di Tavole Romane | gio 25 ago 2011 ore 16:52
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Glass Hostaria di Roma: i motivi del perché sono pazzo di te

Era stato fatto una sola volta, ma dopo la cena vertiginosamente persuasiva al Glass Hostaria di Roma ci è parsa un’idea del tutto normale. Parliamo di affidare la recensione di un ristorante a un critico teatrale. Servitevi, prego. La cosa che colpisce entrando al Glass in una magica serata romana di inizio agosto, è, appunto, la sensazione di trovarsi in un teatro. Ma non tanto, come accade in qualche caso, per il quoziente di celebrità che lo frequenta, quanto per il livello dello spettacolo culinario. Stordente.
Dicevamo, entrando al Glass ti chiudi dietro il caotico cuore di Trastevere subito stregato dall’atmosfera internazionale. Potrebbe essere Tokyo, Berlino o Londra. Condotto con eleganza guadagni il palco ammirando la sobrietà silenziosa degli arredi. Vetro e metallo disegnano la scena. Ti accomodi in poltrona e sale il sipario, una sequenza di piatti che è l’equivalente di una giovane procace per un seminarista. Virtuosa, dalla personalità marcata, curata in ogni dettaglio (come del resto il servizio), nella scelta degli ingredienti e nella presentazione dei piatti.
Alla fine, al povero peccatore di gola non resta che storicizzare la cucina di Cristina Bowerman e del suo staff, come una tra le più seducenti di Roma, e lo spettacolo in 6 atti e amouse bouche chiamato “Degustazione”, come un vero tributo alla creativita da parte della giovane chef in costante progresso.
I nomi degli attori protagonisti sono imprecisi, contavamo di trovarli nel sito, ma il cartellone risale ancora allo scorso giugno, e questa ahinoi, è la parte più romana dell’intera rappresentazione.
Amouse bouche
Tartare di Manzo con wasabi e micro verdure
Maiale con fichi e ricotta di bufala
Mezzelune ripiene di amatriciana con guanciale croccante
Agnello con purea di topinambur
Piccione con ciliegie e polvere di cacao (gentilmente concesso in sostituzione di un agnello)
Zuppetta di caffè , croccante di mandorle e gelato al Baileys
Daquoise di nocciole, fragola e gelato al basilico
Petits fours
Il prezzo del biglietto è di 65€, lo spettacolo in 8 atti ne costa 90.
Cala il sipario: applausi.
[Crediti | Link: New York Times, Glass Hostaria, immagine: Luxury24]
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6 commenti a Glass Hostaria di Roma: i motivi del perché sono pazzo di te
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Come non essere d’accordo?
Una grande donna ed un grande uomo….
Una alchimia perfetta.
Un posto sensazionale.
Non vediamo l’ora di entrare nella sua cucina con la troupe Cibando!
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Un vero spettacolo! Il gusto, la presentazione l’ambiente, la cordialità, la professionalità… davvero uno spettacolo!
Bella trovata questa del critico teatrale ed è il minimo per un ristorante che si può definire unico per Roma senza per questo eccedere nelle lodi. In effetti ero sorpreso che Dissapore ancora non ne avesse parlato come si deve!
Ci vado spesso e mi piace questa vostra chiave di lettura. Apprezzo sempre la disponibilità della chef e la precisione del servizio, ma temo che proprio per la facilità con cui si svolge lo spettacolo a volte si rischi di sottovalutarlo.
Hai ragione tommaso nel definirlo unico.