenticarsene.
            Forse proprio il minor numero di gourmet e con ridotte disponibilità economiche mette la ristorazione romana alla corda per quella ricerca di diversità e innovazione che Vizzari rileva.

  6. avatar Sissie

    Ma per carità, Roma senza battere ciglio!

  7. avatar fabrizio scarpato

    Chiedere dove si mangia meglio implica che l’interlocutore abbia una qualche attenzione verso il mondo gastronomico, per non parlare di me, di noi, ormai su una china pericolosa, tendente alla fissazione. Proprio per questo io dico che non andrei a Roma o a Milano, ma andrei in uno o più posti che mi interessano, e che solo casualmente possono essere romani e milanesi. Insomma il fine gastronomico è preponderante fino a limitare di fatto la sola possibilità di muoversi, di andarci con altre persone non addicted. Terribile.
    Ma vorrei considerare con voi, come queste altre persone, quelle “normali” o “sane”, si accostano, dalla provincia, alle due metropoli.
    Si va a Milano per negozi o mostre, solo un giorno. Milano moda, tendenza, bella gente: questo si cerca, questo è lo stereotipo. Dove mangerebbe il non milanese in uscita? Conosce Cracco, ignora Aimo, Trussardi (ristorante e bar), Cavallaro o Alfieri, la Focacceria e la Latteria; conosce o bramerebbe il settimo piano della Rinascente, Nobu da Armani, Giannino, la Scaletta, qualsiasi cosa in Corso Como; finisce a panini nel primo bar a microonde.
    Si va a Roma solo per turismo e come tale la città è vista, né più né meno di Venezia: un panino e via. Bella per carità, più bella di Milano, ma per turisti; si finisce al Mc Donald’s di Piazza di Spagna, ignorando non dico Beck o Glass, ma Pizzarium e Felice, Sforno e Roscioli, Arcangelo e Open Baladin. Pagliaccio e Colonna non pervenuti.
    Insomma temo che il problema riguardi solo noi, gastrovittime: per gli altri, in queste città, mangiare non conta, è sempre considerato in perdita, anche di tempo.

  8. avatar melograno

    Aggiungiamo, anche il fatto, che a Roma c’è il parlamento, il chè vuol dire un maggior arrivo di personalità che naturalmente vanno a mangiare nei ristoranti più celebrati e fanno nel bene e nel male da tendenza. Comunque per me Milano non è seconda a Roma, sia per quanto riguarda qualità che offerta, come già detto in precedenti post bisogna guardarsi in giro, buoni ristoranti in alternativa ai più celebrati ci sono, certo che se arrivi a Milano e dici “ue mi sun chi” le dura.

  9. avatar alfredo

    Milano, anche in senso gastronomico è l’unica città a livello mondiale che c’è nello stivale.
    Roma è solo un paesone enorme, se non fosse per le rovine romane e le mille chiese che le danno un’pò di lustro, sarebbe una tristezza megagalattica di cemento.

    • avatar Arcangelo Dandini

      E se mio nonno non fosse morto a stora c’avrebbe 7 p@@@@lle come un flipper…. Scusa , ci potresti motivare questo tuo livore nei confronto di Roma, visto che qui si parla di ben altro? o forse dobbiamo dedurre che hai sbagliato blog?

      • avatar alfredo

        Ok, Si mangia meglio a Milano. Lo sanno tutti nel Mondo delle buone forchette.
        Per un turista babbione magari Roma è più pastasciutta, più mandolino,….

      • avatar dink

        … e cosa sarebbe Venezia senza i canali e Piazza San Marco
        … e cosa sarebbe Firenze senza l’Arno e il Duomo

        … e cosa sarebbe Palermo senza la Cattedrale e la Zisa?

        bel giochino quello di Alfredo: quanti pezzi deve perdere una città per diventare brutta come Milano?

    • avatar Bacco

      Alfredo, scusa, ma tralasciando il “senso gastronomico” che è particolarmente un fatto soggettivo, quell’anche che metti in seconda è pauroso…
      Milano città mondiale? E’ da brivido…

  10. avatar franco

    Meglio Roma senza dubbio . anzi meglio da roma in giù …checchè ne dica la michelin

  11. Beh, a Milano la trattoria praticamente non esiste più – o meglio, bisogna cercarla attraverso legami massoni o ricordi di gioventù di qualche meneghino superstite.
    Per contro, c’è più spazio per proporre qualcosa di nuovo o diverso, cosa che a Roma farebbe naufragare – pardòn – ha fatto naufragare più di un ristorante. ma fortunatamente, a Roma, qualcuno osa.
    Per chiudere, a Milano, un ristorante che ha sempre la fila, perennemente, anche al martedì sera: Giulio pane e ojo, cucina Romanesca!

    Ma quanto è buona Napoli?!?!?! :o

  12. avatar Albe

    Roma, tutta la vita.
    Mangiare, città, persone.
    Da buon bergamasco W il sud italia.

  13. Io non riesco a mettere in dubbio le parole di Enzo Vizzari :-)

    Poi abito a Roma e un po’ di tifo campanilistico non guasta :-) )

  14. Sinceramente non riesco a farmi piacere nessuna delle due: Roma? Turistica, approssativa, ristorazione troppo spesso di livello vicino alla truffa.
    Milano? A tutto shopping, frenetica, piena di palati distratti, anche qui con ristorazione di livello truffaldino.
    Matrice comune? Il cliente “poco attento” che e’ li’ per motivi che con “il mangiare” non hanno nulla da spartire…
    Okkey, ci sono l’eccezioni(convengo su quelle milanesi indicate, a Roma aggiungo ‘Gusto),ma credo di poter dire con certezza che confermino la regola:li’ si mangia soprattutto male…
    Eppoi, che fatica per la tasca mangiare bene a Roma e Milano…

  15. grazie per l’attenzione, con una precisazione: non mi interessa discutere se si mangia meglio tra Milano e Roma, siamo lì alla fine, lasciando le rispettive regioni fuori dalla porta. contesto invece il fatto che Milano stia vivendo il momento più opaco degli ultimi vent’anni, ci siamo forse dimenticati i favolosi anni Novanta? Vent’anni fa milano aveva ancora Marchesi in gran spolvero e Santin pure e un gigante come Aimo era eternamente il terzo, poi venne Tangentopoli e non credo che per almeno un lustro a seguire fu un arcobaleno accecante per la ristorazione milanese, tanto che molte tra le insegne al top ora sono state aperte dopo il 2000 e diverse addirittura dopo il 2005. per me, tra i due decenni non c’è corsa, a prescindere dalla qualità di Roma.
    buon tutto
    oloap

    • avatar Enzo Vizzari

      Approfitto dell’intervento di Paolo per due o tre precisazioni.
      Paolo, non ti seguo. Quando dico-scrivo che per Milano questo è un momento particolarmente grigio mi riferisco proprio, come fai tu, ai “favolosi anni Novanta”. E ribadisco che oggi fra i top e i pochi emergenti c’è una vistosa zona grigia, assai più evanescente di allora; mentre Roma mi pare più vivace e varia.
      Per quanto riguarda la mia generica provocazione (“solo chi è a libro-paga degli enti locali può dire che a Milano oggi si mangi mediamente meglio che a Roma” ho scritto, più o meno), non capisco perchè tu te la sia presa: si tratta appunto di un sasso nello stagno, di un modo di dire.
      Per gli altri intervenuti: ricordo che non ho in alcun modo fatto confronti fra Lazio e Lombardia (che sarebbero impietosi nei confronti del Lazio) ma soltanto fra la staticità di Milano e il dinamismo di Roma.

      • infatti non me la sono presa, ho solo citato la frase per intero perché si fa così (e, comunque, non ci vuole mandrake per capire a chi alludi), è il momento opaco che non mi trova d’accordo.
        in ogni modo, oggi tra Milano e Roma io scelgo Napoli, la provincia però
        a domani in triennale

  16. avatar Topho

    Vorrei conoscere l’età dei commentatori. Questo giochino di contrapporre Milano a Roma e viceversa a me – over 60 – appare una grande fesseria.

  17. Ciao Massimo,
    mi intrometto nella discussione solo per ringraziarti… ho trovato questa mia foto qua. grazie per avermi citata.
    fa piacere ritrovarsi in giro nella rete :)

    a presto

    Valentina

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