Vissani, ristorante a ore


Il baciamano di Gianfranco Vissani a Maurizio Gasparri Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, anche se vedete Gianfranco Vissani esibirsi in un perfetto baciamano a una recente festa romana—destinatario l’onorevole Maurizio Gasparri del PDL—il verace cuoco umbro già da un anno ha risposto alla crisi con qualcosa di sinistra. Si chiama l’Ora Vissani e funziona così: andando nel suo raffinato ristorante dalle 13 alle 14 ogni martedì, venerdì e sabato, vi bastano 3 banconote da 10 per primo, secondo e dolce, calice di vino incluso. Tanta differenza con i menù “piccolo” e “grande” di Casa Vissani, che vengono via rispettivamente con 100 e 155 euro, vini esclusi.

Non sto a dirvi lo tsunami di polemiche precipitato su l’Ora Vissani: mossa disperata, manovra mediatica, pret à porter dell’alta cucina, marketing ad alzo zero.

Di nostro possiamo dire che attovagliarsi tra quel bengodi: tavoloni di legno, lino, posaterie preziosa, e fermarsi all’offerta low-cost ci era parso puro “onanismo gastronomico”. Ma l’esperimento deve aver dato i suoi frutti se ora il sito del ristorante annuncia l’Ora Vissani by night. Alici e bresaola con crostini caldi, Risotto con seppie, San Marzano e olive nere, Piccione allo spiedo con misticanza, Ciambellone all’arancia e vaniglia, più acqua, un calice di vino e pane casareccio vi costeranno 50 euro. Ma solo il lunedì e martedì dalle 20:30 alle 21:30. Voi sbrigatevi a finire…

Immagine: Dagospia, titolo: © Aldo Fiordelli




44 commenti a “Vissani, ristorante a ore”

  1. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Leggendo il sito, sembra di capire che le diverse forme di accoglienza hanno lo stesso risalto e che, di conseguenza, anche le diverse tipologie di avventori hanno pari dignità.
    Le discriminazioni erano e sono l’unico scoglio da evitare, e sembra che a Casavissani ci siano riusciti, sia nell’ambientazone che nella chiarezza delle proposte elencate sul sito.
    A questo punto, anche se sarebbe da provare, mi sembra che venga meno l’aspetto provocatorio, populista, che era stato adombrato all’inizio, a favore, invece, di una scelta articolata e variegata credo forse unica, per chiarezza e tranquillità comunicata, tra l’alta ristorazione.
    Merito di Gianfranco o, più probabile, di Luca?

  2. gianni gianni commenta:

    Non mi stupirei piu’ di tanto, a Parigi ci sono perlomeno sei
    trois macarons che a midi optano per la formula del bistrot a
    50 euro tutto compreso.

  3. Nicola Cavallaro Nicola Cavallaro commenta:

    e se super l’ora ti cacciano a calci ???

  4. nicola a. nicola a. commenta:

    Già in prestigiosi ristoranti all’interno di famosi hotel britannici, dagli anni 70 impazzava la formula dal simpatico nome “Early bird” (lunch or dinner). Si faceva il pieno al Gleneagles con questa formula.
    Per noi italiani credo che, vieni prima paghi meno, non funziona,orari e i tempi è difficile imporli.

  5. antonio antonio commenta:

    Se diminuissero i prezzi delle stanze io tornerei a mangiare anche al ristorante!!

  6. Gambero Gambero commenta:

    La foto e di D’Agospia (Cafonal)..

    tanto per gradire

  7. Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Ma a pranzo se vuoi mangiare (e spendere) alla carta ti prendono a male parole?

  8. Riccardo Farchioni Riccardo Farchioni commenta:

    Beh. molto più modestamente a me in un ristorante di Populonia a pranzo mi misero sul tavolo un fogliettino e io non trovai di meglio che balbettare “ma io… vorrei fare… un pranzo… serio!” Che vergogna!

  9. giovanni gagliardi giovanni gagliardi commenta:

    Non amo in linea di principio le versioni low cost dei grandi ristoranti. Anche perchè non riesco a capire: se è l’occasione per mangiare alta cucina a prezzi da trattoria e allora chi è così stupido da mangiare a prezzo pieno? Se, invece, non lo è, che senso ha?
    Da Vissani in particolare, poi, la situazione è tipo vasca dei pesci rossi poveri, un pò come l’acquario del mega direttore di Fantozzi nel quale nuoptavano gli impiegati.
    Ben in vista nella sala e tutto a vetri c’è questo tavolo quadrato dove è possibile osservare i signori vorrei ma non posso. Davvero brutto.

    Ad Majora

    • antonio antonio risponde:

      Non vorrei dire una stupidaggine, ma mi sa che il tavolo quadrato e’ lo stesso viene servita la colazione a chi soggiorna li’, e se non sbaglio non si vede dalla sala, visto che si tratta di un’altra sala separata.

    • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

      Il sentirsi pesci rossi poveri è, appunto, una sensazione personale, non dovrebbe essere una condizione oggettiva.
      Tutto dipende dal servizio: se c’è uguale accoglienza, uguale puntualità e assistenza, credo che saranno i megaclienti, non dico a riconsiderare, ma sicuramente ad apprezzare anche un’altra possibilità. “Vorrei ma non posso” ci si sente a priori, forse per insicurezza, forse perchè condizionati da un modo snobistico di pensare lo stare a tavola nei grandi ristoranti italiani. Ripeto, fino a prova contraria, e la sensazione di Gagliardi, autorevole anche se non condivisibile, va comunque tenuta in considerazione, fino a prova contraria dicevo, sembra che non sia stata impostata una “diversa offerta per diverse tasche”, tra chi può e chi non può, ma una diversa offerta per diverse opportunità ( aperitivi, tutto crudo e 5 calici a 50 euro eccetera).

      • giovanni gagliardi giovanni gagliardi risponde:

        A parte le sensazioni personali, le insicurezze e lo snobismo mi resta una grande perplessità sul concetto del low cost applicato ai grandi ristoranti.
        Secondo me se uno deve regalarsi una grande esperienza è bene che la viva alla grande. Andare in un posto del genere che, per inciso, non è propriamente al centro di una grande città, ed accontentarsi di una formula tanto limitante è certo legittimo ma un pò sui generis. Meglio rinunciare a 10 pizze ed andare una volta a mangiare davvero da Vissani.
        Al di là delle considerazioni pratiche, comunque, è il concetto che, ripeto, non comprendo. Come si mangia al low cost? Peggio? Di meno? Allo stesso modo ma con un servizio peggiore? Non ritengo che siano interrogativi banali. Pago poco lo stesso contenuto in un diverso contenitore, o cambia anche il contenuto?
        Infine, ribadisco, a parte i complessi e lo snobismo, io la sala non l’avrei fatta tutta a vetri. Ma è questione di gusti e non ho dubbi che i miei siano diversi da quelli di Vissani.

        Ad Majora

  10. giuseppe trisciuzzi giuseppe trisciuzzi commenta:

    Perché stupirsi se lo fanno i grandi ristoranti (ma Vissani che fa il baciamano a Gasparri non era il cuoco di D’Alema?).
    I piccoli e seri, come La Pasina di Dosson o La Forma dell’Acqua di Ospedaletto Euganeo, lo fanno da sempre: a pranzo (in milanese moderno: a colazione) mangi la qualità della sera ma a prezzo ridotto. Molti dei clienti che pranzano al ristorante per lavoro, poi sono i clienti della cena, quando hanno più tempo per godersi un menù più lungo.

    • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

      Conoscendo Gianfranco Vissani credo che in quel baciamano ci sia più presadiculaggine che piaggeria ma del resto i grandi cuochi attovagliano per tutti, belli e brutti (come in questo caso).

      Paragonare poi quello che fanno a pranzo bravi ristoratori come La forma dell’acqua o La Pasina con quello che fa Vissani mi sembra estremamente ingeneroso nei confronti di chi, con spese altissime, tiene in piedi un ristorante fra i migliori d’Italia dove spesso a pranzo (quello da sboroni da 100,00/155,00 euro: un’inezia rispetto ad altri blasonati) ha solo un paio di tavoli occupati.

      Con questo spirito possiamo citare anche i menù lungo la statale a 9 euro primosecondocaffè ma mi sembra che lo spirito non sia proprio il medesimo…

      Certo è che se CasaVissani fosse non dico a Roma ma su qualsiasi direttrice stradale con medio traffico farebbe il pieno tutti i giorni.

      • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

        ci sono stato un anno e mezzo fa. avevamo riservato a cena e pernottamento.un treno che arriva da roma in orario( rob de matt) ad orvieto , mi permette l’incrocio con la mia compagna d’avventura in un orario che ci fa arrivare da vissani intorno all’una e mezza.
        che si fa? la camera èriccosssima( forse un po’ burina) ed invoglia a pisolino pomeridiano ed altro.
        ma a pancia vuota no.
        e allora ci sediamo li’, nell’acquario( effettivamente!!)

        piatto del giorno, dessert, bicchiere di vino a scelta fra qualcuno( prendemmo uno chablis di buon livello), caffè ed acqua a volontà. 30 euri a testa.
        tutto perfetto, a parte l’antipaticissima sommelier(e) fransciese. mi è sembrata cosa civile. gli altri commensali erano business men locali. 2 +2. voglio ma non posso non ne vidi. la sera grande festa!!!!!

        • enzo vizzari enzo vizzari risponde:

          Forse perchè notoriamente francofilo, non trovo affatto “antipaticissima” la sommelier “fransciese” di Vissani. Dal quale – lo dico incidentalmente e senza alcun impegno per la Guida che dirigo – ho fatto il mese scorso uno dei miei due pranzi dell’anno.

          • Camilla Camilla risponde:

            Non per essere indiscreta Sig. Vizzari, e neanche per andare fuori tema, ma sarebbe così gentile da dirci anche l’altro (pranzo dell’anno)

          • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

            @Camilla: non conosco le scelte di Vizzari ma il mio intuito mi dice di escludere Don Alfonso dall’essere uno dei pranzi dell’anno… :-)

          • enzo vizzari enzo vizzari risponde:

            Signora Camilla, Lei è proprio indiscreta, ma molto simpatica.

          • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

            è un problema d’età, Enzo.
            avendo tu, come noto, 33 anni, ti fai andare bene un po’ di tutto:-)).

            io, invece a 22 sono un poco piu’ difficile.
            a tuo figlio poi la fransciese, e non solo come sommelier, farebbe un po’c….( scusa volevo dire che resterebbe indifferente):-))))))))))))).

            saluti al figlioccio, spero sempre sulla “cresta” dell’onda.
            beato lui!!

      • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

        Considero Vissani uno dei ristoranti più belli ed eleganti d’Italia. Dove si mangia con un rapporto qualità/prezzo a dir poco straordinario ed in strutture di questo livello non è per nulla scontato.
        Un servizio ai tavoli molto buono e per nulla ingessato, con il bravissimo Luca che padroneggia il tutto con molta signorilità.
        La proposta dell’ora la trovo azzeccatissima, chi va per quella poi magari ritorna per quella più ampia.
        L’ultima volta, in inverno a pranzo, c’era il temporale. Tuoni, fulmini ed acqua a catinelle. Dovevo assolutamente ripartire, altrimenti sarei ancora li, sui divani, vicino al fuoco, a finire un dolce, bermi un liquore, fare quattro chiacchere.

        Buona notte, vado a dormire.

        • giovanni gagliardi giovanni gagliardi risponde:

          Considero Vissani uno dei ristoranti più belli d’Italia. Dove si mangia con un rapporto qualità/prezzo assolutamente negativo.
          Un servizio non ingessato, vero, ma con qualche confidenza di troppo e qualche aspetto folkloristico tipo chiamare Vissani Maestro e dire frasi tipo “il Maestro non assaggia”.
          Bellissimi i divani vicino al camino dove ti servono i dolci ed un buon sigaro.
          Turistico il Vissanone che si aggira in borghese (da perfetto anchorman televisivo quale ormai è) per il ristorante facendo finta di essere indaffarato a spostare vasi o altro. Ma così qualcuno potrà dire, ho visto il Maestro….

          Ad majora

          • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

            Una volta si diceva continuamente che il Maestro non fosse mai al ristorante, adesso leggo che c’è ma sposta troppi vasi e si aggira in borghese…..facendo finta di essere indaffarato.
            Non siamo mai contenti !
            Sul rapporto qualità prezzo assolutamente negativo vorrei capirne il perchè. Io la penso in maniera diametralmente opposta.
            Ah, dimenticavo il monumentale e golosissimo carrello dei formaggi, ma forse sbaglio anche su quello.

            Ciao

  11. giovanni gagliardi giovanni gagliardi commenta:

    Vignadelmar, nessuno sbaglia. Semplicemente si esprimono delle opinioni e le nostre sul ristorante in oggetto sono evidentemente diverse.
    Tutto ciò è molto bello.

    Ad Majora

    • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

      scusi gagliardi, lei insiste molto sul rapporto prezzo eccessivo. disse cosi anche su uno dei miei ristoranti preferiti, di pura materia, esistenti in italia, a varigotti.

      mi piacerebbe conoscere suoi parametri. cosi’ , senza polemica, per carità e soprattutto su ristoranti dove si offre prevalentemente pesce.

      oggi sono andato a fare la spesa con lorenzo viani( mi diverto cosi’, quando non ho un tubo da fare).
      l’ho visto con i miei occhi pagare scampi vivi 42 euri ed i mitici calameretti spillo che lei ha visto in altro blog ADDIRITTURA 80 euri al kilo.( per solito comunque da 40 a 45).
      a quanto deve vendere un ristorante cosi’ una porzione di scampi, quella di lorenzo è nr 3 per antipasto e nr 5 per secondo piatto?.

      dica lei.

      • giovanni gagliardi giovanni gagliardi risponde:

        Caro Maffi, se la Muraglia è uno dei suoi ristoranti preferiti di “pura materia” in Italia come dice lei, allora semplicemente a me e a lei piacciono cose diverse.
        Peraltro e per inciso, non vi è paragone a mio avviso tra la materia prima di Lorenzo e quella del summenzionato ristorante.
        Entrambi però sono dei posti nei quali si spende troppo a mio avviso (da Lorenzo sensibilmente di più).
        Con la differenza che nel primo si mangia bene.
        Per quanto riguarda l’esempio da lei riportato, le dico senza timore che se Lorenzo compra a quelle cifre, semplicemente compra male per essere un ristoratore.
        Quanto si dovrebbe pagare da Lorenzo?
        Quanto si paga da Romano a Viareggio.

        Ad Majora

        • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

          Io da Lorenzo non ci sono mai stato quindi non posso fare paragoni con il “summenzionato ristorante” Vissani; posso però dire che mi sembra che la materia prima da Vissani sia eccellente.
          Poi ripeto, lo spendere troppo è soggettivo e figlio della qualità e bontà percepita. Se cosa e come si mangi da Vissani non piace anche se facesse pagare 40 euro sarebbe giustamente considerato costoso.
          A me come si mangia e come si sta da Vissani piace veramente molto, ergo secondo me non si spende molto, anzi.

          Ciao

        • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

          bene avv. Gagliardi: verifico ancora, senza alcun problema, che non siamo d’accordo.
          riportero’ a lorenzo viani ed anche a romano franceschini, che compra agli stessi prezzi, che potrebbero avvalersi della grande consulenza dell’avv. gagliardi per i futuri acquisti, anche tenuto conto della loro “relativa esperienza” in materia.

          per dirla alla mia maniera, in latino, due coglioni ed anche un po’ pirla.

          la saluto

          • giovanni gagliardi giovanni gagliardi risponde:

            Se comprano agli stessi prezzi, mi deve spiegare perchè da Romano pago di meno.
            Dopodichè caro Maffi, io da Lorenzo ribadisco di aver mangiato bene. Se poi il caro Viani fa buoni affari con il suo ristorante a mio giudizio fa bene a tenere i prezzi che ha. Io penso che sia troppo caro in relazione a ciò che offre nel complesso. Ma probabilmente i russi che sempre più affollano il suo locale non la pensano così. Buon per lui. Davvero.
            L’ultima volta senza esagerare ho pagato 100 Euro v.e. e la carta dei vini ha ricarichi importanti. E scusa, a questo punto vado da Uliassi.

            Ad Majora

          • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

            boh , continuo a non capire.
            la lieve differenza di prezzi con romano, 10- 15% è comunque stragiusticata da spese generali( forte è piu’ cara di di viareggio) e soprattutto da costi del personale: romano sta 3a 1 come utilizzo di persone di famiglia e non proprio personale da niente: la CHEF ed il SOMMELIER!!!
            i russi vanno prevalentemente al bistrot( quello si disastroso rapporto qualità prezzo).
            e che c’entra uliassi? uliassi fa un’altro tipo di cucina e sta da tutta un’altra parte. i costi del forte e quelli di senigallia non sono uguali.
            capisco che lei sia avvocato.
            ma un commercialistucolo qualsiasi ce l’avrà, spero, che le spieghi due cosine. stanchi saluti

  12. [...] profondamente innamorata. Mentre ieri, Enzo Vizzari, curatore delle guide L’Espresso, ha confessato proprio qui su Dissapore di aver fatto da Vissani uno dei due pranzi dell’anno. I miei 5 [...]

  13. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Mi rendo conto sempre di più di quanto la qualità/prezzo è estremamente soggettiva – perché ognuno ha la sua idea di prezzo conveniente e di cosa è importante per rendere un’esperienza piacevole, entusiasmante o deludente.

    Gagliardi, ad esempio mi sembra che consideri il Trussardi Café di Milano come buon rapporto qualità/prezzo – anche se per un hamburger, acqua, dolce e caffé spendi sui 40 euro. O ricordo male?

  14. giovanni gagliardi giovanni gagliardi commenta:

    Considero il Trussardi cafè un posto in cui il rapporto qualità prezzo è corretto, non buono (e quindi non particolarmente conveniente nè particolarmente sconveniente). Anche perchè si trova al centro di Milano che è un luogo/non luogo che fa storia a sè quanto a prezzi per mangiare. Aggiungo che l’hamburger in questione è di struggente bontà e non lo chiamerei “un hamburger”.
    Dei propri soldi comunque ognuno fa quello che vuole e li spende nei luoghi che preferisce. E se c’è qualcuno sul mercato che riesce a vendere come fosse oro colato ciò che oro colato non è a mio giudizio è semplicemente un venditore di successo.
    Io però non rientrerò tra i suoi clienti.
    p.s. e lui se ne farà, sono certo, una ragione!

    Ad Majora

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Per giocare ai gastrofighetti nei locali chic al centro di Milano, si sa che ci si deve aspettare la sovrattassa! :-) ))
      Però al Marchesino con 25 euro a pranzo mangi 5 piatti al bancone (oppure 2 assaggi + 3 piatti + vino e infinita acqua per 48). Che a me – a parità di zona e catagoria – pare comunque più conveniente.

      Poi stabilito un prezzo più o meno oggettivamnte equo per il cibo, tutto quello che si paga in più è percepito come “corretto” o “furto” in base alla soddisfazione soggettivissima.

      Vale sia per il centro di Milano o per i luoghi sperduti nelle selve! :-) ))

  15. giovanni gagliardi giovanni gagliardi commenta:

    Lasciamo perdere il Marchesino, ti prego.

    Ad Majora

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  17. [...] sensazione molto prossima alla mia attuale idea di felicità. Ho appena lasciato Casa Vissani e la Proposta 1′ora, scritto proprio così. Tre piatti e un bicchiere di vino, pane e acqua per [...]

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