McItaly è il panino peggiore che abbia mai mangiato
Trascinando stancamente il trolley lungo i corridoi dell’Aerostazione, passo accanto alle altisonanti reclàme del Famoso Panino Italiano: inevitabile ed immediata la decisione di sacrificarmi per una prova su strada del capolavoro di Marketing del nostro Onorevole Ministro. Al Ristorante McDonald Linate manca la tipica zaffata McDo e anche l’olezzo di friggitoria è sottotraccia. Le ragazze straniere al banco sorridono, parlano un italiano plausibile e vestono polo verdi (ah, no?) stampate McItaly. Il servizio è fulminante as usual, i tavoloni sono ben illuminati anche se troppo spesso decorati da reperti dei pasti precedenti.
Nel tradizionale vassoio-con-tovaglietta autopromozionale le patatine rovesciate hanno la consueta consistenza dura-molle di tutti i McDo del mondo, ma per soprammercato sono salatissime. Il poliedro di cartone recita gli stentorei slogan italianisti, e mena entusiasticamente il torrone del 100% italiano con tutti i punti esclamativi al loro posto. Il panino si presenta pallido e di un giallo polenta, annebbiato da residui di farina sparsi con sapiente noncuranza. Curiosamente la farina in superfice, a richiamare le ciabatte rustiche che ognun ha in memoria, è di calibro molto più abbondante rispetto alla tessitura del pane, che è invece impalpabile.
È tiepido, e molle quando lo prendi in mano, quasi privo di redolenze. Il primo morso esprime perfettamente il sapore e la consistenza dei due frammenti di spugna polimerica che racchiudono il companatico, frettolosamente strinati da un lato solo, asciutto e tiremolla quanto basta. Sconsigliata l’esposizione allo sguardo di minori o persone sensibili delle interiora del panino. Al secondo morso incontrerai la lattughina – acquosa e ben ammaccata – e la carne trita con un insolito gusto di cartone in primo piano, invece del tradizionale sapore di cartone-con-salsa-e-formaggio-giallo. L’Asiago si vede, ma è talmente diafano da parere solo annunciato. Solo al terzo morso hai il purè di carciofi, con qualche salma dello spinoso vegetale ridotta ad una pappetta della densità dei funghi champignon sottolio.
La farinona sulla superficie del panino, boccone dopo boccone, continua ad affliggere il cavo orale con insistente sabbiosità. Il pane è molto sciutto e tende ad ammallopparsi durante la manducazione. Verso la fine percepisci una nota esogena, latteo-chimica, che ricorda lo zucchero filato finto delle composizioni ornamentali. Le patatine raffreddate tendono ad assomigliare sempre più ai legnetti di balsa forniti con le scatole di montaggio dei galeoni.
Arrivi in fondo con la lingua felpata, le labbre piagate dal sale e un senso di bovina satollanza. Rassicurante la lunga digestione, che lo accomuna alle più familiari esperienze del Fasfù per antonomasia.
Di gran lunga peggiore di un medio CBO.
Menù McItaly 7euri e settanta cents. McItaly, Fritte medie, Coca grande. Ristorante McDonald Linate, Milano.











Panini di merda per nuove generazioni di stronzi. Perfetto. Viva il Dio Mercato ed il suo Papa, il Denaro.
Il Duca di Richelieu non avrebbe saputo esprimersi diversamente
Magliette verdi? Ma non viola la legge sulla par condicio? Allora chiedo il McLenin, panino con aringa sotto sale, vodka e cavolo bollito. E tutto il personale deve indossare la maglietta rossa.
Ferrero e Vendola presenteranno il nuovo panino.
*Il riferimento alla par condicio e`una battuta.
A proposito delle patatine del McDo, in un film americano sull’argomento c’era uno splendido esperimento sulla conservazione delle stesse. Ebbene, dopo due mesi di esposizione non recavano i benché minimi segni di decadimento o ammuffimento. Se ne deduceva che erano composte con qualche sostanza non terrestre e comunque non attaccabile dai germi e dalle muffe che popolano questo pianeta.
Educativo guardarlo: http://www.youtube.com/watch?v=htnvzLU1I1o
Di quel filmato se ne era già parlato & dibattuto, qui:
http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/che-succede-alla-patate-di-mcdonalds-nei-nostri-stomachini-cosa-darei-per-saperlo/
Scusa, mi ero dimenticato. Oggi non sono in palla…
Carissimo Caffarri, perfetto esempio di critica gastronomica… della più eccelsa e sublime!!!
La “Cosa” di McDo meriterebbe tutte le stelle della Michelina… appuntate sapientemente e dolorosamente sul petto di quello s…..o che ha concepito tale barbaria!
Tutta la mia comprensione per il suo stomaco che ha dovuto subire codesto affronto….
Cosa direbbe Peppino Cantarelli, buon’anima, di tutto ciò?
stasera per ricordarlo pane, mortadella e culatello !!!!
Oh comunque per ora l’unico che l’ha trovato sicuramente migliore degli altri panini è Federico Quaranta.
Sarebbe interessante sapere che cosa l’ha colpito positivamente, dato che a quanto pare nessuno di noi è stato in grado di coglierlo!
…mmmmh. Ma, per favore, non emarginiamolo culturalmente. Magari lanciato con discreta forza, da una distanza inferiore ai tre metri, in effetti ’sto coso può “colpire positivamente” chiunque.
Brillantissima la penna di Caffarri, che si fa perdonare tutto, persino l’argomento.
Per pura curiosità mi chiedo una cosa: che significa “redolenze”? Ho provato a inserirlo al presunto singolare (“redolenza”) nel Garzanti on line, ma la risposta è stata «Nessun risultato trovato».
un libertà che mi sono preso, da:
redolente 1 (agg.) Odoroso. ~ olezzante.
d’altronde dopo un’esperienza del genere…
Ho appena consacrato un altare intitolato alla tua augusta persona.
D’accordo:il panino piu’ cattivo della storia, confezionato con dei prodotti che a chiamarli italiani si offende chi lavora con serieta’ nel nostro agroalimentare….. ma italiano de che’…manco un’unghia o un ‘idea….solo un’accozzaglia senza senso e sapore .
Chi ha ideato questo panino ci facesse pace con l’italia gastronomica , quella vera….
Qualunque critica, se parte prevenuta, è di parte, in questo caso contro.
A suo tempo dissi che era meglio un Big Mac, perchè la “specialità” americana è molle… il McItaly è un’pò forzato per la vostra ideologia, OK. Ma per chi vi partecipa con prodotti fatti in Italia (Padania) è una manna, come per gli avventori del Mc, una delizia. D’altronde dove si trova un locale caldo, comodo, aperto tutte le ore del giorno!
Scusa mi fai capire quale grandissima differenza trovi da questo punto di vista rispetto agli altri panini del Mac?
L’asiago invece del cheddar?
Carciofi di produzionate italiana?
Ma anche i panini inventati da McDonald’s precedenti che utilizzavano parmigiano e pancetta DOP facevano lo stesso, senza intervento del Ministro e senza strombazzamenti.
L’insalata la fornisce sempre una multinazionale svizzera, la carne sempre Cremonini.
Quindi?
[img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/mangia%20e%20beve/00024027.gif[/img]
per chi vi partecipa coi prodotti (Padania) è una manna… giusto alfre’?
@->”D’altronde dove si trova un locale caldo, comodo, aperto tutte le ore del giorno!”
Effettivamente, all’estero McDo è una manna se sei in giro per la città e devi andare al volo in bagno.
Io direi, più semplicemente, che alcune cose scritte da Caffarri sono catalogabili nelle cosiddette “licenze poetiche” che solo pochi eletti possono consentirsi. Il mondo e’ pieno di geni, di talenti, che per una serie di motivi non emergono. Questo post, che ha per oggetto uno stupido panino, lo stamperei e lo spedirei in tutte le scuole d’ Italia, avrebbe il duplice scopo di educare i nostri figli al buon cibo e alle buone letture.
Forse che sia figlio del momento di merda che la politica/l’economia/la società sta vivendo nel Paese? In mano a puttanieri, faccendieri e immanicati della peggior specie?
Mi sembra che sia proprio l’Italia un panino mollaccioso, purulento e pieno di schifezze mal assortite…
Buona cattiva digestione a tutti.
Giacomo
thebigfood
Confermo.
Davvero immangiabile il McItaly.
Certe cose è meglio continuare a farle all’americana e soprattutto a farle fare agli americani (nel senso di statunitensi).
Ad Majora
[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/pas-compris.gif[/img]
comunque per quel prezzo a milano mi pare un bel mangiare. nessuna possibilità, che tu sappia, mettendoci un supplementino di un pezzo da 50 per avere il grande che ti fa la più bella di tutte, quella che finisce con SUCCEDE SOLO DA MC’DO, direttamente al tavolo anche solo per un minuto?
Sì va bene tutto quello che scrivete su questo immangiabile e pessimo panino, ma poi la domanda successiva è: perché Mc Donald’s conquista i palati della razza umana globale dai 4 ai 76 anni? Non è soltanto pubblicità, a nessuno lo ha imposto il medico, piace proprio.
Vi posso assicurare che per la R&D Mc Donald’s sarebbe molto più facile realizzare un panino con due fette di pane di Paolina de Passolongo spalmate di callu de crabettu e 62,5g di salame Carrabs, e poi lo mangeremmo io e altri 7 o 9 gastrochiattilli.
Mangio 2/3 volte al mese da Mc Donald’s e non sono ancora morto.
saluti
Anch’io a volte preferisco il Big Mac a panini cadaverici di tristissimi bar.
Questo non cambia il fatto che un ministro cerchi di vendere il McItaly come redimi-palati, salva agricoltura e portatore delle delizie della cucina italiana nel mondo – invece a me (e ad altri) sembra una schifezza…
p.s. oh viaggiatori, in molti Mac già da anni non si può usare il bagno se non si acquista niente!
Perché, tu vai nei bar/ristoranti solo per pisciare gratis? Prova a farlo da Marchesi (Gualtiero)… :-]
E che c’entra Marchesi, si parla di McDonald’s – un self service in cui ti insinui, procedi ed esci!
Però sono entrata da Bocuse con la scusa di vedere il “negozietto” – che alla fine non aveva niente di interessante – quindi ho solo dato un’occhiata in giro. In bagno non sono entrata, ma solo perché era in fase di pulizia!
Queste cose da mangiare le hanno inventate gli Americani ed è bene, secondo me, che continuino a mangiarsele loro vista la “qualità” del cibo che propongono….Male per male preferisco il panino fradicio di salse di un vicino barretto notturno famoso dalle mie parti, e quando sono in viaggio almeno in Italia un forno per trovare schiaccia e mortadella non manca mai…. McD ? se possibile no thanks….
Stefano Caffarri, chissenefrega della tua opinione? Chi sei? Che fai per guadagnarti il panino quotidiano? Superiore alla media umanità? Chi lo dice, a parte te e forse, la tua famiglia? In cosa sei “migliore”? Spiega.
Adesso ti trasformerai in uomo-sandwich fuori dai Mc. per convincere gli agnostici che TU hai ragione? Ma dai!…
I cani abbaiano, la carovana passa. (Proverbio arabo, non un pensierino dei Baci Perugina).
P. S.
“Aerostazione”, “reclàme” (invece di réclame). Miseria, il Nostro è anche futurista! Fuori tempo massimo e con un correttore ortografico albanese taroccato.
Ah, Bruno, grazie per la correzione. Con il fransè non ho molta confidenza, e nemmeno con l’italiano forse, letto il Tuo pregiato commento al n.14 che mi regala una serie di meriti ben superiori a quelli – indegni – che ho.
PS.: Aerostazione è scritto sui cartelli indicatori dell’Aerostazione di Linate, ahimè, ed è semplice cronaca. Sai, quando uno va in giro per il mondo, vede, ricorda. Non certo cose iperuranie come quelle che mi citi tu, l’agnosticismo, gli arabi, i Baci Perugina.
> Non certo cose iperuranie come quelle che mi citi tu, l’agnosticismo, gli arabi, i Baci Perugina.
Cose che tra l’altro, diciamolo, cita a cazzo.
Il reportage gastronomico da Linate mi conferma che anche molti degli Italiani che la sanno lunga sono disposti a sacrificare le loro intuizioni (nonché il loro stomaco) per poter almeno dire “Ho provato e so di cosa parlo” Si tratta di etica, masochismo o semplice curiosità? Sicuramente ci sono almeno tante risposte quanto ci sono buongustai.
La mia in proposito la ho già detta da molte parti, incluso twitter, vinix , etc.
Dopo 40 e passa anni in America credo potermi permettere il lusso di avere un opinione sul “MacchéItaly” senza doverlo assaggiare (ho cresciuti due figli su queste sponde e so bene come fanno le cose al McD).
Purtroppo so anche bene che McDonald non immette un prodotto sul mercato senza aver fatte ricerche serie ed approfondite.
Ergo…? Malgrado io sia completamente d’accordo con la ottima e precisa valutazione del prodotto con il signor Caffarri, sono anche pronto a scommettere che, aimé! il “MacchéItaly” avrà un grande successo di vendita.
Vorrei veramente che il futuro mi provasse in errore, oh come lo vorrei! ma temo che ancora una volta, la maggioranza degli Italiani saranno più che mai felici di …”vvò fà l’Americano”.
Ci scommettiamo sopra un panino con taleggio e bresaola?
La bresaola valtellinese è tutta fatta con carne brasiliana, più o meno avariata. Ma piace agli italiani.. In Brasile l’importazione di bresaola valtellinese è vietata. Mah!
In compenso il Brasile cerca di mandare in Italia noci (brasiliane) così contaminate da aflatossine che anche la dogana italiana.. Isomma…
Carne avariata???
Ma chi te lo ha detto?
Caro Bruno Stucchi, se ne sei così sicuro (e ne hai le prove) lo hai denunciato alla Guardia di Finanza o ti limiti a scriverlo su internet?
E forse Stucchi ha ragione sulla carne avariata : http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_maggio_21/bresaola_carne_avariata_uruguay-1501381621158.shtml
Il bello è che Zaia continua a promuovere prodotti McD come prodotti 100% italiani, mah.
Sul McItaly, quoto totalmente Cafarri, anche se non ha la patente di paninologo (esistono invece molti tuttologi), l’ho provato l’altro ieri e devo dire che l’asiago era irriconoscibile, peggio di una anonima sottiletta.
Un conto è un caso isolato, da condannare senza appello, un altro è dire che la “La bresaola valtellinese è tutta fatta con carne brasiliana, più o meno avariata”…
Mi sembra un’accusa grave da circostanziare!
Oppure, visto che siamo su internet, spariamo tutti cazzate a raffica!
thebigfood
Potremmo metterla così sia per il commento n. 14 che per la bresaola: l’uomo è una pentola con il coperchio,ma senza fondo:
all’intelligenza c’é un limite,alla stupidità no.
“più o meno avariata” è grave, ma il fatto che provenga per il 90% dall’estero, credo lo sappiano tutti.
Non vedo dove sia il problema nell’origine della carne per la bresaola. Il lardo di Colonnata non si fa mica con maiali di colonnata. Molta pasta italiana si fa con grano duro canadese.
Davvero non vedo il problema….
Il problema è “solo” che molti rincorrono il concetto fascista di autarchia. Che ce dobbiamo fa’?
Quindi i disciplinari delle DOP sono un po’ fascisti anche loro, secondo questo modo di pensare. Tranne ovviamente quello della Bresaola della Valtellina IGP, che è progressista e illuminato.
Io, per non sbagliare, so dove trovare i migliori produttori di bresaole valtellinesi (non scrivo “bresaole della Valtellina” perché questi piccoli si tengono alla larga da una IGP che nel bene o nel male è quasi esclusivamente sinonimo di produzione industriale e di scarso carattere, anche se sanitariamente sempre – o quasi, vedi il link di Loris – inappuntabile nella confezione e nel processo produttivo), che usano carni locali (ce ne sono ancora, anche se Uniceb e soci vorrebbero far credere il contrario), italiane o al massimo bavaresi, per ottenere prodotti che almeno qualche stimma del sapore perduto della bresaola d’una volta l’hanno conservata.
Bigfood, leggo che sei della mia amata Valtellina, terra di cui mi occupo da anni. Visto che sei un buongustaio, conoscerai di certo il Poretti di Tirano. Ecco, l’archetipo della Bresaola valtellinese per me è quella del Poretti di Tirano.
Per approfondire tutta la storia, ti agevolo un link:
http://www.identitagolose.it/newsletter/204.php
Non linko il mio blog, ma se ti interessa puoi andare a vederlo, ho parlato più volte della Bresaola. Il problema non è la carne estera o italiana. Il problema è quello di un prodotto che ha quasi perso del tutto la propria identità per tutta una serie di fattori concomitanti, non ultimo dei quali il successo.
Caro Tommaso, c’è differenza tra dop, marchio che difende l’origine della materia prima e igp che difende le pratiche e la zona dove il prodotto viene lavorato.
Le questioni legate alla provenienza della carne per fare la bresaola sono piuttosto complicate e, a dirla tutta, non abbiamo molte informazioni al riguardo neppure noi valtellinesi.
Poretti lo conosco, e che usi solo carne valtellinese è quasi impossibile. Ciònonostante confeziona ottimi prodotti con carne probabilmente non sudamericana. Ci sono produttori artigianali di grande qualità anche in Valchiavenna (dove si dice sia nato questo salume)e a Livigno.
Il punto è che tu dici che:”la carne valligiana non è abbastanza. Non ce n’è a sufficienza per soddisfare l’imponente richiesta di un mercato…”.
Anche se la richiesta fosse limitata solo alla Valtellina la carne non basterebbe!
O la carne si importa o non si produce più nemmeno qualche decina di bresaole: che si fa allora? Autarchia ed eliminiamo un prodotto tipico o continuiamo ad importare?
Poi avrei da dire anche sulle disciplinari delle DOP: lo sai che il pamigiano reggiano dop è prodotto con latte di vacche allevate a mangime in gran parte importato ed ogm? I disciplinari della DOP sono meno fascisti di quanto si pensi…
Scusa l’ordine sparso con cui ho gettato qui i miei pensieri ma sono piuttosto stanco anche se l’argomento mi appassiona. Mi fa piacere la discussione che si è sviluppata, mi sembra alquanto costruttiva.
Spero di proseguirla con calma domani più lucidamente.
‘notte
Giacomo
Certo che non si può fare autarchia, certo che no. La bresaola, oggi come oggi, ne è impossibilitata. Io mi limito a preferire le bresaole artigiane buone (che non sono tutte), ma è assolutamente ovvio che non se ne possano fare a milioni. E’ questa la provocazione di Paolo Marchi: scindere la denominazione in due, fare una nuova denominazioncina che rimarchi la differenza tra le bresaole “piccole” e quelle grosse di materia prima intercontinentale. Così facendo, si eviterebbe l’esclusiva della “bresaolità” più o meno istituzionalizzata per un solo prodotto.
Ora vado a nannare pure io…
L’idea di Paolo Marchi è ottima. Peccato che sia del tutto irrealizzabile.
Se conosci un po’ la valtellina, conoscerai anche la vicenda Bitto DOP vs. Bitto Valli del Bitto e la guerra che si è scatenata a colpi di carte bollate tra i due consorzi.
Per chi non fosse informato al riguardo cerco di spiegare la faccenda in poche righe: il Bitto è un formaggio che si produce da secoli in due valli specifiche della bassa valtellina.
Da qualche anno è stata creata la denominazione DOP che ha esteso la zona di produzione del formaggio a tutta la valle, stravolgendone anche le procedure di lavorazione. I 15 alpeggiatori “originari” si sono ribellati uscendo dal consorzio della DOP e continuando a chiamare il loro prodotto ‘Bitto’ e a produrlo secondo tradizione. In tutta risposta si sono visti recapitare una serie incredibile di citazioni in giudizio e un paio di multazze belle consistenti.
Per chi volesse approfondire, ne ho parlato sul mio blog, per non essere tacciato di ‘autolinkaggio’, vi linko anche un articolo di slofud: http://sloweb.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=3E6E345B1b13d174E1uPp1E465D5
Mi sembra una ’storiella’ indicativa della scarsa capacità di coordinamento che c’è in Valle riguardo la tutela delle nostre tipicità. Temo che due consorzi per due ‘bresaole’ non farebbero altro che farsi la guerra ogni giorno…
Buona giornata
Giacomo TBF
La faccenda del Bitto la conosco ed è veramente patafisica.
Siamo montanari teste di c… ehm teste dure!
Il problema non è tanto l’origine, ma il fatto che sia congelata. Nonché spesso, omnia munda mundis, di scarsa qualità.
ok. (ma perchè la dovrebbero surgelare? Non possono spedirla sotto vuoto?)
Comunque, mi interessa però capire perché viene importata. Io avevo letto (ma non so se risponda al vero) che la carne attuale allevata in valle non è più adatta, in massima parte, per la preparazione della bresaola. Breedings diversi, razze animali non più adatte, alimentazione, etc. E’ vero? O è solo una questione di costo e di “successo” di un prodotto prima di nicchia?
Nooooo. Semplicemente, la carne valligiana non è abbastanza. Non ce n’è a sufficienza per soddisfare l’imponente richiesta di un mercato che negli ultimi decenni ha fatto letteralmente decollare un prodotto poco calorico ma gustoso (almeno, lo era prima, oggi un po’ meno). E’ questa la cosa che mi fa sorridere. Non ci sarebbe nulla di male in questa semplice verità, è curioso l’atteggiamento del vergognarsi di un semplice problema economico (approvigionamento di materie prime) come se si trattasse dello sterco del diavolo. Non ci sarebbe bisogno di coprire la faccenda dicendo che la carne della valle non va bene. La carne della valle è sempre andata bene, qualitativamente. Solo che adesso non basta. Gli svizzeri per fare la loro illustre carnesecca grigionese non hanno il minimo problema a dirlo, e nessuno se ne vergogna.
Grazie della risposta, ma ancora non ho capito perché la carne arriva dal Brasile. E’ noto che per il prosciutto di Parma si usano maiali di altre regioni d’Italia, non vanno a prenderli oltreoceano.
E in Brasile prendono lo zebù, non una semplice vacca. Di quelle potrebbero prenderle in altre regioni d’Italia, o in Francia, o in altri paesi europei.
Insomma, ancora non mi è chiara del tutto la questione
Per il rapporto costi/qualita i presume.
L’allevamento brasiliano è economico e vantaggioso. Prima del 2000 impazzava l’Argentina (lo so perché all’epoca visitai uno stabilimento ed era pieno di contenitori di carne argentina), poi dal 2002-2003, più o meno, il Brasile ha preso il sopravvento.
Qui mi viene però da mettervi in guardia su una cosa, indipendentemente da bresaola o no: non aspettatevi l’equazione Brasile=liberi pascoli bradi e felici. Questo vale abbastanza per l’Argentina, la situazione brasiliana è diversa. A parte ettari di deforestazione in Amazzonia, i pascoli bradi sono alternati ad allevamenti intensivi ove gli zebù vengono nutriti con cascami d’ogni genere. Ho ancora in mente il racconto di un’amica cuoca appassionata di Brasile al riguardo.
Ribadisco: bresaola o no.
ma perche’ lo zebu’?
Lo zebù è un bovino rusticissimo. In India, dove c’è una percentuale di vacche per persona molto superiore a quella del resto del mondo, questi animali sopravvivono mangiando pochissimo, spesso con quello che brucano al ciglio delle strade (in India ci sono anche le vacche randagie) e con scarti agricoli. Lo spiega Marvin Harris nel suo indispensabile “Buono da mangiare”, analisi antropologica del cibo e dei tabù alimentari. Sono vacche “a basso mantenimento” e quasi indistruttibili.
[...] Dissapore – McItaly è il panino peggiore che abbia mai mangiato [...]
Grazie per il suo italiano accurato e la sua descrizione perfetta. Credo che non lo assaggerò mai.
ah ah carina questa
L’ho assaggiato ieri. Questo è il mio commento:
pane all’olio extravergine (ma non credo che sappiano cosa siano: il pane e l’olio extravergine di oliva);
asiago DOP (era un pezzo di plastica fusa – se queste sono le DOP italiane ora capisco perché l’UE è così stretta di manica a rilasciarle);
crema di carciofi (non c’azzeca un tubo con tutto – ce l’ho ancora nello stomaco che fa su e giù);
foglia di lattuga !?!? (meglio quella che si dà alle tartarughe nei più tristi monoallevamenti domestici) e ….dulcis in fundo:
carne italiana 100% (maledetti ZAIA e Ronnie McDonald – credo che entrambi – come si dice dalle mie parti – non abbiano mai “mangiato cucinato”).
OCCORRE RIBELLARSI e mandarglielo a dire, almeno al Ministro:
“caro Luca vai a farti un giro da qualsiasi parte dell’Italia che lavora e produce con AMORE. Se poi vieni giù, qui in Campania, in provincia di Caserta, dove tanti, e credo anche te, dicono che c’è solo camorra, monnezza e diossina; ti faccio mangiare cose che al confronto con il tuo maledetto MCITALY impallidiscono dalla vergogna… quella che solo TU dovresti provare per aver promosso questa genialata e averci messo anche la faccia”.
…UN CALCIO IN CULO – questo meriterebbero tutti quelli che hanno pensato e promosso questa malriuscita invenzione che sotto l’alone del gastronomico cela solo interessi economici che nulla hanno a che vedere con il Made in Italy (quello vero però).
La vergogna poi li deve perseguitare per tutta la vita: terrena e ultraterrena.
Devono essere maledetti dai loro figli, dai loro nipoti e dai loro pronipoti,
CAPRE CAPRE CAPRE !!! (direbbe Sgarbi)
CHE FENOMENI !!! NON ABBIAMO BISOGNO DI QUESTI “BIGLIETTI DA VISITA” PER COMUNICARE LA NOSTRA CULTURA GASTRONOMICA CHE PER FORTUNA è TUTT’ALTRA COSA E CON BEN’ALTRI “COLORI” E SOPRATUTTO SAPORI.
Manica larga? Ma purtroppo le Dop le tirano dietro!
PS: massimo rispetto per la citazione sgarbiana.
le DOP le tirano dietro solo a chi magari ha qualche ministro che si fa valere (politicamente intendo) a Bruxelles. Qui da noi sono 4 anni che aspettiamo che ci dicano se un olio prodotto con una varietà che più autoctona non si può (la Sessana) visto che il suo nome è usato per indicare gli abitanti del luogo (Sessa Aurunca per l’appunto) sia meritevole di potersi appellare della agognata DOP. Comunque caro Tommaso è solo questione di “angoli visuali” e chiaramente di “effetto alone”. Purtroppo i nostri prodotti (e non parlo di solo olio di oliva) sul mercato scontano purtroppo il dazio causato dalle vicende della nostra terra che sulla stampa sono fin troppo “comunicate”. La colpa è anche nostra. Tu per esempio lo sai che dove oggi si dice che regnano camorra, monnezza e diossina, da sempre si produce il vino che i Romani acclamavano essere il migliore in assoluto: il Falerno ? Se lo sai allora aiutaci a dire che da noi esistono anche queste cose e che grazie a loro potrebbe sommergere tutti quelli che con le loro nefandezze insozzano i nostri territori e la nostra reputazione. CREDIMI !!! Talvolta i nostri sforzi rasentano l’eroismo.
Lo so Pietro. Il Falerno di Michele Moio è tra i miei dieci vini preferiti, nel mio piccolo ne ho parlato innumerevoli volte. E’ un grande vino che costa pochissimo in rapporto a quello che offre. Alla famiglia Moio dovrebbero fargli un monumento.
Condivido il monumento ai Moio ma il mio conterraneo Razzino da Sessa Aurunca scrive da un luogo dove è impossibile non ricordare uno dei più grandi vini d’ Italia.
http://www.terradilavoro.it/
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